Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Ottobre 2012
31 Ottobre 2012, 15:33

Sono felice

Sono molto felice. Quella di questa mattina è una sentenza che mette fine a una vicenda che per me ha rappresentato ragione di grande dolore e turbamento. Abbiamo vissuto decenni di conflitto incandescente tra politica e giustizia, uno squilibrio continuo tra poteri dello Stato, con un'idea pericolosa, secondo la quale si può minare alle fondamenta il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. È ancora penoso per me vedere il mio nome e cognome associato a figure di reato. Ma ho sempre cercato di rispondere nelle aule di giustizia, perché penso che ci si debba difendere nel processo e non dal processo. Per me è questa una regola fondamentale.
La nostra democrazia è fondata sull'equilibrio tra poteri distinti e indipendenti e anche quando questo ha significato per me bere un calice amaro, ho voluto mostrare ossequio a questo principio. Bisogna avere rispetto e fiducia nei confronti della magistratura, rispetto nei confronti di un ufficio di Procura, quand'anche gli argomenti della Procura dovessero essere spiacevoli. Ho agito introducendo, contro il codice Berlusconi, quello che è stato soprannominato il codice Vendola, nel senso che ho intrapreso una scelta solitaria e non sempre condivisa nemmeno dai miei compagni della mia vita. Io avevo deciso dinanzi alla richiesta di condanna da parte della Procura di congedarmi dalla vita pubblica, perché non sarei stato più in grado di esercitare le mie funzioni pubbliche con onore.
Una volta ho litigato con mio padre sulla parola ‘onore' che ho sempre considerato una parola ambigua, perché quando si dice "uomini d'onore" si fa riferimento a uomini del disonore. C'è un'incredibile inversione semantica che ha svuotato quella parola di qualunque significato. Mio padre mi disse che bisognava restituire onore alla parola onore. Scoprii che questo era scritto nell'articolo 54 della Costituzione: bisogna esercitare le pubbliche funzioni con disciplina e con onore. Ecco perché nel processo che mi ha visto imputato ho voluto incarnare bene il senso pieno della parola onore.
Sono molto felice anche perché il turbamento non ha riguardato solo me, ma anche la mia famiglia, i miei amici e tante persone che in tutta Italia hanno fiducia, credono in me e nelle idee che io cerco di rappresentare da un'intera esistenza. Sono felice di questo, l'innocenza era scritta nel mio cuore, se è scritta anche in una sentenza di tribunale, la cosa non può che rendermi particolarmente felice. Grazie a tutti per i tanti messaggi di affetto, stima e auguri. Incomincia adesso la mia vera cavalcata per le primarie del centrosinistra.
31 Ottobre 2012, 11:05

Assolto!

Alle 10.15 è stata emessa la sentenza che mette la parola fine al processo che vedeva Nichi Vendola imputato con l'accusa di abuso d'ufficio. Nichi è stato assolto con formula piena 'perché il fatto non sussiste'. "Se condannato mi ritiro dalla vita pubblica", aveva dichiarato il giorno della richiesta di condanna. Poche parole pronunciate all'uscita dal tribunale, in attesa della conferenza stampa delle 12: ‘Quello che avevo deciso era sincero: non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell'onore che è prescritto dalla Costituzione. Mi sarei ritirato dalla vita pubblica. Per me non era e non è mai in gioco soltanto una contestazione specifica rispetto a cui penso di poter documentare l'assoluta trasparenza dei miei comportamenti. Ho vissuto un'intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità. Oggi mi è stato restituito questo'.
30 Ottobre 2012, 14:21

Morire di lavoro

Una vita spezzata a 29 anni. L'ennesimo tributo di sangue versato in una Italia in cui il lavoro e i lavoratori sono marginalizzati. La tragedia capitata a Claudio Marsella, morto di lavoro all'ILVA, mi addolora e pone una volta di più in evidenza l'urgenza di coniugare il diritto alla salute e il diritto al lavoro, che sono parte di un unico inviolabile diritto, quello alla vita.
Non mi sono mai rassegnato allo stillicidio di incidenti e di morti dentro e fuori la fabbrica e per questo continuo con intransigenza a pretendere che l'azienda attivi tutti i meccanismi e le procedure possibili e necessarie per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori dentro l'ILVA e dei cittadini che vivono fuori, a Taranto e in provincia.
La Regione Puglia fa la sua parte e continua a farla, attraverso leggi, monitoraggi, l'elaborazione di dati epidemiologici, tutti a disposizione oggi dell'attività degli inquirenti. Io mi auguro che la proprietà dell'azienda non abbia bisogno di ulteriori eventi traumatici, che sia l'intervento della magistratura, o una legge regionale, o un altro incidente, per comprendere che è arrivato il momento di rispettare le prescrizioni e consentire così ai suoi lavoratori e alla città di Taranto di vivere in condizioni degne di un paese moderno.
Mi unisco al dolore della famiglia di Carlo e dei suoi compagni di lavoro, in rappresentanza del governo regionale e di tutta la comunità pugliese. 
29 Ottobre 2012, 19:24

Sicilia, nessun trionfalismo

Trovo imbarazzante un certo tono trionfalistico di chi commenta il voto siciliano omettendo alcuni piccoli particolari. Quando l'astensionismo supera la metà dell'elettorato vuol dire che la politica nel suo complesso è finita in un buco nero. Quando il presidente eletto, a cui faccio gli auguri, è stato votato da poco più del 10% degli elettori siciliani vuol dire che la legittimazione democratica è assai fragile.

Che abbia vinto un'alleanza incentrata sull'Udc non credo rappresenti una storica discontinuità nella Sicilia dei Cuffaro e Lombardo.
Ed è quantomeno risibile immaginare che la vicenda siciliana possa diventare il laboratorio dell'Italia futura. Noi siamo impegnati a costruire una coalizione di centrosinistra che si affermi nel Paese alle prossime elezioni e che sia capace di battere il populismo, e di dare speranze concrete alle giovani generazioni, di segnare un'alternativa reale dopo il ventennio berlusconiano.
Per chi ha scelto la strada della testimonianza e della non compromissione forse il destino era segnato, ma talvolta bisogna avere davvero il coraggio di andare contro la corrente quando la corrente è torbida e melmosa.
Ringrazio Giovanna Marano e Claudio Fava per l'impegno e la passione che hanno messo in questa campagna: il loro è stato un gesto d'amore per la Sicilia.
Ai nuovi governanti toccherà ora chiedere spiegazioni ai vecchi governanti (che magari saranno nella stessa maggioranza) sulla voragine economica, finanziaria e morale in cui si è smarrita la Sicilia.

29 Ottobre 2012, 17:24

Fondo per la non autosufficienza

Condivido la battaglia degli ammalati di Sclerosi Laterale Amiotrofica, riuniti nel Comitato 16 Novembre, per ottenere il ripristino del Fondo per la non autosufficienza. Si tratta di una battaglia di civiltà, di amore e di altruismo, una battaglia per la quale i rappresentanti del Comitato hanno messo a disposizione il loro corpo, con tutti i dolori e le difficoltà che ne conseguono. E' una battaglia di altruismo perché il Comitato 16 Novembre è riuscito a dare voce e speranza a circa 4 milioni di cittadini disabili, molti dei quali avrebbero bisogno di uno specifico programma per l'autosufficienza.
Cancellare i fondi per i non autosufficienti è stato uno degli atti più odiosi e meschini del governo Berlusconi, che ha inferto una ferita profonda agli ammalati. Più terribile della malattia e dei dolori, è la paura di restare soli, di non poter ricevere sollievo e aiuto, è il terrore e l'angoscia di essere considerati insostenibili o non utili. Ed è ancora più insopportabile pensare che nell'Italia degli sprechi, delle risorse infinite per le grandi opere inutili e per l'acquisto di strumenti di morte, non ci sia spazio, invece, per misure e strumenti che rendano più agevole e più degna la vita di un ammalato che ha bisogno di assistenza e di cure continue. Il rischio è la solitudine, perché sempre più spesso le famiglie non sono in grado da sole di reggere l'assistenza e la cura, soprattutto in un periodo di crisi economica, in cui circa 9 milioni di italiani hanno difficoltà di accesso alle cure.

Unisco la mia voce, quindi, alle 50 voci del Comitato 16 novembre e chiedo con forza al governo Monti di ripristinare il fondo e di stabilire un programma di utilizzo chiaro e specifico, che garantisca il corretto utilizzo delle risorse, attraverso un piano per l'autosufficienza.
Il governo Monti ha presentato nella Legge di Stabilità una proposta che andava nella stessa direzione della cancellazione dei fondi e della mortificazione dei diritti degli ammalati, tassando gli assegni di accompagnamento. Fortunatamente ha subito fatto un passo indietro. Mi auguro che ora voglia ascoltare le ragioni sacrosante di chi chiede una vita più dignitosa, per sé e per i propri cari.

Precedenti

Sostienici con una donazione

Dona

Iscriviti alla newsletter

Contatti

SEL

via Arenula, 29
00186 Roma
TEL. +39 06 44700403
FAX. +39 06 4455832
selnazionale@sxmail.it

Email

Redazione
redazione@nichivendola.it

Link

Sinistra Ecologia Libertà
www.sinistraecologialiberta.it