Considerando gli scenari di riferimento futuri, rappresentati da una maggiore competizione dei Paesi extraeuropei e da una diminuzione del sostegno finanziario dell’Unione Europea, diventa indispensabile l’impostazione di un’azione politica di medio-lungo periodo che, aggredendo le cause delle ripetute congiunture negative e rafforzando il tessuto delle imprese, concorra a limitare le situazioni di emergenza attraverso azioni strutturali e di sistema.
In termini strategici, questa azione deve essere prima di tutto contraddistinta da una concentrazione degli interventi, attraverso pochi ma efficaci strumenti che convergano con modalità di approccio uniche nello stesso ambito di intervento.
Di grande importanza strategica anche la qualificazione mirata delle produzioni agricole e il rafforzamento del sistema di commercializzazione dei prodotti agricoli, fondamentale per la sussistenza di un comparto agroalimentare regionale.
La rigidità strutturale del sistema produttivo agricolo regionale, causata principalmente dall’ampia diffusione delle colture arboree, rende necessaria una diversificazione delle produzioni agricole, sia a livello territoriale che di singola impresa, puntando anche alle no food e alle colture energetiche con limitato apporto di mezzi tecnici e di acqua.
Ulteriore e prioritaria è la creazione di un sistema di servizi all’impresa: le modifiche, dalla Politica Agricola Comune, rendono necessaria una forte capacità di adeguamento e di trasformazione delle imprese, sia in termini strutturali che gestionali, processi che devono essere adeguatamente supportati da una offerta reale di servizi alle imprese, soprattutto per la gestione e la pianificazione delle attività. È anche indispensabile intervenire sull’attrattività delle aree rurali, consentendo quella maggiore vivibilità utile a limitare l’esodo e la senilizzazione, stimolando, dunque, il necessario ricambio generazionale in agricoltura.


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