Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Gennaio 2012
30 Gennaio 2012, 11:56

Arlem

Vi proponiamo l'editoriale, a firma di Mercedes Bresso, presidente del Comtitato delle Regioni dell'Unione Europea e di Nichi Vendola, pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi.
Esattamente un anno fa ad Agadir (Marocco) si è tenuta la seconda sessione plenaria dell'ARLEM, l'Assemblea delle autorità regionali e locali delle tre rive del Mediterraneo. Vivevamo quei giorni con il pensiero rivolto all'Egitto, dove iniziavano i moti di piazza che avrebbero presto coinvolto un'ampia parte dei Paesi Nord africani e del vicino Oriente, che hanno poi profondamente cambiato i precari equilibri geo-politici esistenti. È trascorso un anno e la primavera araba coinvolge ancora numerosi Paesi anche se rischia di essere minata nelle fondamenta dai potenti interessi economici e dalle forze reazionarie occulte.
L'Italia e l'Europa hanno un ruolo centrale nella definizione delle prospettive di sviluppo del Sud del Mediterraneo, sia per la loro posizione geografica che per ragioni storiche e sociali. Ed è proprio per questo che è necessario mettere in testa all'agenda politica dei governi, innanzitutto la questione nord - africana. Non è più il tempo di pensare, in via esclusiva, alla tutela degli interessi economici cristallizzati, spesso incentrati su una logica di sfruttamento delle risorse naturali che continuano a produrre gravi impatti ambientali e profonde diseguaglianze sociali. È necessaria un'azione incisiva, politica e culturale, di tutto il vecchio continente che contribuisca a disegnare un nuovo modello di sviluppo sostenibile, democratico, socialmente equo, in un'ottica di reale cooperazione all'interno del Mediterraneo.
È con questa idea che ospitiamo a Bari i lavori della terza assemblea plenaria di Arlem, che inaugura Mediterre 2012, il cantiere Euromediterraneo della sostenibilità, promosso dalla Regione Puglia, e realizzato quest'anno in stretta sinergia con il Comitato delle Regioni dell'Unione Europea.
20 anni dopo Rio, dobbiamo prendere atto del fallimento delle politiche internazionali di lotta ai cambiamenti climatici. Il paradigma secondo cui l'economia sia in grado di autoregolare la sostenibilità ambientale del suo modello di sviluppo si è, infatti, dimostrato drammaticamente sbagliato.
Discuteremo in questi giorni di sviluppo sostenibile, cambiamenti climatici, biodiversità, energia, tutela dell'acqua come bene comune, parchi, green economy, consapevoli che la questione ambientale non può più essere considerata, oggi, una questione di nicchia, una discussione della domenica che impegna solo il nostro pensare e non il nostro agire. Oggi è in gioco, in primo luogo, la qualità stessa del modello di sviluppo. Discutere di sostenibilità ambientale e cambiamenti climatici vuol dire andare al cuore di politiche e decisioni complesse, destinate ad avere grandi impatti sul piano economico e sociale. Pensiamo, ad esempio, a quanti sono gli "eco-profughi", costretti a migrare tra diversi continenti a causa della furiosa lotta per l'accaparramento delle risorse naturali o a quanti sono costretti a migrare per sfuggire alla inarrestabile avanzata della desertificazione.
Da Bruxelles e da Bari lavoreremo insieme ai nostri partners per costruire una vera e propria rete ambientale delle autorità locali e delle Regioni impegnate attivamente sul tema della sostenibilità. Questa rete potrà, ad esempio, lavorare, con un approccio dal basso e condiviso, alla costruzione di una banca ecologica europea che sia in grado di presentare e valorizzare le buone prassi in campo ambientale già esistenti e favorire così lo scambio tra i soggetti che vi partecipano, diffondendo la cultura della sostenibilità.

30 Gennaio 2012, 11:56

Arlem

Vi proponiamo l'editoriale, a firma di Mercedes Bresso, presidente del Comtitato delle Regioni dell'Unione Europea e di Nichi Vendola, pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi.
Esattamente un anno fa ad Agadir (Marocco) si è tenuta la seconda sessione plenaria dell'ARLEM, l'Assemblea delle autorità regionali e locali delle tre rive del Mediterraneo. Vivevamo quei giorni con il pensiero rivolto all'Egitto, dove iniziavano i moti di piazza che avrebbero presto coinvolto un'ampia parte dei Paesi Nord africani e del vicino Oriente, che hanno poi profondamente cambiato i precari equilibri geo-politici esistenti. È trascorso un anno e la primavera araba coinvolge ancora numerosi Paesi anche se rischia di essere minata nelle fondamenta dai potenti interessi economici e dalle forze reazionarie occulte.
L'Italia e l'Europa hanno un ruolo centrale nella definizione delle prospettive di sviluppo del Sud del Mediterraneo, sia per la loro posizione geografica che per ragioni storiche e sociali. Ed è proprio per questo che è necessario mettere in testa all'agenda politica dei governi, innanzitutto la questione nord - africana. Non è più il tempo di pensare, in via esclusiva, alla tutela degli interessi economici cristallizzati, spesso incentrati su una logica di sfruttamento delle risorse naturali che continuano a produrre gravi impatti ambientali e profonde diseguaglianze sociali. È necessaria un'azione incisiva, politica e culturale, di tutto il vecchio continente che contribuisca a disegnare un nuovo modello di sviluppo sostenibile, democratico, socialmente equo, in un'ottica di reale cooperazione all'interno del Mediterraneo.
È con questa idea che ospitiamo a Bari i lavori della terza assemblea plenaria di Arlem, che inaugura Mediterre 2012, il cantiere Euromediterraneo della sostenibilità, promosso dalla Regione Puglia, e realizzato quest'anno in stretta sinergia con il Comitato delle Regioni dell'Unione Europea.
20 anni dopo Rio, dobbiamo prendere atto del fallimento delle politiche internazionali di lotta ai cambiamenti climatici. Il paradigma secondo cui l'economia sia in grado di autoregolare la sostenibilità ambientale del suo modello di sviluppo si è, infatti, dimostrato drammaticamente sbagliato.
Discuteremo in questi giorni di sviluppo sostenibile, cambiamenti climatici, biodiversità, energia, tutela dell'acqua come bene comune, parchi, green economy, consapevoli che la questione ambientale non può più essere considerata, oggi, una questione di nicchia, una discussione della domenica che impegna solo il nostro pensare e non il nostro agire. Oggi è in gioco, in primo luogo, la qualità stessa del modello di sviluppo. Discutere di sostenibilità ambientale e cambiamenti climatici vuol dire andare al cuore di politiche e decisioni complesse, destinate ad avere grandi impatti sul piano economico e sociale. Pensiamo, ad esempio, a quanti sono gli "eco-profughi", costretti a migrare tra diversi continenti a causa della furiosa lotta per l'accaparramento delle risorse naturali o a quanti sono costretti a migrare per sfuggire alla inarrestabile avanzata della desertificazione.
Da Bruxelles e da Bari lavoreremo insieme ai nostri partners per costruire una vera e propria rete ambientale delle autorità locali e delle Regioni impegnate attivamente sul tema della sostenibilità. Questa rete potrà, ad esempio, lavorare, con un approccio dal basso e condiviso, alla costruzione di una banca ecologica europea che sia in grado di presentare e valorizzare le buone prassi in campo ambientale già esistenti e favorire così lo scambio tra i soggetti che vi partecipano, diffondendo la cultura della sostenibilità.

29 Gennaio 2012, 19:59

Addio

Il Presidente Scalfaro è stato il custode severo e appassionato della nostra Costituzione, ha difeso le istituzioni democratiche dall'assalto del populismo reazionario, è stato una luce forte e calda in un'epoca di tenebre. La sua scomparsa ci emoziona profondamente.
29 Gennaio 2012, 19:59

Addio

Il Presidente Scalfaro è stato il custode severo e appassionato della nostra Costituzione, ha difeso le istituzioni democratiche dall'assalto del populismo reazionario, è stato una luce forte e calda in un'epoca di tenebre. La sua scomparsa ci emoziona profondamente.
28 Gennaio 2012, 19:47

Dignità violata

Le nostre carceri sono gonfie di dolore e di degrado, esplodono a causa del sovraffollamento e alla pena della privazione della liberta personale sommano la pena incostituzionale della violazione della dignità della persona. Nel labirinto infernale del nostro sistema penitenziario restano intrappolati soprattutto i più poveri perche nel mondo nostro invece di fare la guerra alla povertà si fa la guerra a i poveri. In Italia si è pensato, anno dopo anno, di risolvere gigantesche questioni sociali affidandosi alla recrudescenza delle pene immaginando di inseguire ciò che si presenta in maniera complessa, complicata e inedita con l’idea che il codice penale debba governare la realtà. Se le galere diventano una discarica sociale in cui far precipitare tutto ciò che è brutto, sporco e cattivo, tutto ciò che disturba la quiete pubblica o che turba il decoro piccolo borghese, vuol dire che stiamo regredendo verso un moderno medioevo.
Precedenti

Sostienici con una donazione

Dona

Iscriviti alla newsletter

Contatti

SEL

via Arenula, 29
00186 Roma
TEL. +39 06 44700403
FAX. +39 06 4455832
selnazionale@sxmail.it

Email

Redazione
redazione@nichivendola.it

Link

Sinistra Ecologia Libertà
www.sinistraecologialiberta.it