Risultati nell'archivio di nichivendola.it per: Novembre 2015
16 Novembre 2015, 18:50

Contro i Terrorismi

Tutti abbiamo la consapevolezza che oggi il terrorismo è il nemico dell’umanità, è il male assoluto, è la barbarie contro cui la civiltà si deve mobilitare. Bisogna isolare politicamente il "Califfo", e bisogna intervenire nei confronti di tutti coloro che vendono armi al "Califfo" e comprano petrolio dal "Califfo".  Bisogna isolarlo, affamarlo, impedirgli di essere quella minaccia che oggi è per l’umanità intera. E’ necessario richiamare la Turchia alle proprie responsabilità, non può in queste ore continuare a bombardare i curdi che sono l’unico avamposto militare e politico contro il "Califfo". Come è necessario farlo anche con l’Arabia Saudita e il Qatar. Prima di immaginare il volo dei bombardieri ci sono molte azioni persino più efficaci di quelle militari che vanno messe in campo. Noi dobbiamo evitare di dare qualunque vittoria a Daesh, dobbiamo evitare di dargli la vittoria di ridurre le nostre libertà, di mettere in mora la nostra civiltà. E la nostra civiltà è fatta anche di sentimenti di umanità e di accoglienza dei profughi.
09 Novembre 2015, 20:20

Grazie Luciano Gallino

Si trattasse di squadernare i meccanismi perversi della finanza nell'epoca del capitalismo globalizzato o di indagare le tumultuose trasformazioni della tecnica contemporanea o ancora di ridisegnare la geometria delle classi sociali dentro la lunga crisi, l'analisi che Luciano Gallino sapeva mettere in campo leggendo la realtà sociale in maniera quasi profetica, poggiava ogni volta su due imprescindibili capisaldi: la "Costituzione" e i "lavoratori", bussole complementari della sua ricerca scientifica e insieme di un impegno culturale e civile che ha percorso con coerenza l'arco intero della sua vita. Ciò che ogni volta emergeva in superficie dalle sue ricerche, così profonde e documentate, sui mutamenti in corso nel mondo del lavoro e ci veniva consegnato come messaggio per l'agire politico era la centralità della dimensione umana come metro e misura di ogni innovazione possibile. Dietro e dentro la complessità di quei mutamenti che destrutturano il lavoro, il mondo industriale, le classi sociali, ridisegnandone la nuova trama di senso a partire dall'esclusività della merce e del profitto, Gallino perviene viceversa ogni volta attraverso l'incisività della sua analisi alla vita reale del lavoratore come persona, con il bagaglio costituzionale dei suoi diritti e con il senso irrinunciabile della sua dignità. Il lavoro, dunque, sta al centro di ogni trasformazione che sia realmente umana. E creare lavoro, farlo con investimenti pubblici, dentro una qualità della crescita che rovesci tanto il modo di produrre quanto quello di consumare, con un progetto di portata europea e non solo di questo o quel singolo paese, è precisamente il punto che connette la profondità della sua analisi scientifica di ricercatore sociale con la proposta politica di intellettuale impegnato dalla parte del cambiamento. I suoi lavori, i suoi libri, ci hanno più che arricchiti: ci hanno reso coscienti. Nel momento dolente della sua perdita ci conforta sapere che tante sue riflessioni, tante sue illuminazioni culturali e scientifiche nutriranno il terreno da arare del campo aperto della sinistra italiana ed europea. Pubblicato nel blog di Nichi all'interno di Huffington Post
07 Novembre 2015, 18:38

Finalmente...

Il messaggio di Nichi Vendola all’Assemblea del Quirino a Roma durante la quale il nuovo Gruppo parlamentare 'Sinistra Italiana' si è presentato al Paese. Care compagne e cari compagni, abbiamo lavorato con tenacia e con pazienza a tessere questa nuova trama di politica e di futuro. Capirete il dispiacere che provo a non poter essere là con voi, a stringere un patto, una rete, una alleanza di uomini e donne che si ribellano alla mafia delle parole e che non accettano che la sinistra debba trionfare nel proprio suicidio. Oggi si costruisce un primo pezzo di "spazio pubblico" di ciò che potrà e vorrà essere la sinistra che non cede né alle lusinghe del potere né alle seduzioni dell’impotenza vestita di minoritarismo. Qui, dinanzi a noi, matura la crisi del riformismo, la sua anemica debolezza, il suo essere mero galleggiamento nel mare agitato della rivoluzione liberista, la sua soggezione culturale al dominio della tecnica e della finanza, la sua complicità con l’agenda ferocemente classista dell’austerità. Se il lavoro torna ad essere merce, se i diritti sociali spariscono poco a poco, se la dignità delle persone diviene una variabile dipendente del mercato, se la democrazia viene ingabbiata nella retorica della governabilità e nel fascino di un "uomo solo al comando", allora vuol dire che "fare la sinistra" è l’urgenza di un’Italia spaccata tra nord e sud, frammentata in clan e corporazioni, umiliata dal malaffare che abita tutti i palazzi del potere. Tocca a noi rimetterci in cammino, abituarci allo scambio plurale delle idee, camminare uniti ma camminare sui sentieri dell’innovazione, avere come bussola un vincolo di popolo, essere luogo di connessione di competenze e culture critiche, costruire un programma di governo all’altezza delle sfide e dei dilemmi del tempo nostro. Tocca a noi restituire senso alla parola sinistra e ricostruire il legame necessario tra la politica e la speranza di un mondo migliore. Abbiamo il dovere di provarci. Un forte abbraccio.

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