Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Dicembre 2012
30 Dicembre 2012, 13:51

A Rita...

Con Rita Levi Montalcini si spegne una delle voci più nobili e cristalline dell'Italia democratica, una testimone appassionata delle battaglie per la libertà, una protagonista assoluta della ricerca scientifica. Ne ricorderemo con tanta gratitudine la determinazione e il coraggio delle sue idee ma anche la straordinaria mitezza della sua figura. Una grande donna. Una vita bellissima al servizio dell'umanità.
27 Dicembre 2012, 22:58

La mia ossessione

Oggi ho presentato non solo i risultati di un anno, ma i risultati di una stagione lunga, in cui abbiamo zappato la terra, l’abbiamo dissodata, concimata e seminata. Oggi, finalmente, si cominciano a vedere dei germogli. Abbiamo preso una Puglia che era un po’ come una Cenerentola, lamentosa e invisibile, lontana dall’Europa e dal mondo, sconosciuta nel resto del grande mappamondo e l’abbiamo trasformata in una regione oggetto di fascino e di successo in tutto il mondo, con indicatori economici che brillano nella notte buia di un Mezzogiorno che, per molti versi, sta tracollando. Abbiamo guadagnato risultati in termini di crescita dell’occupazione, di crescita delle esportazioni e persino di crescita del Pil, che fanno della Puglia un caso unico nel panorama meridionale. La Puglia è una regione che sta facendo a pugni contro la crisi, che ha tirato fuori le unghie e i denti per poter risalire la china e ha risultati che sono importantissimi. Abbiamo provato ad aggredire le sue tante fragilità: siamo cresciuti come infrastrutturazione sociale e come forza di un apparato economico, perché abbiamo investito convintamene sull’innovazione e la ricerca. Ora è il momento di irrobustire ancora di più lo sviluppo della qualità della vita. Abbiamo guadagnato quindici Parchi, ma dobbiamo proseguire sulla strada della difesa del territorio dal dissesto idrogeologico, dalla erosione della costa; dobbiamo difenderci dall’inquinamento industriale e la partita dell’Ilva è lì ad ammonirci come una grande questione epocale. Oggi non è possibile che si possa produrre ricchezza economica sviluppando un inquinamento che porta la morte e la malattia nelle case e tra i bambini. Bisogna mettere al primo posto il diritto alla vita e alla salute a partire da Taranto e dalla Puglia e bisogna subordinatamente far crescere una leva di lavori e di economia che possa portare anche soddisfazione alle esigenze materiali. La parola chiave che ha contrassegnato le ambizioni e la fatica della nostra Amministrazione è sicuramente Europa. Noi abbiamo deciso di costruire un’immagine di noi stessi che fosse fino in fondo Euro-Mediterranea. C’era un’intenzione politica forte, quella di fuggire a qualunque tentazione di chiusura nel recinto delle piccole patrie e a qualunque involuzione nel folclore, nell’autoreferenzialità, nel mito del territorio. Il nostro territorio è stato Europa e Mediterraneo e le azioni che abbiamo costruito le abbiamo pensate dentro questo contesto.
Sentirsi parte dell’Europa, nel momento in cui il progetto di allargamento e di consolidamento dell’Unione Europea conosceva molte fratture, figlie sia della crisi economica e finanziaria, sia delle politiche di austerità adottate dai governi, prevalentemente di centrodestra, in tutto il Vecchio Continente. Noi abbiamo inteso sentirci parte di un’Europa che è un paradigma di civiltà e non, semplicemente, una dimensione geografica o geopolitica: l’Europa della libertà individuale e l’Europa del welfare. L’Europa figlia della Rivoluzione francese e figlia dei grandi movimenti sociali del Novecento. Quell’Europa è casa nostra e per quell’Europa noi lavoriamo; quell’Europa è il nostro sogno e il nostro destino. Ma il primo banco di prova per essere credibili è naturalmente il rapporto diretto che c’è tra una Regione e il contesto comunitario dal punto di vista dei progetti e della spesa europea.
Vorrei ricordare che, per molti anni, siamo stati sul banco degli imputati, per possibili perdite di finanziamenti e di risorse comunitarie. Siamo stati indicati dal Ministro Tremonti tra le regioni canaglia, siamo stati spesso stigmatizzati sulla grande stampa, dentro quella fioritura di luoghi comuni e di metafore cattive che ci dipingevano come incapaci di spendere, rendicontare e amministrare con sobrietà i conti. Penso che possiamo presentare non soltanto i discorsi e le parole per cui giuriamo la nostra fedeltà al sogno degli Stati Uniti d’Europa, ma possiamo mostrare anche una performance di grande qualità, che ci rende merito, dopo anni di subliminale diffamazione, di tentativo di distorcere e di manipolare la realtà.
Le politiche che abbiamo fatto in termini di distretti produttivi, di distretti tecnologici, di innovazione, di investimento sulla scuola e sull’Università, di lotta contro la dispersione scolastica, di lotta per la qualità ambientale, sono tutti ingredienti di un discorso europeo. La Puglia come regione d’Europa.
Lo abbiamo fatto con uno stile di lavoro che è quello della collegialità, dell’interlocuzione all’interno della mia Giunta e della mia maggioranza, del Consiglio Regionale e all’interno delle componenti fondamentali della società pugliese: abbiamo saputo e voluto ascoltare, imparando dai suggerimenti e dalle critiche. Per me l’agenda Vendola è questa: è l’idea che difendere il lavoro dalla violenza della precarietà e difenderlo dalla sua subordinazione a un comando autoritario, non è conservatorismo, ma è innovazione, è la qualità del lavoro che fa crescere l’economia. Investire sulla formazione permanente dei lavoratori significa investire sul futuro. Questo abbiamo fatto in Puglia e i dati economici dicono che abbiamo fatto bene. Noi pensiamo che nel lavoro ci debba essere anche la condizione della realizzazione dei diritti delle persone. Continueremo su questa strada, continueremo a lavorare per la nostra regione. La mia ossessione si chiama Puglia, il mio sogno, il mio amore si chiama Puglia.
19 Dicembre 2012, 12:20

Decreto Ilva

La Camera dei Deputati ha sensibilmente migliorato il Decreto ILVA. Per la prima volta, nella legislazione nazionale viene introdotta la nozione di Valutazione di Danno Sanitario e si prevedono cifre vere per affrontare i problemi di salute di Taranto. Sul Danno Sanitario, la Regione Puglia aveva visto bene emanando una legislazione innovativa, nonostante le opposizioni di tanta parte del sistema di impresa. Quanto poi alle necessità del Sistema Sanitario, inserire nel testo della legge di conversione del decreto, approvato quest’oggi dalla Camera dei Deputati, trenta milioni di euro da spalmare in tre anni (2013/2014/2015) per affrontare l’emergenza a Taranto, mi sembra un primo, ma importante passo verso il cambiamento. Sono risorse che permetterannno finalmente di effettuare assunzioni di medici e infermieri, superando le martellanti e quotidiane criticità rinvenienti anche dal blocco del turn over e sono un importante effetto dell'azione della Magistratura. Taranto ora è davvero questione nazionale, anche sui temi della salute e non solo su quelli dell'industria. Certo, decenni e decenni di violenze ambientali sul territorio tarantino sono impossibili da superare a colpi di decreto. Ma, ripeto, al netto di tutte le questioni che riguardano i profili di costituzionalità, ritengo che la prossima conversione da parte del Senato di un testo così emendato possa aiutare a intraprendere un lungo, complicato percorso, che tuttavia richiederà il massimo dialogo tra poteri dello Stato. Penso che il percorso legislativo promosso dal Governo contenga obiettivamente dei rischi giuridici eppure esso costituisce una assunzione di responsabilitá istituzionale. Spetterà al Governo, e poi al Garante, dimostrare che l'esercizio concreto dei poteri definiti dal Decreto velocizzerà nei fatti l'attuazione delle prescrizioni della Magistratura e non sarà d'ostacolo. Per questo ritengo inopportune, fuori luogo e profondamente sbagliate le dichiarazioni del Presidente dell'ILVA, prefetto Bruno Ferrante, che, proprio in una giornata così complessa come quella di ieri, è intervenuto per esprimere giudizi molto duri sulla Magistratura. Avrei preferito ascoltare impegni puntuali sugli investimenti relativi all'ambientalizzazione, arricchiti da numeri, programmi e tempi. ILVA ha perso una grande occasione di dialogo con le istituzioni e con la città di Taranto.
14 Dicembre 2012, 15:16

Carceri umane

Come il titolo di un famoso romanzo di Françoise Sagan, l'Accordo Operativo sottoscritto oggi tra Regione Puglia e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Provveditorato di Bari, rappresenta un raggio di sole nell'acqua gelida.
Vogliamo accendere un riflettore sulla condizione del carcere e operare perché si possa dare speranza, possibilità di formarsi professionalmente, magari di sperimentare forme di lavoro per chi è oggi in prigione. Purtroppo, il sovraffollamento delle carceri rappresenta una condizione insostenibile e disumana: l'Italia è osservato speciale dai consessi internazionali per la violazione dei diritti umani nelle nostre carceri. In Italia abbiamo il picco storico dei suicidi e degli atti di autolesionismo: un carcere violento e disumano fa male all'intera società. Credo, invece, che bisogna occuparsi di chi ha sbagliato e garantire ai detenuti il diritto di poter ritornare in società e potersi reintegrare. Si tratta di rispettare una norma della nostra Costituzione che prevede l'umanità della pena e il carcere come un luogo di transizione verso la reintegrazione.
Penso che dobbiamo avere umanità, intelligenza e dare chance di vita a chi oggi è in carcere.
Resta ancora assordante il silenzio della politica sul tema del carcere. Siamo oggi nella necessità di affrontare di petto il problema relativo a provvedimenti che possano deflazionare la realtà della popolazione dei detenuti, ma anche a provvedimenti strutturali di modifica della nostra cultura penale. Credo che non si può più trattare la questione dell'immigrazione come un problema di ordine pubblico e credo che non si possano più trattare le questioni della tossicodipendenza con gli esorcismi normativi che sono la causa di tanta inutile galera, per chi avrebbe bisogno non di agenti di polizia penitenziaria, ma di assistenti sociali e psicologi.

13 Dicembre 2012, 14:07

Passi avanti

Intendo esprimere grande soddisfazione per gli emendamenti che sono stati approvati dalle commissioni parlamentari competenti relativi al decreto sull'Ilva di Taranto. Si tratta, al netto di tutte le questioni che attengono ai profili di costituzionalità, di arricchimenti cruciali per affrontare i complessi e incandescenti nodi del siderurgico nel capoluogo ionico. In particolare per la Regione Puglia è davvero importante che, nella normativa, sia inglobato il principio della valutazione del danno sanitario che sottolinea l'indisponibilità del bene salute al cui primato vanno subordinati tutti gli altri beni che lo Stato deve comunque tutelare. E' una intuizione che già il Consiglio regionale della Puglia aveva avuto, nel luglio scorso, quando ha approvato le "norme a tutela della salute, dell'ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale".
Accogliamo poi positivamente anche la norma che consente di superare il blocco del turn over negli ospedali della Asl di Taranto. Appariva infatti contraddittorio e persino paradossale scoprire che, in una condizione di emergenza sanitaria, si sarebbe dovuto operare in una clamorosa carenza di organico. Infine è altrettanto importante per noi stabilire un percorso che consenta alla cittadinanza attiva di poter influire non solo nelle attività del Garante ma anche in tutto il processo che riguarderà l'ambientalizzazione del siderurgico e nelle attività complessive di disinquinamento.
Confido nel lavoro proficuo dell'Aula alla Camera che la prossima settimana dovrà dare il via libera al decreto.
Precedenti

Sostienici con una donazione

Dona

Iscriviti alla newsletter

Contatti

SEL

via Arenula, 29
00186 Roma
TEL. +39 06 44700403
FAX. +39 06 4455832
selnazionale@sxmail.it

Email

Redazione
redazione@nichivendola.it

Link

Sinistra Ecologia Libertà
www.sinistraecologialiberta.it