23 Luglio 2014, 18:25

La nostra battaglia sulle riforme

Siamo andati a spiegare le nostre ragioni al Capo dello Stato, le ragioni di chi rivendica il diritto a rompere il muro dell'ostruzionismo che il governo fa nei confronti del Senato, nei confronti del Parlamento e delle forze lì rappresentate. Una riforma costituzionale che rende più deboli i cittadini e più forti i potenti e gli esecutivi.
Insieme a una riforma elettorale che fa vincere un criterio ipermaggioritario, per cui c'è una piccola quota di italiani che puo' decidere tutto.
Il Capo dello Stato, in quanto arbitro, non entra nell'ambito della battaglia politica e ha ascoltato le nostre ragioni. Che sono le ragioni di chi dice che con il combinato disposto legge elettorale e riforma costituzionale ci troveremo in un'Italia con più potere per i potenti.
Il problema è avere un'interlocuzione di merito, sapendo che l'Italia ha bisogno di più democrazia, ha bisogno di dare più voce ai cittadini.
Noi siamo nemici dell'enfasi propangandistica, così come non ci piace evocare ogni giorno una rivoluzione annunciata che, guardandoci intorno, vediamo che non c'è affatto, anzi con un Paese che precipita sempre più nel gorgo della crisi, neanche ci piace l'evocazione quotidiana del golpe. Semplicemente c'è il rischio che il processo riformatore porti ad un restringimento degli spazi di democrazia e del potere effettivo dei citatdini italiani. Ed è questo che a noi interessa.
Chiediamo al Governo di usare nei prossimi giorni l'esercizio dell'ascolto delle minoranze e dell'opposizione. Per un'interlocuzione più rispettosa, meno propaganda e un po' più di appronfondimento.
Se il tema è cambiare l'archittettura istituzionale dello Stato e addirittura la Costituzione vale la pena allora farlo mettendo in campo una conoscenza e una cultura del dialogo che finora dalle parti del governo è mancata nel modo piu' assoluto.
Il muro contro muro della ministra Boschi non ci porta molto lontano.
Se prevarrà la propaganda governativa noi continueremo la nostra limpida battaglia. Al Senato Sel ha solo 7 senatori ma sa usare bene tutti i legittimi strumenti parlamentari in difesa dei diritti dei cittadini.

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