Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Luglio 2015
23 Luglio 2015, 13:17

Ferita

Sarei insincero se dicessi, come si usa fare in queste circostanze, che sono sereno.
Sento come insopportabile la ferita che mi viene inferta da un’accusa che cancella la verità storica dei fatti: quella verità è scritta in migliaia di atti, di documenti, di fatti. Io ho rappresentato la prima e l’unica classe dirigente che ha sfidato l’onnipotenza dell’Ilva e che ha prodotto leggi regionali all’avanguardia per il contrasto dell’inquinamento ambientale a Taranto.
Io ho rappresentato, in un territorio colonizzato dai Riva, la politica che non ha preso soldi e non si è piegata. Io ho rappresentato la prima e unica istituzione che ha posto sotto monitoraggio i camini del grande siderurgico e che, con la produzione dei dati dell’inquinamento, ha consentito alla magistratura di procedere nei confronti dell’Ilva: la quale ha inquinato anche nei cinquant’anni precedenti al mio governo, senza che alcuna autorità se ne occupasse.
L’unica mia colpa è di aver cercato di costruire un doveroso equilibrio tra diritto alla salute e diritto al lavoro ma non credo che questo sia un reato.
Mi aspettavo che l’inconsistenza del teorema accusatorio producesse il mio proscioglimento già a conclusione dell’udienza preliminare. Per chi come me crede nei valori della giustizia e della legalità oggi è un giorno di delusione e di amarezza.
Ma vado a processo con la coscienza pulita di chi sa di aver sempre operato per il bene comune. Come sempre mi difenderò nel processo e non dal processo.
06 Luglio 2015, 13:29

Grazie Grecia!

Ci sono due grandi sconfitti nel referendum in Grecia: le forze conservatrici che si riconoscono nel Ppe e nella guida della signora Merkel e le forze della sinistra moderata che si riconoscono nel Pse. Sono le forze che hanno sostenuto la politica dell'austerity che oggi provoca 25 milioni di disoccupati in tutta Europa. Allora lasciamo perdere le polemiche di giornata, anche se ancora brucia l’immagine di Renzi, unico leader europeo che va dalla Merkel e sceglie un campo, contro il popolo greco e vorrei dire anche contro il popolo italiano. Il referendum manda un messaggio preciso all’Europa: il vecchio Continente si può salvare, a condizione che ci sia una svolta politica. Renzi ha l'occasione per riscattarsi, proponga una conferenza europea sul debito e sulla rinegoziazione dei trattati. Abbiamo la necessità di fare un passo politico in avanti sulla strada dell'Europa. Un passo politico serio in avanti sarebbe dare più poteri alla Bce, renderla pagatore di ultima istanza, impedire alle banche in generale di essere gli usurai che drenano le risorse che vengono messe a disposizione, presuntamente, dei popoli indebitati. Oggi è il momento di agire per la politica, di far tacere le oligarchie finanziarie, di rimettere al centro del progetto europeo la politica. Non è possibile immaginare che si continui a giocare con il fuoco e che si continui a minimizzare gli eventuali danni della rottura definitiva con la Grecia. L'Europa senza la Grecia comincerebbe un processo di dissoluzione irreversibile.   La proposta che noi facciamo è che l'Italia, secondo le sue migliori tradizioni, svolga un ruolo sulla scena europea per salvare l'Ue e per imboccare la strada della crescita e della salvaguardia dei diritti sociali.
01 Luglio 2015, 23:03

Con il popolo greco

Domenica andremo ad Atene, con una delegazione di SEL, per testimoniare la nostra solidarietà al popolo greco, ad Alexis e al suo governo, e la solidarietà nei confronti di quell'idea di Europa che è incompatibile con la macelleria sociale che viene ordinata da Bruxelles e sancita da Berlino. Se l'Europa immagina di poter sopravvivere senza la propria culla, senza la Grecia, credo che stia inseguendo un incubo. Se l'Europa pensa di considerare incompatibile la democrazia e i suoi strumenti, come ha fatto legittimamente e bene Tsipras, vuol dire che l'Europa si suicida. Se l'Europa pensa di poter vivere cancellando i diritti sociali e cancellando i diritti umani, allora l'Europa che è stato un grande sogno rischia di diventare un incubo abbastanza meschino. Era abbastanza impressionante oggi il contrasto delle immagini in tv in contemporanea tra Alexis Tsipras che si rivolgeva al suo popolo con un discorso di grande dignità, rappresentando un governo con la schiena diritta che non intende subire le punizioni e le umiliazioni di Bruxelles, di Berlino, non della burocrazia europea come dice il nostro Premier ma delle politica europea. E dall'altro lato vedere sullo schermo il premier italiano Renzi come un pulcino con la sua chioccia, accanto alla signora Merkel, ripetere come una litania ciò che tutti sappiamo essere insopportabile: le regole del gioco che hanno deciso i signori della Troika rappresentano un gioco al massacro per parti consistenti  della popolazione del nostro Continente. Dobbiamo stare dalla parte del popolo greco e con Tsipras perché lì si apre una possibilità: dire no all'Europa delle lacrime e sangue per dire si all'Europa dei diritti. Tsipras è sicuramente sulla buona strada: non la fine dell'Europa e neppure l'uscita dall'euro, il governo greco chiede di costruire un percorso per un compromesso socialmente sostenibile. Se di queste cose ne parlasse anche la politica italiana e non solo Papa Francesco, potrebbe essere una buona notizia. 

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