26 Novembre 2012, 22:40

Un dramma

La notizia del blocco delle attività dell’Ilva proietta sull’intera comunità nazionale l’ombra di un immenso dramma sociale con pesanti ricadute sull’intero sistema industriale nazionale. Lascia sgomenti l’atteggiamento di un’azienda che, sfuggendo al suo giudice naturale in quell’aula di giustizia in cui è imputata di gravi reati, prova a giocare la carta del "tanto peggio tanto meglio". Negli otto anni della mia amministrazione ci siamo sforzati di rompere un clima di omertà istituzionale, risalente agli inizi degli anni 60 e che ha attraversato le generazioni di tutte le istituzioni, per andare a vedere, assumendoci una gravosa responsabilità, gli effetti di un devastante inquinamento industriale. Abbiamo reagito proponendo innovazioni normative, in una materia dalla competenza esclusivamente statale, che costringessero l’azienda a fare i conti con le gravi ripercussioni ambientali e sanitarie del suo ciclo produttivo, ma lo abbiamo fatto sempre con la cautela di evitare che il processo di ambientalizzazione potesse trasformarsi in un devastante corto circuito. Abbiamo cercato cioè di evitare le scene drammatiche che probabilmente scorreranno sotto i nostri occhi. Ora tocca al governo coordinare tutti gli sforzi affinché si possa salvare un sito produttivo strategico e nello stesso tempo restituire a Taranto la salubrità e la serenità di cui ha bisogno.

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