Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Aprile 2013
29 Aprile 2013, 11:22

Elettorato tradito

Vi proponiamo l'intervista a Nichi, a cura di Caterina Perniconi, pubblicata su Il Fatto Quotidiano di oggi.

Ha il cellulare in mano Nichi Vendola e mentre legge i commenti alla sparatoria davanti a Palazzo Chigi si imbatte in quello di Gianni Alemanno, che demonizza chi critica le istituzioni. Ci mette un attimo a scrivere un tweet: "Un disperato o pazzo spara ed è tutta colpa di chi dissente, di chi non si piega all’inciucio. Non sentite puzzetta di regime?".
Vendola, è nato un governo di regime?
Il giornalismo "embedded", arruolato, è la dimostrazione dell’efficacia di un tentativo propagandistico come quello messo in piedi intorno all’esecutivo di Enrico Letta. Dovevamo seppellire la seconda Repubblica, e invece...
E invece?
Il centrosinistra ha avuto paura di confrontarsi con il cambiamento e si è infilato nella macchina del tempo tornando alla prima Repubblica, evocando addirittura il compromesso storico.
C’era un’altra strada?
Certo che c’era. Non è vero che ci siamo fatti umiliare da Grillo. Per carità, lui è colpevole di fissità politica, e ora farà i conti con chi lo vede come complice di quel che è successo. Ma dovevamo sfruttare il segnale offerto  dal Movimento 5 stelle con i dieci candidati al Quirinale  tutti provenienti da una cultura di centrosinistra. Se Letta con uno sforzo di fantasia ha reso spendibili alcune facce nuove del suo governo, noi eravamo nelle condizioni di spendere persone molto più forti e credibili per formare un esecutivo.
Tipo?
Società civile diversa da banchieri, imprenditori e filantropi. Se Pd e Grillo si fossero accordati su uno dei due nomi da votare al Quirinale, Prodi o Rodotà, ora le cose sarebbero molto diverse.
Camionate di senno di poi, direbbe Bersani.
Ma come si fa a fare un governo con chi ha fatto la riforma Gelmini? Come si fa a riabilitare Berlusconi che ora passa per un leader responsabile?
Mi spieghi anche   come si fa a invertire la rotta di un partito di 360 gradi.
Basta essere un partito irrisolto. Il Pd non è mai nato, ci sono troppe linee politiche, è un congresso permanente dei partiti precedenti. Sul voto per il Capo dello Stato mi sembrava che fosse la vendetta delle sorti dei congressi del Pci e della Dc.
Ora stanno tradendo lo spirito del patto fatto con gli elettori?
Peggio, stanno riabilitando Berlusconi e il berlusconismo, un cancro che è entrato in tutti noi, nel tessuto sociale, con la crisi dell’istruzione e l’esaltazione della televisione e della redistribuzione verso l’alto di poteri e ricchezze.
Ma lei, violando il patto fatto con la carta d’intenti del centrosinistra di seguire le decisioni votate a maggioranza, non ha fatto lo stesso?
Io non ho tradito nulla. L’impegno di Sel è vincolato dentro l’impianto del centrosinistra e non neghiamo la nostra natura contraria alla destra perché il Pd decide di farci un governo insieme.
Ma avevate già votato Rodotà.
Abbiamo votato Prodi. E ci siamo dovuti difendere dalle accuse di aver tradito. Ma  non siamo noi quelli che cambiano idea, ci mettiamo la faccia sulle scelte. Quando in campagna elettorale ho parlato delle mie questioni personali, non era per strumentalizzarle. Ma posso sapere perché devo guardare agli Obama e agli Hollande come modelli lontani e non sperare di potermi sposare con il mio compagno anche in Italia? Nel suo ultimo libro Rodotà spiega perché si ha diritto ai diritti, io volevo lui come presidente della Repubblica.
Invece ha avuto Napolitano e il programma dei saggi.
La tecnica dei tecnici e la saggezza dei saggi sono stati la formula per commissariare la politica, considerata una cosa immonda. Con la campagna sulla casta hanno messo tutti sullo stesso piano togliendo dal banco degli imputati l’oligarchia politico finanziaria. Ma i politici sono solo i maggiordomi della vera casta.
Ha in programma una serie di iniziative per aprire un nuovo cantiere della sinistra. Sicuro che ci siano ancora segni di vita?
La sinistra è maggioranza nel Paese. 27 milioni di persone hanno detto no alla privatizzazione dei beni pubblici, come l’acqua, il territorio e la giustizia. Subito dopo alle primarie nei Comuni chiave hanno vinto i Pisapia, i De Magistris, i Rossi Doria, gli Zedda. Queste vittorie erano una minaccia.
Per chi?
Per il centrosinistra che come dice il protagonista del film "Viva la libertà" ha paura di vincere. E per i poteri forti che lo hanno capito subito, stoppando l’uscita a sinistra dalla crisi del berlusconismo.
Ha letto il documento di Fabrizio Barca? Assomiglia più al suo programma che a quello dei democratici.
Siamo in due luoghi differenti ma impegnati sullo stesso cammino. Io però non voglio lucrare sugli altri. Spero di avere forza costruttiva, di incalzare il governo sul merito.
Quindi non proporrete una legge sul conflitto d’interessi per non spaccare il Pd?
La proporremo quanto prima. Voglio sperare che mantengano una libertà di movimento e non trasformino l’Italia nell’anomalia planetaria di destra e sinistra che si sciolgono l’una nell’altra.
28 Aprile 2013, 17:09

Pd, attento al trasformismo

'Faremo un'opposizione costruttiva, ma a Letta dico: fare chiarezza su tutte le doppiezze' e poi 'il governo nasce dalla lesione del vincolo di fiducia e dal rovesciamento del mandato popolare', così Nichi nel'intervista, a cura di Daniela Preziosi, pubblicata su il Manifesto di oggi.
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27 Aprile 2013, 15:21

La parola data

Tira una brutta aria per la democrazia italiana. Alcune voci, considerate scomode dall'establishment, vengono sottoposte ad una pesante campagna diffamatoria. Ci hanno detto nei giorni scorsi che i veri emblemi della casta erano Rodotà e Boldrini. Ora tocca a me: ho il torto di non aver rotto il patto che ho fatto con tutti gli elettori del centrosinistra. Ho il torto di sottrarmi all'abbraccio politico con Berlusconi.
Non nutro nessun sentimento di odio nei confronti del leader del PdL, ma penso onestamente che la politica non possa tradire una così grande attesa di cambiamento per sottoporre all'Italia l'ennesima stagione di trasformismo ed emergenzialismo.
Se il dissenso, quale quello che io esprimo, viene considerato pericoloso e degno di censura morale, se si considera lecito praticare la denigrazione di chi non si piega, vuol dire che siamo ad un punto critico della vicenda italiana.
Chiedo ai dirigenti del Pd un atto di responsabilità: si eviti la campagna di sospetti, di bugie, di offese. Io non ho inteso minimamente lucrare sulla crisi del partito democratico. Mi sono espresso a nome di Sel per una opposizione costruttiva e responsabile, il mio partito non è mai venuto meno alla parola data.
Allora è utile mantenere la dialettica politica nei limiti della civiltà, senza mai mancare di rispetto alla verità, senza ledere la dignità di chi è stato alleato.

22 Aprile 2013, 14:10

All'opposizione con l'Italia

Abbiamo espresso non solo un antico affetto, ma anche una stima particolare per il vecchio Napolitano che ha accolto l'invito pressante che le principali forze politiche gli hanno rivolto per coprire un vuoto, per consentire lo sblocco di una situazione che era entrata in una condizione di stallo. Quindi per me vale anche oggi un'espressione sincera di stima e di affetto per Giorgio Napolitano.
Tuttavia se questa operazione prelude al Governo delle larghe io continuo a ritenere che si tratti del più clamoroso suicidio del centrosinistra. E anche di una sciagura per il Paese.
Credo che la sinistra abbia bisogno di rimettere in piedi il cantiere della costruzione di un partito del futuro. Penso che la deflagrazione del Pd sia un problema italiano ed europeo di prima grandezza. Bisogna ricostruire in questo Paese i soggetti che in tutta Europa competono nel confronto politico e nelle campagne elettorali.
La politica è nobile quando la gara è su idee diverse ma in Italia più che una gara c'è una specie di guerra civile simulata, permanente, per cui tutto l'anno ci si delegittima reciprocamente, salvo poi ritrovarsi nella gestione del potere.
Si fa insomma il peggio di quello che si possa immaginare: essere incapaci di una contesa leale e priva di contumelie o di aspetti di delegittimazione e di denigrazione. Ma finita la contesa, spente le luci dei comizi elettorali, tutte le nomenclature si trovano insieme nel banchetto di Palazzo. Tutto questo non può che allargare la distanza tra Paese legale e Paese reale.
Io vado all'opposizione con l'Italia, con quel paese che vomita quando la politica non è capace di uscire dai propri rituali, dalle proprie liturgie oscene. Quell'Italia che vuole nelle Istituzioni il gancio con la propria vita e le proprie sofferenze. Penso che quell'Italia oggi sia profondamente delusa e orfana di punti di riferimento.
Noi dobbiamo costruire per quell'Italia un punto di riferimento.
22 Aprile 2013, 09:24

Una nuova Sinistra

Ci sono forze assai potenti che impediscono al Paese una svolta a sinistra. Si vuole impedire il cambiamento. Questa classe dirigente volta le spalle al popolo del cambiamento. Si blinda nel Palazzo. "Piange ciò che muta anche per farsi migliore." Sono versi di Pasolini. C'è stato un travaglio, è stato un grande dolore.
Ma c'è anche una nuova occasione per mettere insieme le forze dei beni comuni, del riformismo sociale: occorre riaprire la fabbrica di una nuova sinistra di governo.

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