Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Febbraio 2011
27 Febbraio 2011, 23:00

Cambia l'Italia.

Questa mattina Nichi ha entusiasmato le cinquemila persone che hanno riempito il teatro Tendastrisce, nella periferia della capitale. La ribellione del popolo libico, la redistribuzione della ricchezza, un nuovo welfare, l'investimento in innovazione e ricerca e nelle giovani generazioni. L'accoglienza dei migranti e poi le primarie, vera 'anima del centrosinistra' e le alleanze: 'bisogna aprire un nuovo cantiere di centrosinistra' e infine 'sul terreno del liberismo non ci avrete mai'. Questo e tanto altro in una partecipata ed emozionante domenica di buona politica.
Vi proponiamo due video della giornata:
Video di Repubblica Tv
Video di RaiNews24

27 Febbraio 2011, 23:00

Cambia l'Italia.

Questa mattina Nichi ha entusiasmato le cinquemila persone che hanno riempito il teatro Tendastrisce, nella periferia della capitale. La ribellione del popolo libico, la redistribuzione della ricchezza, un nuovo welfare, l'investimento in innovazione e ricerca e nelle giovani generazioni. L'accoglienza dei migranti e poi le primarie, vera 'anima del centrosinistra' e le alleanze: 'bisogna aprire un nuovo cantiere di centrosinistra' e infine 'sul terreno del liberismo non ci avrete mai'. Questo e tanto altro in una partecipata ed emozionante domenica di buona politica.
Vi proponiamo due video della giornata:
Video di Repubblica Tv
Video di RaiNews24

26 Febbraio 2011, 19:58

Cambiamo l'Italia

Dobbiamo cambiare l’Italia e mettere in campo idee, speranze e tutta la nostra forza di volontà per farlo. Vogliamo condividere l'appuntamento di domani con l'Italia migliore, quella che ha patito e sta patendo di vivere in un Paese con una classe dirigente che ha sdoganato le subculture più retrive, più reazionarie, più maschiliste, più xenofobe, più omofobe.
Vogliamo condividere la manifestazione con un'Italia civile, quella che coltiva il culto della memoria, che si commuove pensando al sangue versato per guadagnare la libertà, penso all'Italia dei giovani e delle ragazze che si arrampica e si appende sui tetti per reclamare il diritto all'istruzione e alla cultura, o che si arrampica sulle gru per rivendicare il diritto al lavoro. L'Italia che ama la Costituzione e che fra poche settimane, il 12 marzo si ritroverà di nuovo in Piazza del Popolo. L'Italia del popolo italiano.

Vorrei sentirmi parte di un processo in cui la politica diventa una proprietà pubblica. La politica è condivisione, è guardarsi in faccia, prendersi per mano, è etica del volto, è capacità di scrutare i segni del cambiamento, è confronto con i dilemmi veri della nostra società: il Mediterraneo in fiamme con le sue contraddizioni e le sue grandi potenzialità per il suo futuro democratico, i dilemmi ambientali, i diritti dei più deboli, il lavoro, il rapporto uomo-donna, i diritti del creato.

La politica dovrebbe innalzare il proprio sguardo a questa altezza e tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui è precipitata in Italia. Ecco, con la mia gente, con donne e uomini di tutte le età del mio partito, Sinistra Ecologia Libertà, discuteremo di questo domani al Tendastrisce di Roma: di come darci coraggio per dare coraggio all'Italia.

Ecco la scheda della giornata

26 Febbraio 2011, 19:58

Cambiamo l'Italia

Dobbiamo cambiare l’Italia e mettere in campo idee, speranze e tutta la nostra forza di volontà per farlo. Vogliamo condividere l'appuntamento di domani con l'Italia migliore, quella che ha patito e sta patendo di vivere in un Paese con una classe dirigente che ha sdoganato le subculture più retrive, più reazionarie, più maschiliste, più xenofobe, più omofobe.
Vogliamo condividere la manifestazione con un'Italia civile, quella che coltiva il culto della memoria, che si commuove pensando al sangue versato per guadagnare la libertà, penso all'Italia dei giovani e delle ragazze che si arrampica e si appende sui tetti per reclamare il diritto all'istruzione e alla cultura, o che si arrampica sulle gru per rivendicare il diritto al lavoro. L'Italia che ama la Costituzione e che fra poche settimane, il 12 marzo si ritroverà di nuovo in Piazza del Popolo. L'Italia del popolo italiano.

Vorrei sentirmi parte di un processo in cui la politica diventa una proprietà pubblica. La politica è condivisione, è guardarsi in faccia, prendersi per mano, è etica del volto, è capacità di scrutare i segni del cambiamento, è confronto con i dilemmi veri della nostra società: il Mediterraneo in fiamme con le sue contraddizioni e le sue grandi potenzialità per il suo futuro democratico, i dilemmi ambientali, i diritti dei più deboli, il lavoro, il rapporto uomo-donna, i diritti del creato.

La politica dovrebbe innalzare il proprio sguardo a questa altezza e tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui è precipitata in Italia. Ecco, con la mia gente, con donne e uomini di tutte le età del mio partito, Sinistra Ecologia Libertà, discuteremo di questo domani al Tendastrisce di Roma: di come darci coraggio per dare coraggio all'Italia.

Ecco la scheda della giornata

26 Febbraio 2011, 13:39

"Intercettazioni, strumento fondamentale"

Vi proponiamo una intervista di Nichi, con Giuliano Foschini di Repubblica.

Nell'intervista, di seguito pubblicata, Nichi ripercorre le tappe di quanto accaduto e spiega le sue scelte in materia di politica sanitaria.

 

La Repubblica
Giuliano Foschini

BARI - "Io sono la prova che le intercettazioni telefoniche sono uno strumento fondamentale: senza, non avrei potuto dimostrare di essere innocente". Dopo 24 ore di "giramenti di testa", Nichi Vendola parla della sua sanità. Quella "clientelare", "da manuale Cencelli", "incondizionata e supina alle richieste della politica" per citare le parole del gip Giuseppe De Benedictis. "Quella di cui ora vado fiero" per dirla con il Governatore.
Presidente, lei voleva cambiare una legge per nominare un uomo di sua fiducia.
"Primo: un giudice e la procura stessa dicono che non c´è alcun rilievo penale nel mio atteggiamento e nemmeno un profilo di malcostume. Secondo: un altro giudice dice che non esiste nessuna cupola, ma singoli fatti che è giusto discutere nei processi. Terzo: se mi si contesta una modifica di legge, sono francamente strabiliato. È il mio mestiere. Io in quell´intercettazione chiedevo al mio assessore di cambiare una vecchia legge che impediva a un galantuomo, Rodolfo Rollo, di diventare direttore generale dopo essere stato commissario straordinario perché dipendente di quella azienda. Noi siamo intervenuti perché sentivamo necessaria garantire la continuità nella gestione di quella Asl. Ricordo che la norma fu approvata in commissione all´unanimità".
Il problema è politico: dalle intercettazioni viene fuori uno spaccato nel quale la politica interveniva nelle scelte della sanità.
"Io sono stato eletto per scegliere. Mi prendo le responsabilità delle decisioni che mi spettano. È bizzarro fare spoil system scegliendo anche manager che avevano lavorato con il centrodestra. Ora abbiamo cambiato la legge. Professori non pugliesi hanno fatto una selezione, noi sceglieremo tra gli idonei".
In un´intercettazione il sindaco Emiliano dice che lei voleva impadronirsi del sottosistema sanitario. Che voleva dire?
"Bisogna chiederlo a lui, sono parole in libertà. Quello che emerge è la crisi del rapporto di fiducia tra me e Tedesco e di come il Pd, del quale Emiliano era segretario, fa quadrato attorno a Tedesco, contro di me. Tanto da mettere in discussione la giunta".
Perché ha mandato via Tedesco?
"L´ho fatto dopo la prima agenzia di stampa che alludeva a una possibile indagine su di lui. Avevo già valutato la sostituzione: c´era una percezione diffusa che si facesse fatica a sottoporre il sistema sanitario a un controllo di legalità e di trasparenza. Non sono un procuratore ma si era lesionato il rapporto di fiducia e io seppur con delicatezza misi sul tavolo la quesitone. Il Pd si oppose ma, come nel caso Frisullo, posi a me stesso e al centrosinistra il problema della questione morale".
Se fosse in parlamento, voterebbe per l´arresto di Tedesco?
"Non sono in parlamento".
Hanno arrestato anche il suo capo scorta.
"La storia è quella di un agente che chiede insistentemente di far trasferire una cognata infermiera. Da questo fatto emerge che gli uomini a me più vicini, se dovessero mai chiedere un favore devono farlo a mia insaputa".
Ha avuto la solidarietà di Bondi e Cicchitto che le chiedono una parola contro "la barbarie" della diffusione delle intercettazioni telefoniche.
"Li ringrazio ma, lo dico con amicizia, non la ritenevo necessaria. Non mi sento sotto attacco: è giusto che chi ha un ruolo pubblico sia soggetto al controllo di legalità. Anche quando un provvedimento giudiziario mi può apparire ingiusto o frettoloso, come in alcune parti è quello del giudice De Benedictis che assai rispetto, mi avvalgo delle prerogative che la stato di diritto mi dà: semplicemente mi difendo, senza pensare di stracciare uno strumento d´indagine fondamentale come le intercettazioni telefoniche".

 

 

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