Il 2010 sarà l’anno in cui gli effetti della spirale recessiva si abbatteranno con maggiore crudezza sul sistema produttivo e sui lavoratori.
Bisognerà evitare che le imprese, per fronteggiare la crisi, scelgano le delocalizzazioni selvagge e il licenziamento dei dipendenti.
Non ci sarà mai un finanziamento della Regione per imprese che licenziano, che scompaiono nel nulla, che fuggono dalle proprie responsabilità.
Continueremo nelle politiche attive per il lavoro: creeremo le condizioni migliori per riqualificare i lavoratori sospesi dalla produzione, per incoraggiare nuova occupazione, soprattutto femminile, per ridurre la precarietà indirizzando i finanziamenti e le norme regionali verso i processi di stabilizzazione e le assunzioni a tempo indeterminato.
Non solo la stabilizzazione degli operai forestali, degli irrigui o degli addetti della sanità, ma anche bandi e misure rivolte alle imprese che danno lavoro stabile e di qualità.
La Regione rifinanzierà la sua quota per gli ammortizzatori sociali e chiederà che il Governo faccia subito altrettanto.
Nella Puglia di Nichi Vendola, tutti gli accordi stipulati e praticati hanno esteso l’ombrello degli ammortizzatori sociali a categorie e imprese che prima ne erano prive, da quelle con meno di 15 dipendenti, agli studi professionali, dagli edili agli operai agricoli.
Abbiamo (e continueremo a farlo) utilizzato il FSE per di disoccupati e cassa integrati, per dare sollievo, per anticipare i tempi dell’erogazione (ad es. con l’intesa con l’ABI) perché nessuno resti indietro, nessuno sia lasciato solo.


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