Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Gennaio 2015
31 Gennaio 2015, 16:51

Una buona giornata

Auguri al Presidente della Repubblica Italiana. Una buona notizia per l'Italia, Mattarella sarà un punto di riferimento per l'Italia dei giusti e degli onesti. Il Quirinale è un luogo solenne, e credo che Sergio Mattarella sia stato un felice guizzo di una democrazia in affanno. Io mi aspetto di rivedere all'opera l'uomo che ho conosciuto e che ho frequentato negli anni della commissione parlamentare antimafia. La figura veramente limpida di grandissimo rigore morale e il garante dei principi costituzionali, diciamo un custode di quella religione civile che è la Costituzione e che deve tenere insieme il Paese. Oggi è una buona giornata per la democrazia, questa scelta non è il frutto di trame di Palazzo, dietro questo nome non c'è la puzza del Patto del Nazareno. Ora bisogna tuttavia evitare di trarre da questa bella giornata conseguenze sul piano politico, evitando di immaginare che oggi sia rinato il centrosinistra che abbiamo conosciuto: il centrosinistra è stato affossato dal Patto del Nazareno e dall'agenda del governo Renzi, dai suoi provvedimenti di carattere sociale e dalle riforme di stravolgimento della Costituzione. Da lì bisogna ripartire, perché da domani riparte la nostra opposizione al governo Renzi.
27 Gennaio 2015, 14:18

La memoria

La memoria non è soltanto sfogliare un album di foto o una cronologia, non è solo ricordare date e nomi. La memoria è ricordare la radice dell’umanità e non smarrire quel sentimento dell’umanità che ci deve far reagire ad ogni bruttura e ad ogni barbarie, sempre recuperando il primato di una idea di civiltà fondata sulla convivenza e sulla convivialità delle differenze. La memoria non è soltanto l’album dei ricordi o il dovere di non dimenticare, di non seppellire sotto una montagna di oblio il senso di ciò che è stato e di ciò che è accaduto, la memoria è anche il dovere del discernimento e del giudizio, la capacità di distinguere il bene dal male. La memoria è un bussola che serve per orientarci nel presente e per poter avere l’ambizione di un futuro che non proietti ancora quelle sequenze di orrore, di barbarie che abbiamo visto proiettati sugli schermi di un secolo, di un’era che era partita con le promesse di sviluppo e benessere ed è finita invece con il filo spinato, i forni crematori, le camere a gas, i luoghi dello sterminio in quella vicenda incredibile della sventura di milioni e milioni di ebrei, la shoah.
Abbiamo la necessità di tornare a riflettere su quella che fu negli anni trenta la costruzione, in Germania e nei paesi dell’Europa continentale, della più grande industria dello sterminio che sia mai stata messa in piedi nella storia dell’umanità. Abbiamo bisogno di riflettere su quale fosse la ragione per la quale figure stigmatizzate come gli ebrei, come i rom e i sinti, come le varie minoranze etniche e le dissidenze politiche, i gay, questo infinito e variegato popolo di reietti potesse essere deportato e finire dentro questa gigantesca macchina della negazione della vita e delle ragioni degli altri. Tanto più oggi, nel momento in cui tornano quei fantasmi ad abitare l’Europa in un momento di smarrimento e di crisi. In tutta Europa l’antisemitismo è tornato come una lingua parlata dalle classi dirigenti. Antisemiti riempiono parlamenti nazionali. Ci sono formazioni politiche che costruiscono il proprio radicamento sulla base della predicazione dell’odio etnico, dell’intolleranza. Torna il disprezzo nei confronti dei zingari. Torna in mille forme un dispositivo di mutilazione della dignità e della voce degli altri.
Per questo è importante interrogarci su come è potuto accadere che nel cuore più avanzato e evoluto d’Europa nel secolo della modernizzazione, potesse determinarsi quello strappo nella storia umana che è stato il nazifascismo. E abbiamo bisogno di farlo per capire come nell’oggi e nel presente le varie forme di integralismo e di semplificazione della complessità rischino di portarci a deragliare, a regredire ad una dimensione di violenza barbarica.
Ecco questo è la memoria, la memoria è necessaria per ricostruire una idea alta di convivenza e oggi l’antisemitismo e l’islamofobia rischiano di essere due facce della stessa medaglia. Tutto ciò che viene consegnato al mito negativo rischia di predisporci ad un atteggiamento di guerra, ad una ricerca di morte dell’altro. Solo l’esercizio carico di senso storico e di passione civile, l’esercizio della memoria, può consentirci di avere speranza e di coltivare la speranza in un mondo plurale, in un mondo in cui la convivenza tra le differenze sia la bellezza del genere umano che si scambia reciprocamente il dono delle mille cose che costituiscono la mensa della fraternità, la tipicità degli essere umani dei popoli delle loro culture e delle loro tradizioni.
16 Gennaio 2015, 15:27

Guardando alla Grecia

Siamo all’indomani della fine della guida italiana del semestre Ue ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento del ruolo del nostro Paese incapace di incidere sull’impianto liberista che ha fatto dell’Europa la scena di una sperimentazione selvaggia di smantellamento del welfare.
In questo quadro Tsipras non è una delle tante voci del populismo che nel ventre della crisi manifesta disagio, è l’alternativa di governo a un modello che è fallito, che porta paura e povertà.
La rimozione della lezione delle elezioni Ue è inquietante: fascisti, nazisti, populisti e nazionalisti sono diventati pezzi di classe dirigente in tante parti d’Europa: questo è l’esito delle politiche europee. Dobbiamo invertire lo schema del ragionamento: la Grecia, principale cavia delle politiche del sadismo sociale della troika, oggi rappresenta la chance di salvare e ricostruire un percorso nuovo per il futuro di quelli che vorremmo chiamare Stati Uniti d’Europa. In Grecia auspico la vittoria della sinistra, una vittoria che puo’ essere l’alternativa al populismo, alla xenofobia e al nazismo, l’alternativa capace di mettere in archivio le politiche di austerità.
07 Gennaio 2015, 17:46

Je Suis Charlie

Siamo tutti sconvolti per quanto avvenuto a Parigi e il nostro cordoglio, la nostra solidarietà vanno al popolo francese, ai suoi giornalisti, alla redazione di Charlie Hebdo colpiti da un attentato terribile.
Un atto bestiale, ancora più odioso perché si è voluto colpire la stampa, la sua libertà e in particolare quella della satira che usa l'ironia come strumento intelligente di critica. Uno strumento rivoluzionario insopportabile per chi è autoritario o oscurantista, sia che si tratti di regime o di fede religiosa.
Attenzione, impegno antiterrorismo degli apparati dello Stato, lucidità, iniziative contro ogni integralismo: questo ora le istituzioni e la politica debbono fare. Sarebbe drammatico per tutti cadere nella trappola del terrorismo e cedere con azioni e parole meschinamente demagogiche ai loro folli disegni di odio e di contrapposizione religiosa o etnica.

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