nichivendola - 2010

Diritto allo studio

La prossima sarà una legislatura costituente per la scuola pugliese, anche alla luce delle modifiche istituzionali in corso e del calo progressivo del numero di studenti. Due i principali indirizzi d’azione: la rete scolastica e la qualità dell’insegnamento.
La rete scolastica pugliese sarà riformata: il numero delle strutture adattate a scuola verrà ridotto e, attraverso un patto con gli enti locali, tutti i risparmi ricavati da affitti e utenze saranno reinvestiti in servizi per gli studenti (trasporti, mense).
I Fondi Fas, qualora sbloccati dal Governo Berlusconi, saranno utilizzati per creare una rete di scuole, ben dimensionate e dotate dei servizi necessari per gli studenti. L’offerta delle scuole superiori sarà ridefinita e legata alle esigenze e alle vocazioni dei territori.
Il diritto allo studio sarà massicciamente garantito, attraverso variegati servizi a studenti e famiglie. La qualità dell’insegnamento verrà potenziata attraverso misure regionali basate su un cospicuo utilizzo del Fondo sociale europeo: Diritti a scuola sarà riproposto ed esteso all’intera rete primaria e secondaria di primo grado. Sono previsti interventi analoghi per le scuole superiori, con il coinvolgimento dei docenti precari esclusi dai tagli del Governo.

11 Contributi (Positivo Positivo - Negativo Negativo - Proposta Proposta)

  1. PositivoAutore: donatella maggio. Data: 16 Marzo 2010 - 14:55   

    Buongiorno
    sono una docente precaria impegnata in “Diritti a Scuola”. Mi piace poter approfittare di questo spazio per ringraziare tutti i soggetti che hanno lavorato per la realizzazione di questo progetto e per suggerire che l’eventuale prosecuzione dello stesso possa tener conto del principio della continuità didattica. Vale a dire: stessi insegnanti nelle stesse scuole e con gli stessi alunni. Penso infatti che luna delle radici del problema dispersione scolastica e scarsa preparazione degli alunni sia dovuta al fatto che gli insegnanti cambino praticamente ogni anno. Ho avuto la fortuna di insegnare per tre anni di seguito all’estero ed ho potuto raccogliere quanto ho seminato solo a partire dal secondo anno.
    Grazie e buon lavoro a tutti.
    Donatella Maggio

  2. PropostaAutore: Vincenzo. Data: 16 Marzo 2010 - 15:02   

    Premetto di non essere molto informato sulla politica che l’amministrazione Vendola ha avuto nei confronti della scuola per quanto riguarda lo sport. L’insegnamento dell’educazione fisica è ritenuto se non ufficialmente, un materia di serie B visto lo striminzito numero di ore dedicate.
    Proprio su questo punto vorrei sapere come si intende intervenire sul tema dell’insegnamento di tale disciplina nella scuola visto il grande ruolo sociale ed educativo che può esprimersi anche a livello sanitario nella prevenzione di malattie cardiovascolari e dei disturbi alimentari dei bambini prima e degli adulti in futuro.
    Questo avrebbe grandi ripercussioni e sulla spesa sanitaria e sul livello di civilizzazione.
    Ultimo ma non meno importante (anzi) il grande contributo che lo sport può dare all’educazione del rispetto delle regole e dell’avversario rilevando che di questo abbiamo un immediato bisogno.

  3. PropostaAutore: Monica Filograno. Data: 22 Marzo 2010 - 12:48   

    Accanto a questi ottimi progetti, per rilanciare la qualità dell’insegnamento e l’efficcia della didattica, suggerisco di raccogliere tutte le buone prassi che in questi ultimi anni si sono consolidate nelle scuole pugliesi e di realizzare una sorta di archivio aperto che le metta in rete e che consenta un “contagio” positivo di quanto viene fatto nelle nostre scuole, soprattutto grazie alla buona volontà di alcuni. Questo consentirebbe anche di indirizzare su canali avviati ulteriori interventi del governo regionale. Ovviamente disponibilità operativa su tutto.

  4. PositivoAutore: sivad91. Data: 22 Marzo 2010 - 17:50   

    con le ultime riforme Gelmini, il diritto allo studio è diventato per pochi.
    i tagli alla scola pubblica infatti causeranno un alto tasso di impreparazione su alcune discipline che sono più che spendibili nel sociale.il diritto allo studio è diventato dunque per pochi!!!! io mi diplomerò quest’ anno ma penso alle generazioni che verranno, generazioni alle quali sarà negata una polivalente istruzione. prego a colui il quale andrà al potere della nostra regione di aiutarci a non restare una massa di ” terroni” ma ad emanciparci sempre più…il nostro meridione senza scuola è sprecato!!!!aiutateci a diventare qualcosa con la speranza che quando si parla di noi, non si guarda soltato le associazioni mafiose meridionali ma anche e soprattutto la nostra capacità di rialzarci da un pozzo di fango in cui ci vogliono buttare

  5. PropostaAutore: Mariella. Data: 28 Marzo 2010 - 12:23   

    Sono una docente di scuola secondaria di primo grado e ho svolto l’oneroso ma altresì gratificante compito di progettare per conto della mia scuola il progetto Diritti a Scuola. Alla luce di quanto emerge ad oggi nella mia realtà scolastica, la sinergia tra gli interventi dei docenti nominati per il progetto e l’attività curriculare di noi docenti titolari sta dando buoni risultati. Tuttavia, l’inesperienza dei docenti nominati ha reso loro il compito richiesto molto impegnativo. Infatti si sono trovati a dover affrontare tante difficoltà contemporaneamente (per le quali va tutta la mia comprensione) e talvolta il nostro supporto non è stato loro di sufficiente aiuto. Forse, sarebbe bene prevedere formazione ulteriore (se alle primi esperienze) per quanti sono chiamati a svolgere questo incarico.
    Vorrei in ultimo esprimere il mio apprezzamento per progetti come questo che insieme a tutti gli altri interventi a favore della scuola ci aiutano a credere nella scuola e soprattutto in una scuola pubblica migliore. Credo che favorire la cultura tra i giovani sia il miglior investimento sociale che si possa perseguire. Mariella

  6. PositivoAutore: Giuseppe Gattulli. Data: 31 Marzo 2010 - 15:11   

    Sono stato studente anch’io. Ricordo bene i momenti di noia mortale, l’inutilità di certo modo di fare il lavoro scolastico, ma soprattutto ricordo i giorni di tristezza allorché incappavo in oscuri presentimenti di punizione.
    Nonostante tutto però, il banco di scuola a volte diventa l’osservatorio privilegiato per imparare tante cose, per capire ad esempio in che direzione si muove la società, di quali umori si nutre una nazione intera, ma anche per capire quale destino ci riserva il futuro. E’ questo il luogo in cui, mi piacerebbe, molti tra politici, pedagogisti e psicologi siedano di tanto in tanto.
    Tanto più se oggi assistiamo a diverse forme di disgregazione. Mentre la società non riesce a trovare gli autocorrettivi alle sue stesse trasformazioni, l’unità della persona si corrode, emozioni e sentimenti si frantumano e si disperdono come schegge impazzite.
    Non è un caso che in questi ultimi anni dinanzi ai necessari cambiamenti le giovani generazioni, nonostante le infinite risorse interne, rimangano indifese, paurosamente cariche delle loro altrettanto infinite fragilità.
    Può accadere pertanto che, in presenza di tali e tante incertezze, molte sirene si affaccino per offuscare la volontà e per confondere. Efficientismo, competitività e arrivismo diventano allora i veri predatori dell’intelligenza e della dignità. Se la parola d’ordine è ‘possedere’ denaro, titoli di studio, onorificenze, sesso, potere, possibilmente a costo zero, i risultati non possono essere che mediocri.
    E’ sorprendente come, in una società il cui contrassegno è la rapidità, di fronte al pericolo resista ancora una diffusa lentezza nel cambiare atteggiamenti e modo di pensare.
    Per porre rimedio a quanto sopra detto, l’istituzione scolastica è chiamata a fare la sua parte.
    Ci attendiamo scelte decisive, capacità di previsione e di programmazione a lungo termine; auspichiamo che le conoscenze siano distribuite in modo che il giovane rimanga arricchito di un sapere che sia molto più della semplice acquisizione di abilità professionali. Ci attendiamo soprattutto che gli insegnamenti abbiano peso e sostanza diversi da quelli conosciuti negli anni scorsi. Ciò che fino a ieri andava sotto il nome, rispettivamente, di scienza e letteratura, oggi sono discipline che tendono a contaminarsi reciprocamente, al punto da prendere la forma di un pensiero complesso, innestato il quale, molte reazioni a catena possono seguire per trovare la giusta soluzione ai problemi dell’uomo.
    A questo punto risulta evidente che l’obiettivo prioritario è quello di condire il pensiero di virtù solitamente relegate nel tempio delle cose più sacre e sino ad oggi inattingibili. Intendiamo riferirci alla solidarietà, alla tolleranza, al gusto per il sapere, alla ri-scoperta dei valori dell’esistere.
    Su questi temi il prossimo governo Vendola potrà incidere profondamente. Io sono disponibile ad offrire la mia parte, da volontario.

  7. PositivoAutore: giulio. Data: 5 Aprile 2010 - 9:23   

    Grazie Nichi. Sei uno dei pochissimi di csx che mette nel suo programma la scuola. Ho controllato in diversi blog di altri esponenti di csx e la scuola non appare, come se fosse un peso.

  8. PropostaAutore: Margherita. Data: 24 Aprile 2010 - 17:50   

    Ciao a tutti,
    sono una docente di Francese delle scuole media e mi ha fatto immenso piacere che la regione abbia finanziato il progetto Diritti a Scuola. Sapeste come mi sono sentita in colpa (pur non avendone) a Settembre quando ci siamo incontarti in provveditorato per le nomine e molte mie colleghe dell’anno scorso non erano neanche state convocate: mi è venuto un groppo alla gola! Perchè vedete i docenti di Lingue Straniere non vengono mai neanche lontanamente considerate, o meglio vengono solo tagliati:eppure siamo tra i più giovani e quindi più ricchi di energie positive, siamo quelli che portano gli allievi ad abbandonare il loro normale etnocentrismo per andare verso l’altro, lo straniero, proprio quello straniero che viene da molti offeso e vituperato. In fondo l’apertura al mondo non viene affatto presa in considerazione da questo Stato!!! Io che frequento anche corsi internazionali, non ultimo uno dell’ Università di Harvard mi rendo conto dell’arretratezza di questo Paese anche in campo educativo e proprio di questo volevo parlarvi.
    Credo che il progetto DIRITTI A SCUOLA debba essere ricalibrato! So che in molte scole è stato effettuato senza reale convinzione e con le solite tecnniche didattiche tradizionali: ci sono due aspetti su cui intervenire:
    1. Stabilire fin dall’inizio l’uso di strategie diverse e più mirate che tengano conto sia delle diverse intelligenze degli allievi che dei loro diversi stili di apprendimento che non è un altro nome per indicare il cosiddetto ” metodo di studio “(e credetemi questo non si fa!!!)
    2. I docenti titolari (non si offendano) devono fare un passo indietro e collaborare fattivamente e seriamente con i docenti del progetto perchè troppo spesso non lo fanno e mettono per primi loro in seria difficoltà i docenti del progetto!
    Richiedete tali requisiti altrimenti questo progetto diventerà una specie di doposcuola/sostegno mal riuscito (e parlo con cognizione di causa)!
    Ciao a tutti e buona fine d’anno!

  9. PositivoAutore: vilma cancedda. Data: 30 Aprile 2010 - 22:04   

    http://scrivoanchio.forumattivo.com/michele-caria-f147/
    con questo concorso, beati voi, farete conoscere la vostra regione in tutta italia …e soprattutto ai giovani. Noi purtroppo abbiamo perso la persona che poteva somigliare al vostro vendola e che avrebbe fatto tanto per la sardegna.Baci

  10. PositivoAutore: Iapigian Messapian. Data: 6 Maggio 2010 - 20:07   

    E’ stato creato su Facebook il gruppo “Il nostro 5 per mille all’Università del Salento”
    sono sicuro che apprezzerete questa campagna :-)

    http://www.facebook.com/group.php?gid=115890735110812&ref=ts

  11. PropostaAutore: antonella. Data: 11 Maggio 2010 - 16:56   

    ciao anch’io sono una docente precaria e ho accettato di lavorare nella scuola attraverso il progetto “diritti a scuola”. mi sono trovata benissimo , è stata un’esperienza gratificante non solo per me, ma per gli alunni che vi hanno partecipato e che sono stati coinvolti. nel corso dell’anno sono stati registrati miglioramenti notevoli nel rendimento scolastico, e nella socializzazione con gli insegnanti e con gli altri compagni del gruppo classe. gli alunni che vi hanno partecipato, hanno finalmente potuto migliorare il rendimento, se non addirittura apprendere e costruire un buon metodo di studio , che spesso all’interno di classi sempre più numerose è difficile realizzare. anch’io sono convinta che la continuità didattica sia importante e debba essere garantita, perciò è giusto rinnovare il progetto e permettere ai docenti assunti di poter restare nella stessa sede e con gli stessi alunni, perchè così, si dà stabilità al sistema di assunzione e di orientamento e apprendimento

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