nichivendola - 2013

Ambiente

2005 – 2010: la Regione Puglia è diventata la prima regione in Italia per produzione di energia elettrica da fonti eoliche e solari. È stata la prima regione in Italia a dotarsi di un piano energetico ambientale regionale e di un sistema di regole che ha favorito lo sviluppo delle fonti alternative. Nei prossimi cinque anni:
• Riduzione delle emissioni in atmosfera causate dalla produzione di energia da carbone.
Piena attuazione delle previsioni del Piano energetico ambientale regionale con riferimento al raggiungimento degli obiettivi percentuali di produzione di energia da fonti rinnovabili.
• Sviluppo delle produzioni finalizzate all’auto-consumo.
• Sviluppo di una specifica filiera per la dotazione energetica di aree protette ed isole minori. La Puglia, capofila del POIN energia, gioca un ruolo nel Mezzogiorno d’Italia.
• Sviluppo della produzione di idrogeno e solare termodinamico, nuove frontiere delle fonti alternative.
• NO al nucleare.
• NO agli idrocarburi nel mare di Puglia.

21 Contributi (Positivo Positivo - Negativo Negativo - Proposta Proposta)

  1. PropostaAutore: Luigi Apollonio. Data: 13 Marzo 2010 - 18:23   

    La mia preoccupazione riguarda la costruzione selvaggia di pannelli solari sul territorio che rischia, parlo della mia terra il Salento ad esempio, di occupare le campagne e strapparle all’agricoltura. Non vorrei ritrovarmi un giorno un territorio con tanta energia ma senza il nostro vero pane quotidiano.

  2. PositivoAutore: saverio cozzoli. Data: 15 Marzo 2010 - 4:11   

    Sviluppare centrali a biomasse che utilizzino scarti di potature degli alberi, in modo da coniugare insieme la messa in sicurezza dei boschi alla produzione di energia rinnovabile. Per tali progetti, i comuni interessati dovrebbero figurare come garanti all’interno di società municipalizzate o miste. L’acquisto di scarti agricoli (e solo quelli) potrebbero anche costituire una forma di sostegno all’agricoltura.

  3. NegativoAutore: Antonio Patruno. Data: 15 Marzo 2010 - 23:30   

    Il no ai rigassificatori non ha un senso tecnico-ambientale (escluso il rischio) ma solo politico. Sembra tanto un no preconcetto/ Quindi o viene dettagliato meglio o rischia di diventare una mancata opportunita’ di sviluppo di una filiera e per la regione intera.

  4. PropostaAutore: giovanni selano. Data: 16 Marzo 2010 - 17:48   

    CAMBIA ROTTA, NICHI, SE DAVVERO TIENI ALL’ENERGIA PULITA

    A parte i proclami trionfalistici, su eolico e foto-voltaico purtroppo si è navigato a vista e mi dispiace molto dover annotare quanto segue.
    La giunta è partita nel 2005 con una moratoria (dichiarata incostituzionale); ha posto rimedio deliberando un regolamento “monster”, il famigerato reg. 16/06 che ha introdotto l’obbligo dei PRIE (i piani regolatori per l’eolico) senza dare un termine perentorio ai comuni; di fatto, in barba a tutta la legislazione nazionale, ha ridato enorme potere di veto ai comuni e infatti solo pochi di essi hanno avviato l’iter di approvazione dei PRIE (tra l’altro appesantiti dall’obbligo di attivare le procedure della VAS – valutazione ambientale strategica). Il regolamento ha poi disposto che l’eolico andasse regolato con uno stupido parametro di tipo urbanistico “il parametro di controllo” che viene stimato non in base alla risorsa vento, ma in base all’estensione territoriale….grandioso!!! i piccoli comuni Dauni, che hanno vento, hanno saturato il parametro di controllo mentre un comune di grande estensione come Andria, che ha vento concentrato in pochissime zone, potrebbe ospitare oltre 200 aerogeneratori.
    Ma il regolamento ha fatto di più: introducendo una fase transitoria durata 6 mesi (!!!!), senza individuare precisi requisiti a carico dei proponenti, ha fatto sì che piovessero centinaia di progetti promossi da sviluppatori e avventurieri di ogni tipo; gli uffici regionali sono andati in tilt, sommersi da tonnellate di carte
    A fronte di una evidente impossibilità di governare il fenomeno e di dirimere le innumerevoli sovrapposizioni di progetti concentrati sulle stesse aree, la giunta ha deliberato più volte, e sempre questi provvedimenti sono stati dichiarati illegittimi e/o incostituzionali. Il settore Ecologia, costretto a valutare obtorto collo i progetti a livello “integrato”, non ha fatto nessuna differenza tra progetti ben fatti e paesaggisticamente compatibili e progetti inammissibili e offensivi per gli operatori seri e per il territorio….si è trattato, mercanteggiato, patteggiato aerogeneratori con tutti e con un livello professionale assai discutibile e al limite della decenza e della legalità.
    E ancora….la Puglia è l’unica regione per cui la VIA nei fatti non è considerata un endo-procedimento all’interno dell’iter di Autorizzazione Unica previsto dalla legge 387/03;
    risultato? Il settore Industria (capofila) sospende gli iter e attende il settore ecologia regionale o le province, laddove delegate, che viaggiano con tempi assurdi per cui nessun procedimento avviato ai sensi del 387/03 si conclude nei prescritti 180 giorni (solo nel 2009, dopo 6 anni, un progetto del 2003 ha ottenuto l’Autorizzazione Unica, e non è l’unico caso); non vi è alcun raccordo tra i vari settori regionali che spesso si fanno la guerra ostacolandosi a vicenda (merito particolare da attribuire ai settori ambiente e assetto del territorio).
    E poi la pretesa di far realizzare con semplice DIA non solo impianti di potenza sino a 60 Kw (come prescrive la legge) ma fino ad 1 Mw; risultato? Centinaia di progetti di torri singole e di impianti foto-voltaici hanno sommerso i comuni; terreni ottimi coperti da pannelli solari senza alcuna regolamentazione, parchi eolici di grande taglia “mascherati” e proposti come sommatoria di singole istanze…e quindi, ovviamente, impugnazioni, ricorsi…. la fiera del TAR e la soddisfazione economica solo per gli avvocati. Insomma un casino!!!!

    Come uscirne? Confidando ciecamente nella tua buona fede, provo a dare qualche consiglio:

    1. caro nichi, prima che arrivino gli effetti devastanti dell’ennesima sentenza di incostituzionalità (giusta motivazione: la mancanza dei PRIE non può essere causa di blocco delle procedure di valutazione dei progetti in seno al 387/03 e i 180 giorni restano un termine perentorio), cancella il regolamento 16/07 e con esso i PRIE così come congegnati;
    2. fa’ sì che il 387 venga applicato senza se e senza ma e come prescritto per legge;
    3. fa’ che sia valutata la differenza tra progetti ben fatti e proposti con vero intento paesaggistico rispetto a progetti di pura speculazione (la qualità del paesaggio si fa sulla qualità dei progetti e non imponendo vincoli a go-go);
    4. controlla l’operato dei dirigenti e funzionari e blocca il loro atteggiamento discriminatorio, inadempiente e omissivo;
    5. fa’ si che i pareri che deve rilasciare la stessa regione attraverso i vari settori, vengano resi al settore industria capofila, nei termini prescritti e all’interno delle conferenze di servizi (proprio i responsabili degli uffici regionali incredibilmente non solo non partecipano ma si trincerano e si giustificano parlando dei “montoni di pratiche”);
    6. fa’ che la programmazione avvenga partendo dalla presenza della risorsa energetica e dai caratteri paesaggistici e non che si traduca “spalmando” ecumenicamente la possibilità di realizzare ovunque (la daunia e la Murgia non sono la valle d’Itria o la terra di Bari; le prime sono davvero ventose e affette da “gigantismo” e quindi assorbono bene la presenza di aerogeneratori; le altre zone sono affette da “nanismo”, hanno un paesaggio fatto di minuti elementi, e le turbine si integrano male);
    7. supporta tutti gli attori locali che si stanno impegnando seriamente nella costruzione di una filiera industriale dedicata alle fonti rinnovabili;
    8. diffida dai falsi ambientalisti che seminano idiosincrasia nei confronti delle fonti rinnovabili;
    9. ripensa al blocco vigente nelle aree parco che per legge dovrebbero sostenere e non bloccare la produzione di energia da fonti rinnovabili (ovviamente ben localizzata);
    10. ripensa alla continua e sistematica apposizione di vincoli e legacci, tecnica utilizzata dagli uffici regionali per prendere tempo e bloccare i progetti;
    11. diffida, se hai veramente propositi di supportare le fonti rinnovabili, dall’atteggiamento retrivo e antiquato che emerge sia nelle premesse che nel relativo dettato normativo del PPTR (il futuro piano paesistico regionale); l’assunto retrogrado chiaramente espresso per cui“…gli impianti eolici e foto-voltaici sono detrattori di valori paesaggistici” e le conseguenti norme del PPTR, daranno il colpo di grazia definitivo ad un settore che nonostante tutto si mantiene a galla a dispetto dell’enorme confusione generata da coloro a cui hai dato fiducia (assessori, dirigenti, funzionari e consulenti).

    Nel frattempo, però, vinci e subito dopo prendi in mano il timone di questo settore e vira con forza cambiando decisamente rotta.

    In bocca al lupo
    Giovanni Selano - architetto

  5. PositivoAutore: luigi colazzo. Data: 17 Marzo 2010 - 12:58   

    Lo sviluppo delle energie rinnovabili nella nostra regione ha portato sviluppo, nuovi posti di lavoro e finalmente dato importanza ad una parte di Italia (Puglia) che fino a qualche anno fà non era considerata da nessuno.
    Grandi investimenti che sono ricaduti sul territorio e di cui ne hanno beneficiato tutti (proprietari di terreni, imprese di movimento terra, elettricisti, consulenti, avvocati, ristoranti, alberghi ecc. ecc.).
    Perchè fermare tutto questo movimento???
    Si dovrebbe continuare in tal senso.
    Bravo Presidente, continua così, non ero un tuo elettore ma lo sono diventato.

  6. PropostaAutore: Nicola. Data: 17 Marzo 2010 - 14:49   

    Mi è capitato di recente di svolgere una breve ricerca su operatori del settore fotovoltaico.
    Tralasciando il settore privato, che non conosco adeguatamente, mi è sembrato di capire che la puglia, prima produttrice di energia da fotovoltaico, e che produce il triplo dell’energia a essa occorrente (la esporta insomma), sia quasi una colonia per grosse aziende del nord che vengono a “raccogliere” qui da noi.
    Non voglio fare del protezionismo, ma quanti degli operatori locali del settore agiscono in reale autonomia? Ci sono delle aziende produttrici di pannelli qui da noi? L’impegno e l’apporto dell’università è sostanziale o è solo di facciata?

  7. PositivoAutore: nichipedia. Data: 18 Marzo 2010 - 14:00   

    La Regione Puglia, in questi anni, ha investito sulle fonti di energia rinnovabile scegliendo una politica di investimento costruita progressivamente assieme alle politiche di salvaguardia dell’ambiente e di tutela della salute dei pugliesi. Certo, è un processo ancora in evoluzione che necessita di ulteriori approfondimenti.

    Gli investimenti in eolico e fotovoltaico sono partiti solo nel 2006 in Puglia. Oggi siamo i primi in Italia con 147 Mega Watt impiantati e 5.166 impianti istallati. Le energie rinnovabili sono state sdoganate, ma non è ancora una green economy.

    Per quanto concerne la costruzione selvaggia di impianti fotovoltaici, nell’immediato futuro dobbiamo puntare sull’innesto di queste fonti energetiche nel contesto urbano attraverso la solarizzazione degli edifici, prima di tutto quelli pubblici.

    Per quanto riguarda la filiera produttiva, anche questo rientra nella fase due della green economy: le pale per l’eolico e i pannelli per il fotovoltaico saranno prodotte in Puglia!

  8. PropostaAutore: luca schirosi. Data: 18 Marzo 2010 - 21:49   

    Caro Nichi, bene la politica energetica di questi anni ma perchè non dare una forte spinta nel settore dell’idrogeno come vettore di energia? Investiamo in ricerca e sviluppo sul settore idrogeno e, integrando le diverse fonti energeniche rinnovabili saremo veramente liberi dal petrolio e diventando noi stessi produttori di energia.
    FORZA NICHI

  9. PropostaAutore: enzo. Data: 22 Marzo 2010 - 19:00   

    Più attenzione al consumo del territorio ed al degrado paesaggistico che inevitabilmente può creare il settore del fotovoltaico ed eolico!
    Spingiamo, con agevolazioni sostanziose, a che ogni tetto abbia il suo impianto fotovoltaico e si pensi da subito ad un sistema di TRACCIABILITA’ dei componenti degli impianti stessi o tra 15/20, ci ritroveremo le campagne piene di cumuli silicei non più produttivi!

  10. PositivoAutore: Luigi Boccaccio. Data: 26 Marzo 2010 - 0:01   

    Occorre fare attenzione alle “bio”energie, perché nella maggior parte dei casi creano impatti ambientali ben peggiori del petrolio.

    I nostri boschi, spesso intensamente sfruttati, devono svolgere il prezioso ruolo di barriere contro la desertificazione non possono essere gestiti come miniere.

    Stesso discorso vale per i residui colturali (paglie, residui di potatura etc.), che andrebbero incorporati nel terreno per rigenerare la sostanza organica di cui i nostri suoli sono stati impoveriti da decenni di agricoltura industriale.

    Massima attenzione anche a ciò che potrebbe in futuro essere importato dall’estero per bruciarlo nelle nostre centrali termoelettriche: dietro olio di palma, bioetanolo e legno cippato si nascondono distruzione di foreste e violazione di diritti umani.

    A parte gli oli di frittura usati, gli scarti delle segherie o il biogas degli impianti di depurazione, praticamente nessuna altra biomassa a fini energetici ha senso dal punto di vista ambientale.

  11. PropostaAutore: Domenico. Data: 27 Marzo 2010 - 10:59   

    Consiglio vivamete di considerare la produzione di energia da moto ondoso. La cosa è fattibile grazie ad dei “serpenti gallegianti” che con il loro movimento producono energia.

    In sostanza si fanno dei campi, a largo delle coste, con questi gallegianti che grazie al movimento delle onde (cosa costante in luoghi come lo stretto l’otranto) producono energia.

    questo il link dell’azienda produtrice degli impianti. http://www.pelamiswave.com/
    questi articoli che ne parlano:
    http://gualerzi.blogautore.repubblica.it/2010/03/23/la-scozia-naviga-in-ottime-acque/
    http://www.ecoblog.it/post/1280/energia-dalle-onde-del-mare-primo-impianto-in-costruzione-in-portogallo

  12. PositivoAutore: Angelina Stanziano. Data: 28 Marzo 2010 - 19:21   

    Scusate, ma sono in ansia perché è una cosa che mi tocca direttamente… mi tocca nel sogno di un futuro possibile per mio figlio.
    Proprio oggi, oggi che si vota, arriva la notizia da Roma, pubblicata dalla “Gazzetta del mezzogiorno” che annulla tutto ciò che aveva dato speranza allimprenditoria giovanile in fatto di energia pulita abinata alla nascita di piccole industrie.
    …E adesso che si fa?
    Questi sono stronzi perché non ci lasciano vivere in nessun modo, neanche quando cerchiamo di risolvere i nostri problemi da soli, senza chiedere aiuto a nessuno.
    Se devono portare veleni e scorie nucleari con i grossi capitali dei vari porci d’elite, tutte le strade sono spianate e arrivano con grande velocità e senza ostacoli; se invece abbiamo in mente di mettere, sulla nostra terra, un piccola industria pulita, con una piccola centrale ad olio vegetale o comunque ad energia pulita, non ci sono visti ed autorizzazioni che possono bastare.
    Come si può risolvere questo problema?
    Vi riporto il trafiletto della gazzetta che mi ha messo in ansia.
    Spero tanto che Nichi vinca le elezioni e trovi una rapida soluzione a questo problema.

    Roma ferma la Puglia: ora sarà più difficile produrre energia pulita

    C’è infine il tema della semplificazione amministrativa. La legge regionale pugliese aveva consentito che, per impianti fino a 1 megawatt di potenza, fosse sufficiente la dichiarazione di inizio attività (Dia) in alternativa alla più complessa Autorizzazione unica. la Corte ha però chiarito che «le soglie di capacità di generazione e le caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la disciplina della Dia possono essere individuate solo con Decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente, d’intesa con la Conferenza unificata».

  13. NegativoAutore: Agostino. Data: 30 Marzo 2010 - 19:34   

    Caro Niki , mi congratulo con te per la vincità ( ancora una volta ) contro tutto e tutti .

    Ora però vorrei esprimere le mie perplessità riguardo la scelta a livello nazionale di puntare sul nucleare con l’apertura ( almeno per ora ) di quattro centrali nucleari.

    Mi chiedo se il Il referendum abrogativo del novembre 1987 non conti più nulla, cioè mi chiedo se non sia il caso di ascoltare la volontà dei cittadini , senza prendere decisioni arbitrarie, oltre che scellerate.
    La Puglia è fra le regioni con più sole e vento di tutta la penisola, ma in generale tutta l’Italia ha un potenziale enorme in chiave energie rinnovabili .

    Quindi caro Presidente, c’è la possibilità di opporsi se non a livello nazionale, almeno a livello regionale, a questo delirio che aimè ci vede protagonisti?? Visto che a quanto pare in puglia è stata selezionata Mola di bari come sito per l’impianto di una centrale nucleare e forse anche giù nel Salento.

    Spero vivamente che si possa fare qualcosa per ostacolare tutto ciò.

    Con affetto
    Agostino.

  14. PositivoAutore: cosimo. Data: 2 Aprile 2010 - 15:38   

    Caro Nichi,

    auguri per la vittoria. Spero che in questi 5 anni che ti attendono la Puglia possa veramente cambiare volto e diventare il simbolo di un’alternativa nazionale al fascismo che governa il paese.
    Voglio però dirti una cosa riguardo al fotovoltaico. Ti ho sentito varie volte fare l’elogio di questa fonte di energia in opposizione al nucleare e ad altre fonti più tradizionali, ma non ho mai sentito spendere una parola riguardo ai danni e agli effetti collaterali di un suo cattivo utilizzo. Abito a Mesagne nel Salento e negli unltimi 5 anni ho assistito alla progressiva devastazione della campagna da parte di giganteschi impianti fotovoltaici, sempre di proprietà di compagnie del nord o di multinazionali. Il nostro paesaggio sta subendo un attacco senza precedenti. I pannelli specchianti sono così invasivi che non possono essere tollerati se non sono confinati in aree precise e limitate. L’istallazione sta avvenendo senza nessun criterio e a macchia di leopardo.
    Gli interessi economici in ballo sono enormi e i contadini che vivono una forte crisi economica e culturale si arrendono di fronte a qualche migliaio di euro. Le nostre campagne si stanno trasformando in un paesaggio irreale, senza l’ombra di quella famosa poesia di cui spesso parli. Giganteschi specchi circondati da rete metalliche e guardati a vista dagli uomini della sicurezza si estendono per ettari e ettari in mezzo a ulivi, viti, case rurali, trulli, sentieri di terra battuta.
    Cosa pensi di fare? E’ ora di dare una risposta.
    Mi auguro che tu possa dire qualcosa a proposito. In caso contrario mi attiverò per portare il problema all’attenzione nazionale

    Con stima
    Cosimo

  15. PropostaAutore: Morpheus. Data: 5 Aprile 2010 - 9:50   

    La sentenza della Corte Costituzionale non ha modificato di molto la realizzabilità degli impianti di taglia agevolata (fotovoltaico fino a 1MW), essendo questi da tempo vittima della inesistente possibilità di connessione sulle linee esistenti del distributore. Detta impossibilità discende dalla corsa all’accaparramento di un bene pubblico (capacità di trasporto della rete) da parte di cosiddetti “sviluppatori”, veri speculatori senza portafoglio e senza competenza. Il tutto agevolato dal distributore che - nonostante le decadenze delle connessioni di cui in Del.AEEG 99/08 - “dimentica” sovente di liberare la potenza in immissione, ricordandosene quando lo ritiene opportuno…
    Da operatore veramente meridionale sono contento della sentenza, che dovrebbe ridurre il colonialismo nazionale ed estero di fondi di investimento e società italianissime con accesso al credito, a noi meridionali precluso. Spero che si intervenga per facilitare le procedure autorizzative limitatamente ad impianti - anche industriali - ma integrati, non necessariamente riducendo i controlli ma dando tempi certissimi a tutti. Per il resto bisogna far venir fuori la piccola e media imprenditoria locale, che resta tutt’ora all’oscuro delle reali possibilità di investimento, bisogna controllare che gli istituti di credito favoriscano (anziché inibire) l’iniziativa locale, bisogna intervenire presso l’Autority per verificare l’operato del distributore locale, partendo dai GME di fine anno…..
    Ciao Nichi, buon lavoro

  16. PropostaAutore: giovanni. Data: 10 Aprile 2010 - 8:46   

    Caro Nichi,
    proprio ieri Berlusconi ha firmato un accordo con la Francia per portarci le centrali nucleari sotto casa. In più, promett un massiccio uso delle tv per convincerci della bontà delle sue scelte nefande.

    Non sarebbe opportuno oganizzare una manifestazione preventiva, mirata, una grande manifestazione di piazza che faccia finalmente capire a questi politicanti quanto siamo desiderosi di vedere contaminate le nostre vite?

    Mi pare che ci sia troppo silenzio, su questa vicenda, nonostante le voci durante la campagna elettorale…

  17. PositivoAutore: Massimo Penitenti. Data: 20 Aprile 2010 - 13:44   

    Il 9 aprile 2010, si è costituito IL COMITATO ANTINUCLEARE “GARIGLIANO” che coordina varie associazioni del Sud Pontino e dell’Alto Casertano, da Legambiente al WWF a Cittadinanzattiva, e altre, che pur conservando le rispettive identità, potranno lavorare sinergicamente, sia per interscambio di informazioni, sia per supporto reciproco, in tutte le iniziative che avranno lo scopo di sensibilizzare ed informare i nostri concittadini sul tema dell’antinucleare.
    Il sito è http://comitatoantinuclearegarigliano.blogspot.com/

    La costituzione del Comitato nasce dall’esigenza di far sentire la voce dal basso, ossia di tutti quei cittadini che sono contrari al ritorno dell’energia nucleare (gli ultimi sondaggi dicono che si aggirano tra il 75 e l’80%).
    Visto che il Governo Berlusconi parla tanto del popolo, pensiamo che dovrebbe tener conto delle sue opinioni anche quando non ne condivide le posizioni.
    La prima uscita ufficiale del Comitato avverrà in occasione dell’iniziativa internazionale del “Chernobyl Day”, promossa dal reseau francese “Sortir du nucleare” che si svolgerà nei giorni 24-25-26 aprile 2010.
    Il Comitato ha organizzato una manifestazione antinucleare a Sessa Aurunca per sabato, 24 aprile, con partenza, alle ore 10, dalla Porta dei Cappuccini, corteo lungo il corso Lucilio, conclusione in piazza XX Settembre, dove parleranno alcuni relatori.
    Noi diciamo NO! ALLA COSTRUZIONE DI UN DEPOSITO NAZIONALE O DI UN NUOVO IMPIANTO NUCLEARE NEL SITO DEL GARIGLIANO!

     la centrale nucleare del Garigliano ha prodotto ingenti danni all’ambiente e alla salute di tutti gli abitanti dei Comuni circostanti del Basso Lazio e dell’Alto Casertano, con una escalation di cancri e malformazioni, spesso mortali,anche nei bambini;

     la stessa centrale, come rilevato in 4 campagne radioecologiche dell’ENEA, ha contaminato oltre 1.700 kmq di mare con metalli pesanti, soprattutto cesio 137 e cobalto 60 che probabilmente sono entrati nella catena alimentare;

     il sito del Garigliano è idrogeologicamente inidoneo per localizzarvi impianti e depositi nucleari perché rientra in zona sismica di 2^ categoria, perché il terreno è di natura alluvionale e a rischio esondazioni;

     tale inidoneità è chiaramente espressa nel “Dossier rifiuti radioattivi” dal Ministero Ambiente nel 1985;

     è necessario reperire ingenti quantità di acqua per il raffreddamento di un Epr da 1.600 MW (100mila litri al secondo) e la portata del fiume Garigliano non può garantire tale apporto, senza considerare che i cambiamenti climatici possono diminuirne ancora la portata mettendo in crisi i reattori nucleari come avvenne in Francia nel 2003 (la Francia consuma il 40% dell’acqua per il raffreddamento delle centrali);

     la presenza della centrale ha fortemente compromesso lo sviluppo turistico di una zona tra le più belle e fertili d’Italia e la costruzione di un deposito nazionale, o di un nuovo impianto, danneggerebbe ulteriormente l’economia: svalutazione di case e terreni, la perdita economica in agricoltura e zooallevamenti, con prodotti di eccellenza quali olio, vino, frutta, mozzarella che nessuno vorrebbe più acquistare; la perdita, sempre in termini economici, dei flussi turistici e balneari.

    CERCHIAMO ADESIONI AL COMITATO E/O ALLA MANIFESTAZIONE
    RIFERIMENTI: comitatoantinuclearegarigliano@gmail.com; Legambientesessa@libero.it; giulia.casella.12@alice.it tel. 340-3164015 328-4592281

  18. PropostaAutore: Marco. Data: 5 Maggio 2010 - 21:47   

    In ambito energetico oltre alla produzione “pulita” c’è la diminuzione dei consumi. Scrivo dalla provincia di Bolzano in cui i nuovi edifici devono ormai avere degli standard energetici tali da consumare meno di 50 kWh/(annoxm²). Chiaramente il vostro clima vi favorisce rispetto al nostro alpino, ma una buona coibentazione degli edifici consente anche un notevole risparmio energetico in estate, evitando l’utilizzo dei condizionatori e migliorando fra l’altro il comfort dell’abitazione. A parità di investimento il guadagno energetico è maggiore e l’impatto sia paesaggistico che di consumo del territori è praticamente nullo. Inoltre l’applicazione di criteri di risparmio energetico a edifici esistenti può fornire lavoro a molte piccole imprese.
    Un incentivo in tal senso, che è applicato in Alto Adige, potrebbe essere l’incremento di cubatura per gli edifici a basso e bassissimo consumo energetico (ad esempio da noi per edifici di classe B ovvero con consumo

  19. NegativoAutore: Morpheus. Data: 16 Maggio 2010 - 10:08   

    Ciao Nichi, mi permetto di rispondere alla mail di Marco da Bolzano.
    La Regione Puglia ha emanato il R.R. n.10 del 10/02/10 per il recepimento delle linee guida nazionali, in cui si inserisce l’obbligo di acquisizione dell’attestato di certificazione energetica per gli edifici nuovi, oggetto di ristrutturazione o in fase di trasferimento. Peccato che:
    a) I cittadini non hanno la + pallida idea di cosa si tratti, di quali incentivi siano disponibili e che entità di risparmio avrebbero oggi, e soprattutto in futuro, in caso di riqualificazione.
    b) sono due anni che i comuni pugliesi devono recepire l’obbligo di installazione di 1kWp di fotovoltaico sulle nuove abitazioni e 5kWp sulle strutture produttive, obbligo statale, puntualmente prorogato. A tutt’oggi non se ne parla assolutamente, meglio bruciare terreno agricolo con impianti fotovoltaici industriali.
    c) I regolamenti edilizi anche nuovissimi (facenti parte dei PUG di nuova emanazione) dopo le solite dichiarazioni di principio sul risparmio energetico non entrano minimamente nel merito, non si affronta il problema della gestione delle coperture, degli impianti termici da centralizzare, della diversa gestione delle aperture a seconda dell’orientamento, dell’utilizzo di vasche di recupero di acqua piovana da usare per scarichi sanitari e volano termico per impianti di climatizzazione estiva a pannelli radianti (vedi solar cooling), etc.
    d) negli uffici comunali abbiamo ultracinquantenni che non ci pensano proprio ad aggiornarsi e si bevono qualsiasi nefandezza tecnica gli si porti, vedi quanto accaduto per l’applicazione dei regolamenti in materia di acustica.
    e) Mancando l’informazione ed i controlli del pubblico, i ns benemeriti costruttori sono liberi di fregarsene altamente di quanto regolamentato, continuando a pretendere guiadagni del 100% sul costruito, tanto in Italia non paga + nessuno.
    Come vedi la Puglia non è Africa, onore al merito di Nichi che cerca di fare il possibile, spesso però, me lo consenta, in modo piuttosto maldestro.
    La Puglia è malata di clientela, se non si estirpa quella, caro Marco, resterai a Bolzano a guardarci come pesci rossi che si arrovellano nel loro acquario.
    A proposito Marco, se continua così credo che quei pochi pensatori che hanno avuto il coraggio di restare qui verranno a farti compagnia al nord, per lavorare presso una delle solite aziende settentrionali, avvezze al saccheggio sistematico delle risorse meridionali, con la complicità dei ns politici.
    Che Nichi salvi la Puglia, ma che qualcuno salvi Nichi dai suoi consiglieri…

  20. PositivoAutore: mirko. Data: 22 Maggio 2010 - 11:39   

    Caro Nichi io come credo la maggior parte dei pugliesi siamo in piena accordanza con quello che tu e tutta la giunta regionale avete e volete ancora fare in tema di sviluppo ambientale, attraverso un massiccia implementazione di strutture innovative come gli impianti eolici e gli impianti fotovoltaici. Però ti chiedo anche di essere ferreo nei controlli e nelle concessioni perché non vorrei che si venisse a creare un business dell’energie rinnovabili che alla fine non verranno mai messe in funzione e che porteranno soltanto degrado ambientale rovinando il nostro stato paesaggistico di livello invidiatoci da tutto il mondo.
    Concordo in pieno su tutta la linea che si sta adottando ma spero anche che tutto questi non comporti delle conseguenze disastrose per il nostro paesaggio. Dico questo perché le strutture da implementare devono assolutamente creare delle conseguenze a livello territoriale come tutto del resto.
    Forza Nichi!!!!!

  21. PropostaAutore: Giuseppe. Data: 23 Maggio 2010 - 20:42   

    Caro Nichi,
    innanzitutto volevo complimentarmi con te per il tuo operato.
    In secondo luogo, come già sostenuto da Enzo, contributo 9, perchè non prevedere benefici per installare sui tetti gli impianti fotovoltaici piuttosto che “spalmarli” in giro per la puglia?
    Sono un forte sostenitore delle energie rinnovabili, ma al contrario delle pale eoliche che non saranno certo capolavori ma non sono poi così male, i campi di pannelli fotovoltaici sono un po’ un pugno in un occhio: pertanto se si riuscisse a porli sui tetti, rendendo quindi “indipendente” ogni condominio, bisognerebbe produrre molta meno elettricità, con conseguente diminuzione degli impianti da installare su altri terreni.


13 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: Emergenza mafia

In un'intervista pubblicata oggi sull'edizione di Bari di Repubblica, Nichi parla dei silenzi della politica e della società civile dopo gli arresti dei capi ultrà del Bari e lancia un allarme: 'E' arrivato il nostro momento. Non si può soltanto parlare di lotta alla mafia mandando avanti il codice penale'. [...]Continua >

11 Maggio 2012 / autore: Nichi

Post: Verità…

È bene che si sappia che il miliardo di cui parla il governo, proviene dai fondi strutturali ed è il risultato del deficit di spesa dei Ministeri. Riprogrammarle per non perderle era l’unica strada da percorrere. [...]Continua >

10 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: Il modello Hollande

'Per me seppellire il berlusconismo significa tornare a parlare ad esempio di lavoro in una logica di radicale discontinuità rispetto a quello che hanno fatto ministri come Sacconi. Invece vedo che il governo Monti si presenta in conclamata continuità con quel passato'.
Cosi Nichi Vendola dalle pagine de Il Messaggero di oggi. [...]Continua >

9 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: In bici

Vi proponiamo un'insolita intervista a Nichi ai microfoni di Radiobici che lo ha ospitato in tandem a poche ore dai risultati delle elezioni amministrative. Trenta minuti di pedalata di cui potete vedere due spezzoni:
Guarda i video

9 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: Il club del rigore

'Tutti gioiamo per Hollande, io sono pronto a firmare subito un programma come quello, ma qui in Italia la politica "alla Hollande" non c'è, non si vede quella forza nel capovolgere gli idoli pagani del liberismo'. Così Nichi nell'intervista pubblicata su l'Unità di oggi. [...]Continua >