Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Ottobre 2014
27 Ottobre 2014, 22:30

Una forma alla piazza

Che cos'è stata la piazza di sabato se non una grande, nuova, forte domanda di politica? Quella politica assente, distante, in questi anni di crisi, umiliata dalle oligarchie dominanti della finanza e dall'inettitudine di tanta parte della sue stesse classi dirigenti, riemerge dal profondo di un dolore sociale dove il lavoro diventa pura merce e il diritto il lusso di una parentesi democratica che si vuole sempre più restringere.
Patetica appare la volontà di descrivere le donne e gli uomini, i giovani che si riprendono finalmente la voce, come la nobile resistenza che si contrappone all'innovazione che procede veloce verso il nuovo. Il gioco dell'inganno sorretto mediaticamente disvela invece, dinanzi al bisogno di futuro espresso dal popolo di quella piazza, la ben diversa realtà di un governo che asseconda la continuità con quelle politiche fallimentari che hanno ridotto il welfare a monetizzazione compassionevole e disintegrato il lavoro a precarietà esistenziale.
Ora quella piazza, specchio di tanta parte del Paese, chiede che una nuova politica si metta in sintonia con il tempo. E il tempo è adesso quello di dare vita ad una rappresentanza politica nuova capace di indicare e praticare un'alternativa, che ponga al centro della propria cultura e azione di governo l'estensione dei diritti e la creazione di lavoro. Per questo obiettivo, ragione stessa della nostra origine e mai come ora così urgente e così maturo, Sinistra Ecologia Libertà è pienamente disponibile.
Mi rivolgo a tutti coloro che condividono e sostengono le ragioni di quella piazza affinché insieme si individuino le forme e le pratiche di quel nuovo inizio che essa indica a chi, nella politica come nella cultura, nell'associazionismo e nei movimenti come nelle singole soggettività, sente la responsabilità di una risposta all'altezza di questa diffusa aspettativa. Non è una partita che si gioca nelle segreterie di un partito.
E' la scommessa che riguarda il destino e il futuro del paese, il suo profondo bisogno di un cambiamento reale delle politiche di questi anni drammatici, che si carica delle speranze di una generazione che non vuole perdere se stessa nell'epifania degli annunci e nella disillusione del giorno dopo. E' una scommessa, una sfida, questo ci dice quella piazza, che dobbiamo raccogliere e che possiamo vincere.

Pubblicato sul blog di Nichi nel sito di Huffington Post Italia
17 Ottobre 2014, 18:21

Legge di instabilità

Se la manovra del Governo dovesse essere confermata nella sua rozza algebra io penso che sarebbe opportuno consegnare le chiavi dei governi regionali a Palazzo Chigi. Non si può più esercitare con responsabilità il governo dei territori in cui a causa delle politiche dei governi centrali è aumentata la povertà, la disoccupazione; in cui la fragilità delle persone ci chiede più impegno per organizzare presidi e tutela nei territori. Invece ci si chiede di tagliare le reti della protezione sociale.
Non intendo essere l'amministratore fallimentare della mia regione. Penso che si inaccettabile prendersi l'onere di tagliare il trasporto pubblico locale, la sanità, gli interventi che riguardano il sociale. Questo è ingiusto sul piano dei principi ed è demenziale sul piano della logica economica perché impoverire la gente significa attorcigliarsi sempre di più nelle spire della crisi.
Bisogna superare questa situazione penosa e grottesca per cui il dibattito sulla manovra lo si fa con Twitter: i tweet di Chiamparino, i tweet di Renzi, poi i tweet di Chiamparino e i tweet di Renzi.
È tutto sul proscenio, tutto nel teatrino, è tutto legato alle urgenze di carosello degli spot pubblicitari. È vergognoso, che a fronte della crisi drammatica del Paese, si discuta con questa assoluta mancanza di serietà, e avanzando al Paese, sotto la nube tossica di tanta propaganda, proposte che sono assolutamente irricevibili e irresponsabili.
Renzi ci invita a ridurre gli sprechi, ma da quale cattedra viene questa lezione irricevibile? Mi ricordo che il Ministero di Giustizia ha speso un miliardo per progetti di informatizzazione che sono falliti. La Regione Puglia ha speso quattro milioni di euro per un progetto di dematerializzazione del fascicolo giudiziario che è pronto, funziona e può rivoluzionare l'intero sistema dell'informatizzazione.

16 Ottobre 2014, 18:04

Esci dal talk show!

Matteo Renzi, con il suo eloquio effervescente e la sua postura da "homo novus", afferra fisicamente la grande Storia e la cavalca come si cavalca un destriero. E a noi modesti amministratori di condominio, che ci affanniamo a inseguirlo nel galoppodei suoi annunci e nella tempesta dei suoi provvedimenti, resta solo polvere di cronaca e i detriti di un Paese febbricitante. Lui, il rottamatore del secolo ventesimo,si prende il proscenio, le luci della ribalta e la standing ovation. Cancella l’articolo 18 in modo tale che passiamo dalla parità dei diritti alla parità degli storti (questa è davvero una rivoluzione!), regala miliardi alle imprese senza alcuna finalizzazione legata alla qualità dei processi produttivi, fa una spending review  misteriosa e minacciosa come un F35, e dice che fa i tagli ai Ministeri e alle Regioni. Lui non mette le mani nelle tasche degli italiani, in continuità con il contraente del Patto del Nazareno. A noi lascia un angolo nella buca dei suggeritori. Anzi a noi affida le stecche, le stonature, i conseguenti fischi. A noi arriva il conto del suo carosello. Occupando stabilmente i Tg a reti unificate, più di quanto non avvenisse nell’era berlusconiana, lui taglia le tasse, aumenta i salari, provoca la crescita e lo sviluppo, caccia la povertà. Noi invece restiamo col cerino acceso nelle nostre mani, a scottarci quando finisce lo spettacolo e ricomincia la realtà. La realtà è che si sta per uccidere il malato, quella parte larga di società che è stremata dagli effetti delle politiche di austerità. Renzi non cambia verso: sta finanziando la sua propaganda con le residue risorse dello Stato sociale, mettendo le Regioni e gli Enti locali nel ruolo di feroci esattori medievali comunque condannati al dissesto. Lui taglia l’Irap  con i soldi del mio bilancio e poi mi dice: beh, se non ce la fai allora aumenta tu le tasse. Questa è la rivoluzione renziana? Se le cose stanno così allora il primo problema che noi abbiamo non è uscire dalla crisi. E’ uscire dal talk show.
Pubblicato sul blog di Nichi all'interno di Huffington Post Italia

14 Ottobre 2014, 09:34

Dai vescovi una lezione alla politica

In un tempo di desertificazione dalla politica, la Chiesa, attraverso il Sinodo straordinario dei vescovi, sta offrendo al mondo una lezione di cambiamento vero perché sonda e guarda l'umanità. Il dibattito sul riconoscimento delle uonioni gay è il cambio di marcia che consente questo sguardo lungo e profondo, senza il moralismo dell'anatema ma con la Chiesa nelle vesti di esperta dell'umanità, con la sapienza riscoperta "dell'aristocrazia degli ultimi". Il mio Don Tonino Bello gioirà anche lui dal Cielo.
Così Nichi nell'intervista rilasciata a Il Mattino.
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10 Ottobre 2014, 16:07

Governo arrogante

Quello a cui abbiamo assistito al Senato è un atto di autoritarismo inaccettabile. Mettere la museruola alle istituzioni parlamentari e impedire il confronto reale, non volersi misurare sul merito dei provvedimenti, mettere la fiducia, esibisce lo spavento che un governo arrogante ha nei confronti della propria maggioranza. Sono veramente disgustato perché sotto la retorica della modernità avanza un'idea di società molto più feroce, senza garanzie e tutele, che generalizza la precarietà. Sono terrorizzato perché penso che questa ulteriore perdita dei diritti farà male all'economia e alla convivenza civile nel nostro Paese.
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