Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Aprile 2015
29 Aprile 2015, 14:22

Xylella, non si lasci sola la Puglia...

Eravamo partiti da una prospettiva catastrofica che era quella di procedere a eradicazioni indiscriminate, con il rischio di un vera desertificazione del Salento. Questo rischio è stata sventato con la battaglia strenua della Regione Puglia e del Ministero e grazie anche alla grande mobilitazione degli agricoltori, di vivaisti, dei movimenti ambientalisti e dei cittadini, che vi è stata in tutto il Salento. Oggi siamo di fronte alla prospettiva di estirpare le piante che risulteranno infette solo nella zona di sorveglianza nel nord del Salento e nella zona di eradicazione all'interno della provincia di Lecce, anche se ribadiamo naturalmente il concetto che nessuna pianta sana debba essere toccata.
Un elemento della direttiva però che ci colpisce negativamente è quello relativo al divieto di commercializzazione della vite. Al momento non c’è una ragione scientifica poiché non è dimostrato che questo ceppo di Xyilella colpisca la vite.
Sono preoccupato per il ricorso massiccio all’uso dei fitofarmaci per cercare di sconfiggere la malattia. Il messaggio che vorrei dare a questo proposito è questo: più pratiche agronomiche corrette, meno fitofarmaci. L’abuso della chimica non è la medicina per i problemi dell’agricoltura, rischia di essere il problema dell’agricoltura.
Abbiamo aperto anche con il Ministero dell'Agricoltura e con Bruxelles, il dossier che riguarda il ristoro agli agricoltori, ai vivaisti e a tutti i lavoratori colpiti economicamente da questi problemi. Per quanto riguarda la possibilità di presentare un ricorso alla Corte di giustizia europea, abbiamo intenzione di approfondire anche sul piano giuridico quelle parti della direttiva considerate più critiche come ad esempio quelle che prevederebbero l’estirpazione di piante nell’arco dei 100 metri a partire dalla presenza di una pianta infetta. Per noi è inaccettabile il taglio di qualunque pianta sana.
Una direttiva europea è utile per una sola ragione, perché senza direttiva europea noi saremmo in presenza dell’anarchia degli stati. Ognuno si comporterebbe secondo i propri interessi economici commerciali. E a questo proposito, forse l’Europa dovrebbe far partire monitoraggi in tutto il vecchio continente perchè ci sono già segnalazioni per quanto riguarda la presenza del batterio in diversi paesi.
Noi dovremmo trasformare questa vicenda drammatica nell’occasione per ripensare i modelli culturali e anche colturali di governo dell’agricoltura. Dovremmo far partire sperimentazioni importanti, come ad esempio quella di  un grande parco scientifico internazionale nel Salento. La Regione Puglia è pronta a finanziare progetti di sperimentazione all'interno del Parco per individuare metodi di prevenzione e di convivenza.
14 Aprile 2015, 18:39

Una Puglia migliore

La Puglia non c’era, era solo un concetto geografico sulla mappa. non era neanche particolarmente attrattiva per gli italiani, oggi è un brand di qualità. Prima parlare di Puglia significava parlare di un luogo che non evocava nessuna curiosità, di un luogo che semplicemente non c’era. Oggi in qualunque parte del mondo, la Puglia c’è. Viene considerata una meta di eccellenza. Questo vuol dire che abbiamo inventato la Puglia e di questo sono estremamente orgoglioso. Sono stati 10 anni di passione per il cambiamento, intervenendo sulle grandi fragilità della Regione Puglia, prima fra tutte la fragilità ambientale, provando a recuperare territorio e ecosistemi secondo le regole della protezione del nostro patrimonio ambientale. Anche così uscendo fuori dalla procedura di infrazione europea. Provando a far partire, a finanziare, sistematicamente l’agricoltura biologica contro l'abuso della chimica in agricoltura. Intervenendo con leggi di avanguardia contro l'inquinamento industriale. E poi la fragilità sociale. Abbiamo dovuto reinventare un modello di servizi sociali, soprattutto di sostegno alle persone più deboli, alle persone che oggi devono lottare contro la povertà, devono vivere con grande difficoltà l'esercizio di diritti fondamentali, penso alle persone con disabilità E poi abbiamo lottato contro la fragilità economica, provando a far vincere la Puglia che innova e che non ha paura della globalizzazione. E abbiamo aiutato nuove imprese a insediarsi. Abbiamo finanziato le start up giovanili, abbiamo aiutato la meccanica a strutturarsi come meccatronica. Abbiamo fatto nascere l’aerospazio e poi lo sguardo sempre sugli occhi dei giovani. La Puglia è la Regione dei Bollenti Spiriti, dei principi attivi, delle politiche pubbliche per il mondo giovanile che oggi vengono considerate buona pratiche in tutta Europa. Abbiamo fatto nascere in ogni città, in ogni Paese un fermento nuovo con i laboratori urbani, con la riqualificazione di una parte importante del patrimonio culturale della nostra regione. Credo che in ogni settore la Puglia, si sia distinta. La Puglia è l’unica regione che non è stata macchiata dalle indagini su rimborsopoli, che ha tutte le società partecipate della Regione in attivo, una Puglia che ha fatto uno sforzo grandioso di aiuto al sistema di imprese mettendo in campo in questi anni un miliardo di euro che hanno sviluppato 5 miliardi di euro di investimenti privati. Insomma abbiamo provato a fare la parte nostra. Credo che lasciamo una buona eredità, sicuramente non abbiamo rubato, abbiamo moralizzato in tutti i settori della vita pubblica, sicuramente abbiamo obbedito alla nostra coscienza e al nostro dovere fondamentale, servire la nostra terra.
Io non sarei stato in grado di fare nulla senza la relazione umana, con tutte le persone che mi sono state vicine. Il potere è una brutta bestia, ti può divorare l’anima. La relazione umana è l’antidoto fondamentale. Ogni giorno di questi dieci anni, ho cercato di ricordarmi che il potere bisogna attraversarlo, senza lasciarsi attraversare da lui. San Paolo diceva: ‘Bisogna saper stare nel potere, senza essere del potere’. E' stata un’esperienza molto bella e anche molto dolorosa di cui sarò per sempre orgoglioso.

Ndr: tutte le iniziative e i progetti realizzati su http://unapugliamigliore.regione.puglia.it/

08 Aprile 2015, 18:38

Per i nostri ulivi

Oggi ho incontrato il Ministro Martina per discutere della Xylella fastidiosa, l'aggressiva malattia degli ulivi che per la prima volta si manifesta così massicciamente in Europa. In questa battaglia c’è bisogno di unità: non dividiamoci pretestuosamente fra gli amanti degli ulivi e i nemici degli ulivi. La Regione Puglia, unica al mondo, ha fatto una legge regionale perché gli ulivi secolari fossero considerati beni monumentali. Questa è una Regione che per prima ha varato il Piano del paesaggio, incentrato proprio sul rapporto tra uliveti storici e mare. È ridicolo pensare che ci sia qualcuno che pensi si stiano mettendo in atto misure frutto di sadismo. Noi abbiamo necessità di difendere la Puglia da una malattia incurabile. E non bisogna diffondere notizie suggestive ma completamente false. Nessuno sta progettando di abbattere milioni di piante di ulivo. Si immagina di procedere a degli abbattimenti selettivi soltanto per costruire una barriera a nord del Salento, per impedire una ulteriore fase di propagazione della xylella. Così come è inutile raccontare che stanno arrivando elicotteri con il napalm e che siamo di fronte alle fumigazioni. Si tratta invece di usare quei principi attivi e quei fitofarmaci che vengono adoperati anche per combattere altri parassiti delle piante di ulivo. L’Europa non può essere solo un gendarme che ci manda sanzioni e avvertimenti. L’Europa dovrebbe anche riflettere sul fatto che le frontiere di tutto il continente sono vulnerabili, se è vero che questo batterio patogeno da quarantena è arrivato dalla Costarica. Gli agricoltori non sono colpevoli della xylella, gli agricoltori sono le vittime della xylella e l’Europa dovrebbe anche immaginare che c’è un problema di attività economiche piegate e quindi di ristoro. L’impegno della Regione Puglia con il governo nazionale è di aprire questo negoziato con Bruxelles, ma per rendere il nostro negoziato forte e credibile e per poter difendere gli interessi della Puglia, occorre poter procedere alle pratiche agronomiche in tutte le campagne del Salento altrimenti noi rischieremo di non avere voce e la guerra commerciale che abbiamo visto in questi giorni, si diffonderà.

07 Aprile 2015, 15:32

Tortura

La violenza di Genova 2001 è una macchia indelebile sul volto del nostro Paese.
Ora, al sentimento di vergogna che si prova per la sanzione così autorevole della Corte europea dei diritti umani, non possiamo che aggiungere l'auspicio che la Camera completi nei prossimi giorni il percorso legislativo che porterà all'introduzione anche nella legislazione penale del reato di tortura. Già la giustizia penale in Italia si è espressa riconoscendo che nella scuola Diaz, nella caserma di Bolzaneto, nel luglio del 2001 a Genova ci furono violenze inaudite e anche episodi di tortura. Si faccia per sempre verità e giustizia.

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