Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Febbraio 2012
27 Febbraio 2012, 18:38

No Tav!

L'incidente di questa mattina rappresenta una svolta drammatica nella vicenda No Tav. Il primo pensiero va a Luca ed è di solidarietà: tutti ci auguriamo che possa superare la fase critica che mette a repentaglio la sua vita. Il secondo pensiero è sulla Tav: su un'opera che è sempre più difficilmente rappresentabile come un'opera sensata, il cui costo faraonico stride terribilmente con la stagione di austerità che viene invocata da tutti.
Un'opera che viene imposta ad un intero popolo e a una comunità che si sente espropriata del diritto a contare e decidere del proprio futuro. Un'opera che ha avuto dissensi importanti come quello del presidente della Regione Liguria che ha argomentato su possibili alternative. Un'opera che oggi porta non soltanto dubbi sul piano della sua economicità ma anche dal punto di vista umano.
La Tav è un'opera che sta costando troppo anche dal punto di vista umano e penso che sarebbe questo il momento di chiedere ed ottenere una moratoria, una tregua per consentire a tutti una ulteriore fase di approfondimento.
27 Febbraio 2012, 18:38

No Tav!

L'incidente di questa mattina rappresenta una svolta drammatica nella vicenda No Tav. Il primo pensiero va a Luca ed è di solidarietà: tutti ci auguriamo che possa superare la fase critica che mette a repentaglio la sua vita. Il secondo pensiero è sulla Tav: su un'opera che è sempre più difficilmente rappresentabile come un'opera sensata, il cui costo faraonico stride terribilmente con la stagione di austerità che viene invocata da tutti.
Un'opera che viene imposta ad un intero popolo e a una comunità che si sente espropriata del diritto a contare e decidere del proprio futuro. Un'opera che ha avuto dissensi importanti come quello del presidente della Regione Liguria che ha argomentato su possibili alternative. Un'opera che oggi porta non soltanto dubbi sul piano della sua economicità ma anche dal punto di vista umano.
La Tav è un'opera che sta costando troppo anche dal punto di vista umano e penso che sarebbe questo il momento di chiedere ed ottenere una moratoria, una tregua per consentire a tutti una ulteriore fase di approfondimento.
24 Febbraio 2012, 15:40

Acchiappanuvole...

Vi proponiamo alcuni stralci di un'intervista a Nichi pubblicata oggi sul network internet www.globalist.it, dedicata ai temi dell'informazione.

Gia', siamo clouding, e' tutto sopra le nostre teste. Per questo ha scelto di fare informazione politica esclusivamente online?
"La scelta di vivere la comunita' nella dimensione Rete e' nata in campagna elettorale, soprattutto perche' li dentro, in quella giungla di segni e messaggi, si possono capire tante cose, ci si puo' confrontare con nuovi linguaggi giovanili, si puo' capire tanto di cio' che sfugge all'inchiostro della carta stampata. Ma non ho scelto l'online rispetto al cartaceo solo per questo: semplicemente non ce lo siamo potuti permettere. Se ci fossero disponibilita' lo farei, per una ragione semplice: un giornale si fa in una redazione, dove si cresce, si discute, si impara a fare un lavoro, dove c'e' una comunità di lavoro. E' un impegno alto per chi vuole fare politica. Non penso ad uno strumento di propagamda, ma a uno strumento di crescita e di orientamento".

Però cambia l'informazione, cambiano i giornalisti. Sempre più precari, dunque ricattabili, dunque meno liberi.
"La precarizzazione del lavoro e' un delitto. Nel caso dell'informazione e' un doppio delitto. Se nella parte che interessa tutti i giovani precari ci sono gli elementi comuni della paura, della solitudine, della ricattabilita', quel vivere il futuro non come promessa ma come minaccia, per chi lavora nel campo dell'informazione e' un delitto supplementare perche' e'  attentato alla liberta'. Perche'  nel lavoro di chi e' nel sistema informativo si determina un prodotto che ha a che fare con la liberta' di tutti".

Il dato di oggi e' che la sinistra rischia di rimanere senza piu' strumenti di crescita e di orientamento, travolta dal libero mercato, ingrigita ed impigrita, balbettante sul fronte analitico.
"I giornali della sinistra sono da un lato barricati nei loro fortini, dall'altro combattono orgogliosamente tra testate importanti e significative per la cultura generale del paese. Penso a il Manifesto. Un Paese che perdesse il Manifesto e' un paese inimmaginabile. E' come se fosse normale non avere ogni giorno quella spina nel fianco, quella raccolta di pensieri critici".

Scricchiola il mondo dell'editoria di sinistra. L'Associazone Altramente (www.altramente.info) ha organizzato qualche settimana fa un seminario dedicato a questo: "Sinistra senza informazione". Per arrivare ad un dunque. Dunque che si fa, che cosa serve, che cosa vogliamo fare, come vogliamo utilizzare gli strumenti dell'informazione.
"Domandiamoci come prima cosa: e'  possibile che l'informazione sul nostro mondo, sul degrado dell'universo, dell'ambiente, e' possibile che la debba dare il Papa? Che l'informazione legata al collasso economico la debbano dare ad esempio  il Financial Times o il Sole 24ore? E che li' si trovi magari un pensiero radicale, il punto di vista di un Krugman , che galleggia tra i fogli e fa parte della capacità di essere pluralisti di questi giornali? Il punto non e'  l'informazione, il punto e'  la sinistra. Non  c'è una visione critica. Non c'e' piu' la politica come noi abbiamo il dovere di immaginare e cioe'  come un codice di autoeducazione. La politica e' educazione alla complessità, alla ricerca di punti di equilibrio, di avanzamento, di mediazione. Se salta questo si salta nel populismo".

Un'afonia esasperante. Nel mare delle notizie e delle analisi e dei commenti, alla fine provi autentico smarrimento. Ma gli anni de L'Unita'  da "un milione" di copie non torneranno. Per fortuna e purtroppo.
"Paradossalmente in un partito che praticava le censure, il centralismo democratico, come era il Pci, si era determinata la costruzione di una rete di produzione di informazione che e' stata la fabbrica di una delle piu' grandi scuole di giornalismo in Italia. Unita' e Rinascita sono stati due luoghi straordinari di crescita, di professionalità, di pensiero. Ma questo si puo' fare se la politica viene vista come contesa. Se la politica, al contrario, e' globalmente la guardiana delle politiche dei poteri forti, nella selva di informazioni ti smarrisci. Il problema non e'  l'informazione ma come tu ti collochi di fronte all'informazione, quale e' il telescopio con cui guardi il cielo dell'informazione. Questo e' il cuore del nostro smarrimento."
Antonella Marrone

L'intervista completa su http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=8055&typeb=0&Vendola-giornalismo-e-politica-devono-saper-volare

24 Febbraio 2012, 15:40

Acchiappanuvole...

Vi proponiamo alcuni stralci di un'intervista a Nichi pubblicata oggi sul network internet www.globalist.it, dedicata ai temi dell'informazione.

Gia', siamo clouding, e' tutto sopra le nostre teste. Per questo ha scelto di fare informazione politica esclusivamente online?
"La scelta di vivere la comunita' nella dimensione Rete e' nata in campagna elettorale, soprattutto perche' li dentro, in quella giungla di segni e messaggi, si possono capire tante cose, ci si puo' confrontare con nuovi linguaggi giovanili, si puo' capire tanto di cio' che sfugge all'inchiostro della carta stampata. Ma non ho scelto l'online rispetto al cartaceo solo per questo: semplicemente non ce lo siamo potuti permettere. Se ci fossero disponibilita' lo farei, per una ragione semplice: un giornale si fa in una redazione, dove si cresce, si discute, si impara a fare un lavoro, dove c'e' una comunità di lavoro. E' un impegno alto per chi vuole fare politica. Non penso ad uno strumento di propagamda, ma a uno strumento di crescita e di orientamento".

Però cambia l'informazione, cambiano i giornalisti. Sempre più precari, dunque ricattabili, dunque meno liberi.
"La precarizzazione del lavoro e' un delitto. Nel caso dell'informazione e' un doppio delitto. Se nella parte che interessa tutti i giovani precari ci sono gli elementi comuni della paura, della solitudine, della ricattabilita', quel vivere il futuro non come promessa ma come minaccia, per chi lavora nel campo dell'informazione e' un delitto supplementare perche' e'  attentato alla liberta'. Perche'  nel lavoro di chi e' nel sistema informativo si determina un prodotto che ha a che fare con la liberta' di tutti".

Il dato di oggi e' che la sinistra rischia di rimanere senza piu' strumenti di crescita e di orientamento, travolta dal libero mercato, ingrigita ed impigrita, balbettante sul fronte analitico.
"I giornali della sinistra sono da un lato barricati nei loro fortini, dall'altro combattono orgogliosamente tra testate importanti e significative per la cultura generale del paese. Penso a il Manifesto. Un Paese che perdesse il Manifesto e' un paese inimmaginabile. E' come se fosse normale non avere ogni giorno quella spina nel fianco, quella raccolta di pensieri critici".

Scricchiola il mondo dell'editoria di sinistra. L'Associazone Altramente (www.altramente.info) ha organizzato qualche settimana fa un seminario dedicato a questo: "Sinistra senza informazione". Per arrivare ad un dunque. Dunque che si fa, che cosa serve, che cosa vogliamo fare, come vogliamo utilizzare gli strumenti dell'informazione.
"Domandiamoci come prima cosa: e'  possibile che l'informazione sul nostro mondo, sul degrado dell'universo, dell'ambiente, e' possibile che la debba dare il Papa? Che l'informazione legata al collasso economico la debbano dare ad esempio  il Financial Times o il Sole 24ore? E che li' si trovi magari un pensiero radicale, il punto di vista di un Krugman , che galleggia tra i fogli e fa parte della capacità di essere pluralisti di questi giornali? Il punto non e'  l'informazione, il punto e'  la sinistra. Non  c'è una visione critica. Non c'e' piu' la politica come noi abbiamo il dovere di immaginare e cioe'  come un codice di autoeducazione. La politica e' educazione alla complessità, alla ricerca di punti di equilibrio, di avanzamento, di mediazione. Se salta questo si salta nel populismo".

Un'afonia esasperante. Nel mare delle notizie e delle analisi e dei commenti, alla fine provi autentico smarrimento. Ma gli anni de L'Unita'  da "un milione" di copie non torneranno. Per fortuna e purtroppo.
"Paradossalmente in un partito che praticava le censure, il centralismo democratico, come era il Pci, si era determinata la costruzione di una rete di produzione di informazione che e' stata la fabbrica di una delle piu' grandi scuole di giornalismo in Italia. Unita' e Rinascita sono stati due luoghi straordinari di crescita, di professionalità, di pensiero. Ma questo si puo' fare se la politica viene vista come contesa. Se la politica, al contrario, e' globalmente la guardiana delle politiche dei poteri forti, nella selva di informazioni ti smarrisci. Il problema non e'  l'informazione ma come tu ti collochi di fronte all'informazione, quale e' il telescopio con cui guardi il cielo dell'informazione. Questo e' il cuore del nostro smarrimento."
Antonella Marrone

L'intervista completa su http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=8055&typeb=0&Vendola-giornalismo-e-politica-devono-saper-volare

24 Febbraio 2012, 14:11

Diamo un taglio agli armamenti

Da tempo Sinistra Ecologia Libertà è impegnata nella campagna "Diamoci un taglio" per la riduzione delle spese militari ed è naturale che aderiamo convintamente  e sosteniamo  la giornata di mobilitazione di domani sabato 25 febbraio "Cento piazze contro gli F35", indetta da Rete italiana disarmo, Sbilanciamoci e tavola della Pace.

In un momento così difficile per il Paese in cui si impongono ai cittadini sacrifici pesantissimi e si tagliano risorse alla sanità, alla scuola, ai servizi, ai trasporti, agli enti locali, il programma di acquisto degli F35, uno dei programmi di armamenti più inutili e costosi e con una lievitazione progressiva e costante dei costi, veda solo un piccolo ridimensionamento, peraltro neanche certo, con un taglio solo di 30 o 40 velivoli sui 131 previsti.

Il governo deve cancellare completamente un programma che finora è costato 2,7 miliardi di euro e ne costerà almeno altri 15 ed investire queste risorse nei servizi, oggi messi a dura prova dalle ultime manovre.
Per questo Sinistra Ecologia Libertà sarà presente nelle varie iniziative previste in tutta Italia e farà confluire le firme già raccolte sulla petizione "Diamoci un taglio" nella raccolta generale promossa da tutta la Rete italiana che sostiene la campagna.

Precedenti

Sostienici con una donazione

Dona

Iscriviti alla newsletter

Contatti

SEL

via Arenula, 29
00186 Roma
TEL. +39 06 44700403
FAX. +39 06 4455832
selnazionale@sxmail.it

Email

Redazione
redazione@nichivendola.it

Link

Sinistra Ecologia Libertà
www.sinistraecologialiberta.it