nichivendola - 2013

Diritto allo studio

La Regione sosterrà più intensamente il sistema universitario. A inizio legislatura sarà definito un Patto quinquennale con il sistema universitario. Da un lato, la definizione condivisa di obiettivi di razionalizzazione e di miglioramento delle quattro università (attraverso un sistema di indicatori già in corso di avanzata definizione), dall’altro la creazione di un fondo unico per il sistema universitario (didattica, organizzazione e ricerca) con il ricorso a risorse ordinarie Fas e Fesr.
Il diritto allo studio è al centro della strategia di potenziamento del sistema universitario pugliese. Sarà garantita, a partire dall’anno 2010-2011, la copertura totale delle borse di studio attraverso la lotta senza quartiere all’illegalità e all’evasione, la ridefinizione della tassa regionale per il diritto allo studio e la revisione dei criteri di accesso. Saranno progressivamente resi disponibili (nuova edilizia universitaria e sportello casa) alloggi a condizioni legali e prezzi moderati e saranno potenziati, d’intesa con gli enti locali e le università, servizi essenziali (trasporti, cultura, orientamento, mense). Verranno attivate politiche di promozione delle iscrizioni nelle università pugliesi di studenti stranieri.

16 Contributi (Positivo Positivo - Negativo Negativo - Proposta Proposta)

  1. PositivoAutore: saverio cozzoli. Data: 15 Marzo 2010 - 3:58   

    suggerisco un maggiore e capillare controllo delle domande di partecipazione a bandi adisu. infatti in molti casi, per i pochi controlli a campione effettuati, molte persone che non avrebbero alcun diritto ad alloggio e/o borse di studio, riescono a beneficiare di sostegni dell’adisu. Tutto ciò a scapito di reali meritevoli. inoltre consiglierei una stretta sui collegi. Permangono ancora situazioni di abusivismo e, spesso, persone accettano il posto alloggio (per non perdere la borsa di studio da fuori sede) pur non usufruendone. grazie nichi e vai avanti così

  2. PropostaAutore: alessandro. Data: 17 Marzo 2010 - 16:10   

    sono un ragazzo che fra qualche tempo si ritroverà proiettato nel mondo universitario e già sento - parlando anche con gente che già c’è, o che si appresta a inserirvisi - che il problema fondamentale è l’alloggio, sia per il (relativamente) piccolo numero, sia per il costo (che per una famiglia di reddito medio-basso è abbastanza pesante). leggo finalmente con piacere che vi sia una certa intenzione nell’agire in questa direzione, e per questo mi chiedevo: non è forse possibile integrare tutto ciò all’interno del discorso sul recupero delle infrastrutture sottratte alla criminalità organizzata? personalmente credo che in questo modo si potrebbe avere una disponibilità in tempi alquanto brevi di alloggi, almeno temporanei. ora, sottolineo che abito un una piccola cittadina di provincia, e che quasi sicuramente sono disinformato circa eventuali problemi logistici et simila, ma ritengo che una manovra del genere non possa far altro che giovare all’istruzione pugliese.

    confido in te, nichi
    alessandro

  3. PropostaAutore: maria grazia. Data: 19 Marzo 2010 - 20:08   

    sono una studentessa universitaria,anche quest’anno idonea ma non vincitrice per la borsa di studio adisu,mi chiedo quando potrò diventare borsista,tra mille sacrifici continuo a studiare con la voglia di un futuro,di un lavoro che mi gratifichi ;richiedo un maggiore controllo sulle assegnazioni di borse di studio,non sempre vengono premiati i piu meritevoli.

  4. PropostaAutore: sara libera. Data: 24 Marzo 2010 - 21:09   

    A me basterebbe poter avere dei docenti competenti per non essere costretta a lasciare Bari e finire i miei studi altrove….Diritto allo studio è prima di tutto diritto all’alta qualità della didattica!!!

  5. PropostaAutore: Paolo. Data: 27 Marzo 2010 - 12:53   

    Sono stufo di dover pagare le tasse anche per chi potrebbe e non lo fa. Allo Stato fa comodo ritenermi talmente ricco da stare nelle fascie più alte di reddito per le tasse universitarie, mentre in realtà quasi non posso permettermi un nuovo abbonamento per il treno. Io chiedo maggiori controlli a livello fiscale su TUTTI gli studenti, a macchia di leopardo, e non solo su quelli non dichiaranti. Conosco purtroppo personalmente anche casi di borsisti per via della fascia 1 di reddito che potrebbero permettersi di andare anche fuori dalla Puglia per studiare. Ci aiuti, Presidente!

  6. PositivoAutore: luana gonfloni. Data: 27 Marzo 2010 - 17:08   

    caro nichi, non sono pugliese, non ti posso eleggere
    sono una “giovane” laureata in lettere 40enne di roma che fa la tappezziera-nonostante il diverso percorso di studi mi considero una fortunata che lavora-
    la politica negli ultimi 2 decenni ha talmente parcellizzato la conoscenza che oggi i suoi fruitori-cittadini del villaggio globale- sono paradossalmente impediti sotto il profilo della conoscenza globale. Sono profondamente ignoranti coloro che studiano, non per loro demerito.IL sistema è stato creato di proposito per “conservarli” ignoranti.Un cittadino ignorante è più semplice da controllare e pilotare.
    in due parole:
    la frantumazione dei percorsi, delle singole materie, dei singoli argomenti- impedisce loro di sviluppare un approccio totale e sistematico degli Argomenti trattati che mina lo sviluppo di una capacità di conoscenza di ampio respiro che sappia tessere interconnesioni tra le diverse materie che sono tra di loro strettamente connesse. A scuola si studiano diversi momenti storici che vedono collegate le varie materie,quindi la parcellizzazione fa venire meno sopratutto la capacità di sviluppare l’approccio critico che a noi non fu negato.
    Alle superiori il biennio di inizio dovrebbe essere fondato sulle scienze umanistiche-letteratura,teatro,cinema,storia;dall’antichità ai giorni nostri. Materie che forniscono come dire gli strumenti operativi:i suvccessivi tre anni a indirizzo prescielto

  7. NegativoAutore: Laura. Data: 28 Marzo 2010 - 12:01   

    Sono una studentessa di fisioterapia della sede distaccata di Taranto.Io purtoppo ho molte difficoltà nell’ esprimere in poche righe la situazione a dir poco catastrofica nella quale io,e tutti i miei colleghi,ci stiamo trovando.Le lezioni non si fanno quasi mai perchè i prof non si presentano, gli appelli degli esami non escono sempre o escono solo 2 settimane prima, per non parlare poi del fatto che non usufruiamo di alcuna mensa, abbiamo una sede di fronte all’ ilva e nessuno prende realmente in considerazione questa nostra situazione.Anzi una soluzione l’ hanno trovata:stanno chiudendo la facoltà infatti quest’anno il primo anno non è stato formato e di noi che siamo rimasti chissà che cosa ne sarà.E intanto paghiamo le tasse come qualunque altro studente barese.Io sono realmente disgustata per questa situazione e penso che chiunque altro lo sarebbe al mio posto.

  8. NegativoAutore: Nausicaa De Domizio. Data: 31 Marzo 2010 - 8:12   

    Sono una studentessa orgogliosamente pugliese che ha conseguito la laurea triennale presso l’Università del Salento. Ho dovuto scegliere di perfezionare il mio percorso di studi presso un’altra Università (la Sapieza di Roma) poichè le risorse didattiche e i servizi a Lecce sono davvero scarsi. A partire dalla Mensa per finire sull’agibilità delle Aule, L’Università non riesce a essere competitiva. Mi dispiace moltissimo perchè amo profondamente la mia terra e vorrei tornare con progetti che facciano crescere la mia regione in un ambito come il turismo che credo sia la vera risorsa della Puglia. Spero di farcela e allo stesso tempo mi auguro che tanti ragazzi e in futuro le nuove generazioni non debbano lasciare la nostra terra perchè non ci offre ciò di cui abbiamo bisogno per essere competitivi.
    Con fiducia
    Nausicaa

  9. PositivoAutore: joko. Data: 31 Marzo 2010 - 16:48   

    un commento lo devo proprio lasciare…. sono uno studente dell’unisversità di Foggia, è da tempo che la Regione Puglia, a Foggia deve qualcosa… parto dalla vecchia questione Facoltà di Economia, che convive con un Ippodromo ( non scherzo). La Regione Puglia, prima sotto il governo Fitto, poi con Vendola, non hanno rispettato un accordo di programma firmato nel 1996 e scaduto nel 2006 che prevedeva lo sgombero dell’IRIP dalla Facoltà di Economia, invano sono state tutte le proteste fatte dai rappresentanti delgi studenti,anche in occasione delle inaugurazione dell’A.A. rivolgendo domande specifiche a Vendola, a cui mai Abbiamo avuto risposta, anzi, abbiamo avuto il ben servito, ovvero è stato revocato quell’accordo poco meno di un anno fà….con la promessa di avere i soldi per l’acquisto della Caserma Miale, è bene ad oggi non abbiamo ne la Caserma Miale, ne la Facoltà di Economia priva dei Cavalli….
    …..in merito alla Casa dello Studente e Borse di Studio… sno anni che l’Università di Foggia copre gli idonei alle borse di studio con fondi propri… inoltre la regione attraverso la Tassa regionale, non offre qui a Foggia alcun tipo di servizio…qualcosa deve cambiare in tal senso, altrimenti il sistema universitario foggiano andrà al collasso fra poco meno di un anno.

    questa non vuole essere una critica alla persona Nichi Vendola, ma ad una politica che nel corso degli anni ha visto il territorio foggiano penalizzato, inoltre sottolineo che chi scrvie ha votato sia nel 2005 che nel 2010 il governatore Nichi Vendola…. sono troppo cosciente della situazione per continuare a far finta di niente!!!!
    saluti

  10. PropostaAutore: Corrado. Data: 31 Marzo 2010 - 22:16   

    Sono un ricercatore della 2nda Facoltà di Ingegneria del Politecnico con sede a Taranto, prossimo a trasferirmi a Torino presso altro istituto di ricerca. La situazione di quel luogo è disastrosa. In particolare segnalerei arredi inadeguati per un ateneo, struttura in degrado, sede difficilmente raggiungibile, personale poco motivato e pochi ricercatori ‘indigeni’. La ‘performance’ complessiva è di pessimo livello. Eppure la Facoltà costituisce un presidio dove molti ragazzi tarantini hanno trovato accoglienza. In assenza del presidio in molti non avrebbero proseguito gli studi. Il ministro punta alla razionalizzazione degli atenei per conseguire risparmi e Taranto di conseguenza perderà alcuni corsi per l’a.a. 2010-11. Se però la ‘razionalizzazione’ dovesse continuare la sede di Taranto verrebbe soppressa. Credo che la Regione debba proporre un piano per il cosiddetto polo tarantino universitario. Sarebbe auspicabile come per Foggia costituire un ateneo a parte. E’ vero, ciò comporterebbe nuovi costi e forse soldi ai baronati (piccoli per la verità) ma sarebbe una buona soluzione per continuare a sostenere la domanda di formazione dei giovani tarantini. In cambio si potrebbe chiedere intanto alla Facoltà qualche piccolo sforzo di vera razionalizzazione, per esempio pretendere il pensionamento dei professori ‘over 65′ che costituiscono peso e spesa improduttiva.

  11. PositivoAutore: TITTY. Data: 1 Aprile 2010 - 10:35   

    Con felicità e orgogliolascio il mio nuovo contributo: innanzi tutto un ringraziamento a tutti gli elettori che hanno riconfermato il governatore.
    in qualità di studentessa universitaria chiedo che venga riconosciuta a brindisi la possibilità di godere del corso di laurea specialistica in economia e gestione delle attività marittime.
    soprattutto io quasi al termine del percorso triennale, cosa dovrò fare? lasciare brindisi, andare fuori regione, trovare un corso di laurea simile,sarebbe troppo semplice. voglio lottare per il diritto all’identità della Puglia, terra di cervelli, di menti, di studenti e non di ragazzi in fuga…voglio farla crescere, e lo dico io che tra 1000 sacrifici e molta caparbietà lavoro e studio e ho 24 anni, quella età che ti smuove, ti spinge a svegliarti….con fiducia e stima….tiziana crovella

  12. PropostaAutore: roberto caiazzo. Data: 2 Aprile 2010 - 10:14   

    La mense convenzionate se ne approfittano, cucinano malissimo, tanto gli studenti continuano ad andarci in quanto sono convenzionate, PROPORREI di far andare grandi chef nelle mense dell università pugliesi al posto di incompetenti!! Alla mensa di lecce (ecotekne) si mangia malissimo e nelle vicinanze c’è davvero pochissima possibilità di scelta, mentre a leon(spagna) (che ha un’università delle dimensioni di quella di lecce) dove ho effettuato l’erasmus si mangiava benissimo e c’era una grandissima varietà!!

  13. PropostaAutore: roberto caiazzo. Data: 2 Aprile 2010 - 10:18   

    Creare delle oasi universitarie come i campus americani!! più infrastrutture, più mense, più bar, più biblioteche, più attività sportive, più alloggi per gli studenti in campus universitari!!Cioè creare delle “città” universitarie per invogliare gli studenti a scegliere le nostre ottime facoltà dandoli come vantaggio la non mobilità!!! Molti meno spostamenti, molto meno traffico, molto meno stress, moloto meno perdita di tempo=> sistema più efficente, più apprezzato, stimolante e redditizio

  14. PositivoAutore: Prof. Ing. Michele Ciavarella. Data: 10 Aprile 2010 - 10:47   

    Ottima l’idea del piano quinquennale, e allineato con miei contributi su giornali e blog vari. Per es., su Tacco d’Italia anche due o tre contributi su un piano “stimulus” alla Obama, http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=9898. E sulla paura del “nuovo” per cui ho creato nuovo acronimo Not In My University (NIMU) http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=10125

    Poi trovate due video di immediato impatto su mia strategia per Politecnico a Taranto (http://www.youtube.com/watch?v=eUOk5ad8XBk) e per un rilancio addirittura italiano (Italian Science Debate http://www.youtube.com/watch?v=-CO3Gf7IWJU).

    Riassumendo propongo
    A) Un progetto “STIMULUS” immediato di ca.1 miliardo di Eu (0.5 per mille del PIL, equivalente ai 21 miliardi di Dollari degli USA in proporzione ai PIL) rifinanziando progetti già valutati (spostando la verifica all’ex-post) tra FIRB, PRIN, e altri, nonché finanziando un aggiuntivo 500MEu per il FFO eccezionalmente per quest’anno a chi formuli un Piano Strategico di Tagli e Nuove Entrate tipo quanto fatto da MIT che il taglio del 20% del patrimonio (da 10 a 8 miliardi di dollari) l’ha avuto in borsa (http://web.mit.edu/instituteplanning/). In questo modo, le Università siano chiamate a conquistarsi sul campo i 500MEu entro i 5 anni, con un vero progetto liberale e straordinario.

    B) Una GRANDE OPERA “UNIVERSITA’ E RICERCA” decennale, almeno raddoppiando gli stanziamenti del Piano Nazionale della Ricerca (12mld da confrontare per es con 35mld della Francia, e con il raddoppio promesso da Merkel e da Obama, che sono paesi che già oggi spendono almeno il doppio dell’Italia), magari ricorrendo al meccanismo del Grand Emprunt Francese, per far restare una dimensione perlomeno Europea il ns Paese e potersi confrontare non solo con gli USA, ma anche con l’emergere delle Tigri Asiatiche.

    C) Delle Correzioni alla Riforma Gelmini dell’Università, che, indipendentemente dall’eventuale progetto “Stimulus” che darebbe per es 500ml. al FFO, preveda strumenti efficaci perchè i Rettori possano davvero tracciare Piani Strategici triennali e quinquennali per tagli di sprechi e creazione di nuove entrate anche educazionali. MIT che ha fatto l’ “Institute Planning” è certo libero da quello che qualcuno ha chiamato “delirio burocratico” della presente forma di DDL Gelmini e la nota 160 — oltre 500 norme e paletti da seguire, che di fatto con il combinato disposto delle continue Riforme degli ultimi 20 anni, sembra perdere di vista l’obiettivo che c’eravamo posti con la Riforma Berlinguer appunto. Ossia quello di adeguare i ns parametri all’Europa, e non continuare ad avere metà delle percentuali di laureati nel Paese (oggi 12% rispetto a media ca.19%, ma con un 38% in Canada e 26% in USA), che si laureano tardi e abbandonano in molti casi. I reali tagli agli sprechi si possono fare, o le vendite degli immobili? Non c’è un singolo licenziamento possibile ed è tutto da verificare il vantaggio forse di dismettere qualche sede, se ce ne saranno davvero di chiuse. Nel cambiamento in fretta e furia, si rischia di tagliare semplicemente i deboli, non gli inutili — paradossalmente non solo si invita a sprecare di più, ma si premiano le potenti lobbies! Dove andranno i normali docenti delle sedi decentrate chiuse? Magari all’Estero (oggi gli studenti italiani all’estero sono ben 60 mila (dati Fondazione MIGRANTES, riportati su CorSera del 3 Febbraio 2010), su totale italiano di 1.8 milioni, ossia il 3%, confrontabile con il dato delle Università Private italiane, intorno al 5%). Si stanno agevolando forse le Università Private, che ovviamente costano in genere 10 volte piu’ delle Pubbliche, e anche le Università straniere, circa in egual misura. Ma in entrambi i casi, stiamo trascurando oltre il 90% della popolazione studentesca! Perché la Riforma sia meno provinciale e maliziosa nelle impostazioni di base, per le università statali, si faccia riferimento alla University of Phoenix in USA che ha 200 sedi distaccate essa sola, 400 mila studenti (e punta al milione), e 2.5 miliardi di dollari di finanziamento federale! Se questo è il modello di liberismo, ispiriamoci pure. Noi sembriamo seguire piuttosto un modello di collasso di società sovietica post-caduta del muro. Una cosa saggia sarebbe forse lasciare ai Rettori il tempo di ritrovare orgoglio e coraggio di scelte difficili, come quelle di chiudere dei corsi, o riorganizzarli in chiave moderna modificando gli ordinamenti contestualmente ai “tagli”, senza inseguire subendole delle scadenze incerte, nell’impressione che il Ministero lavori contro i Rettori stessi invece che in collaborazione. Notevole l’iniziativa di Napoli II, ossia FEDERICA, un portale di Web-learning , che potrebbe rimpiazzare gli esperimenti a questo punto falliti in gran parte, delle Università Telematiche lanciate dal Min. Moratti e Stanca.

    D) Un piano di Ribilanciamento tra fuga e rientro dei cervelli (che comporta una nuova politica di immigrazione di cervelli): che affronti il problema nodale per il futuro del Paese. In particolare, se molti parametri di spesa in R&S, in percentuale di laureati, in numero di operatori della Ricerca, sono circa alla metà delle medie Europee e OECD, un parametro assolutamente più critico è quello del bilancio tra fuga e rientro di cervelli, e la penetrazione di stranieri nel sistema della ricerca e dell’Università (lo “splendido isolamento” come lo chiamava in un libro R.Perotti della Bocconi e colleghi). Dati affidabili su immigrazione di cervelli dicono che - - in Italia solo 1.3 % degli immigrati sono laureati (dati OECD 2005), mentre in USA sono il 42.4%, quasi quaranta volte di piu’, peggio di noi solo Irlanda Polonia e Messico nei paesi OECD! In pratica, gli USA hanno una bilancia di cervelli positiva per 8milioni di persone, noi negativa per 50mila. Simili rapporti tra i ricercatori: ogni anno ne escono in 30mila e ne entrano 3000, un bilancio negativo di 27mila persone altamente qualificate e che sono costate centinaia di migliaia di Euro di formazione in Italia, per poi lavorare per paesi esteri, senza che cio’ sia bilanciato da uguale scambio inverso! Sembra, come dico recentemente che si abbia “paura del nuovo”, oltre ai noti acronimi NIMBY, NIMTO, BANANA, e NIMU, un nuovo acronimo che ho creato per descrivere la situazione sarebbe “Not In My University”.
    Sulla risposta banale: non ci sono fondi? Risponderei in 2 modi. Intanto, per le Grandi Opera pare che ce ne siano eccome, come ce ne sono stati per le Banche e le Rottamazioni durante la crisi (Anche se meno del 1% del PIL, mentre Obama ha superato lo 2.5%). Inoltre, va denunciato che in teoria basterebbe utilizzare i fondi Europei che nel periodo 1995-2006 sono stati inutilizzati per ben 30 miliardi di Euro, e non per colpa di un solo Governo, di una sola amministrazione, anzi in genere non si riesce a capire per colpa di chi – è già parecchio arrestare i casi piuù eclatanti.

    Sia i Governi Prodi che Berlusconi hanno peccato di trascurare la Ricerca a favore di emergenze varie di altre categorie. Ma nel lungo termine cosa succederà di questo Paese, resteremo tra i Paesi Sviluppati? In Italia, su questi temi fondamentali, occorre avere una politica di largo respiro, bipartisan, strategica.

    Per le sedi decentrate, ho lanciato due gruppi Facebook,

    TUTTI UNITI PER NON CHIUDERE LE SEDI DECENTRATE DELLE UNIVERSITA’ ITALIANE
    http://www.facebook.com/group.php?gid=108147102552060#!/pages/TUTTI-UNITI-PER-NON-CHIUDERE-LE-SEDI-DECENTRATE-DELLE-UNIVERSITA-ITALIANE/116715348343469?ref=ts

    TUTTI UNITI X NON CHIUDERE I CORSI DELLA FACOLTA’ DI INGEGNERIA DI TARANTO!
    http://www.facebook.com/group.php?gid=108147102552060

    In pratica, quello che voi proponete con il PIANO QUINQUIENNALE e’ molto simile a quanto proponevo io — in particolare in riferimento al piano di altissimo livello fatto da MIT per reagire alla caduta in borsa del suo patrimonio di ben 2 Miliardi di Dollari. (http://web.mit.edu/instituteplanning/). Sull’ultimo numero di Campus-PRO per es. trovate “Didattica di eccellenza, un’utopia fra gli ostacoli, CampusPRO - Marzo 2010″ a pag.26.

    Premessa
    La crisi delle università italiane ormai somiglia alla crisi Alitalia+Termini Imerese messe insieme, e si estende persino alle Università “telematiche” che pure nascono con premesse molto più moderne, e vincenti in altre parti del mondo. Prima o poi si arriverà alla soluzione di rilanciare la parte buona, e commissariare la parte cattiva facendola pagare ai contribuenti. Naturalmente, la tendenza alla “autoproclamazione” dell’eccellenza meritocratica, da cui lo stesso inventore della parola “meritocrazia” (Michael Young) aveva messo in guardia, è particolarmente forte in Italia. Tuttavia, le riforme “meritocratiche” Gelmini sono talmente ingenue, che si può sperare nel genio italico per trovare soluzioni più brillanti.

    Al grido di “abbandonare l’università italiana al suo destino”, università “malata”, “truccata”, vari illustri economisti (Perotti di Bocconi, Alesina di Harvard) hanno fatto partire già dal Ministro Moratti, e ora con Ministro Gelmini, un collasso dell’Università Statale, con tagli sempre più decisi, ma senza una strategia di lungo corso, in controtendenza con i risultati faticosamente ottenuti per il processo Bologna negli ultimi 20 anni per cercare di agganciare i parametri dell’Europa. Ebbene, nonostante l’apertura di quasi 300 sedi periferiche per assecondare la tendenza dei mammoni, siamo peraltro sempre ancorati alla metà della media Europea dei laureati. Con le riforme della nota 160, addirittura anticipate da alcuni Rettori (a volte sembrano talmente informati da saperlo prima ancora del Ministro!), si potrebbe tuttavia rischiare, proprio per eccesso di velicità, di distruggere rapidamente le Università con un prestigio storicamente risalente al medioevo.

    Le mie 5 proposte operative

    L’impostazione della Riforma parte dalla premessa che si sia proliferato con malizia. E ovviamente non da i criteri per tagliare, lasciando ad una guerra selvaggia che non necessariamente porterà a risultati migliori.

    1) Respingere al mittente la nota 160 perché sfianca ulteriormente e impoverisce troppo i percorsi di laurea – Se i Rettori non fossero troppo cauti (che siano tutti Don Abbondio come dice Giorgio Celli nel suo ultimo libro? Peraltro essendo anche lui Rettore, dovrebbe dare l’esempio con la sua Luiss!)

    2) Ribaltare, almeno a livello concettuale, l’ordine tra art.34 e art.33 della Costituzione, ossia dalla Università aperta a tutti, dovunque, di ogni ordine e grado, a quella dei “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”, (accesso programmato, tests GMAT, qualità misurata a entrata e uscita primo anno…., freno alle lodi regalate, con delle “quote”)

    3) Introdurre criteri corretti di competizione sana e sportiva meritocratica, in cui i vincitori della classifica non si decidono a posteriori alla Luciano Moggi …

    4) Appoggio proposte a “low cost” per aumentare le sedi periferiche non diminuirle! In cui i “paletti della riforma Gelmini” si aggirano avendo i Garanti tutti nella sede principale, e poi aprendo varie sedi periferiche, secondo modello Cubano della Terza Revolucion Educativa. Che la Gelmini aprisse al modello Cubano, era forse da Lei e dal Governo non previsto!

    5) Al miliardo e mezzo di tagli FFO, reagire sul mercato, verso i 18 mil. di studenti lavoratori (a 3000Eu/anno, sono 72 miliardi di Euro freschi teorici, ossia 10 volte attuale FFO!) e rivaluzione scaglioni tasse, aumentando sedi periferiche “low cost” E-learning Open Course Ware da tutto il mondo, alla Rettore Bambino. Iscrizione tempo parziale in largo uso. Un business che i privati delle prime telematiche avevano intuito, ma fatto da loro con i crediti regalati e gli scandali conseguenti (i laureati “precoci”), con il parziale e insufficiente freno di Mussi, e l’ottimo reportage di Giovanni Floris di FABBRICA DI IGNORANTI.

    Trovate molti altri punti su Italian Science Debate, www.sciencedebate.it

    Andrebbe fatto un incontro per amalgamare volentieri le mie idee con la vs idea di Piano Quinquiennale, sono disponibile ad incontri.

    Prof. Michele Ciavarella

    Prof. Michele Ciavarella
    Politecnico di BARI
    V.le Gentile 182
    70125 BARI, Italy
    tel+390805962811 fax+390805962777
    web page: http://poliba.academia.edu/micheleciavarella

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    Other contacts
    facebook: mike ciavarella http://www.facebook.com/group.php?gid=425540375175&ref=ts

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    Editor, ITALIAN SCIENCE DEBATE
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    Associate Editor, Ferrari MilleChili Journal, http://imechanica.org/node/7878

    Vogliamo i corsi dell’ Università Italiana tutti su facebook!
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    CORSO DI PROGETTAZIONE ASSISTITA DI STRUTTURE MECCANICHE
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    MECCANICA DEI MATERIALI & COSTRUZIONE DI MACCHINE 2009/2010 TARANTO
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    Politecnico di BARI
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    Italian Science Debate
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  15. PositivoAutore: Agnese. Data: 10 Aprile 2010 - 11:25   

    Egregio Presidente,
    ho riposto la mia fiducia in Lei, perchè facendo ricerca nel mondo accademico, ho avuto modo di apprezzare quello che ha fatto per gli studenti universitari pugliesi, dando luogo a iniziative davvero lodevoli. La prego, però, non si fermi e punti sulla cultura per la rinascita della nostra Regione. Tutti i Paesi più all’avanguardia nel mondo, nei momenti di crisi, investono nella ricerca e nell’istruzione per creare classi dirigenti adeguate e competenti. Lo faccia anche Lei, Presidente, contro il Governo italiano che sta uccidendo la scuola/università. Io faccio ricerca presso la Facoltà di Ingegneria di Taranto e la situazione in cui versiamo è drammatica. Abbiamo dovuto chiudere un corso di laurea per adeguarci alle maledette direttive della Gelmini e corriamo ancora sul filo del rasoio. Eppure la nostra Facoltà poteva e DEVE essere motivo di orgoglio per la città e la Regione, se solo fosse messa nelle condizioni di progredire. Ci mancano le strutture adeguate ad un polo universitario (da aule attrezzate a laboratori efficienti), ci manca personale e, più di tutto, ci manca la fiducia. E la fiducia deve darcela Lei, Presidente, investendo sulle menti che lavorano insieme a me e che ogni giorno producono cultura e innovazione, con sacrificio e dedizione. Taranto, come Lei sa benissimo, è afflitta da mali terribili, da mali che ci uccidono ogni giorno, lentamente, ma inesorabilmente. La presenza dell’Università deve essere ancora più contestualizzata alla realtà che viviamo, permettendoci di studiare le criticità che l’affligono e di preparare i nostri giovani per affrontarle nelle realtà industriali che hanno sede nel territorio (Ilva, Eni, Alenia, Vestas…), senza essere costretti a partire per mete lontane, arricchendo altri territori della formazione che noi abbiamo dato. Solo però con un atto di profonda fiducia e investimento possiamo dar luogo a una nuova era dell’istruzione pugliese. E mentre l’Italia arretra culturalmente, noi potremmo essere la “mosca bianca” , andando in totale contro-tendenza rispetto alle attuali leggi . Ci pensi Presidente!!!

  16. PropostaAutore: Filippo Renò. Data: 26 Aprile 2010 - 8:37   

    Carissimo Presidente,
    sono tarantino, sono un professore associato in una facoltà di Medicina e Chirurgia del Piemonte e mi occupo di un settore a forte valenza innovativa e tecnologica come l’ingegneria tissutale. Non voglio dilungarmi troppo in discorsi sui massimi sistemi, ma da osservatore esterno ma interessato vorrei suggerirti, tra le altre cose, la possibilità di sostenere economicamente gli studenti pugliesi che vogliano laurearsi o specializzarsi fuori puglia o fuori italia con l’accordo che ritornino per almeno due anni a lavorare “a casa”. Vogliamo chiamarle borse di studio, assegni di formazione, magari finanziati da banche e fondazioni e ogni tipo di organizzazione, dalla parrocchia al sindacato ? Vedi caro Presidente, avere università legate al territorio è fondamentale per la crescita del territorio stesso, averle disseminate aiuta a richiamare fasce di studenti che magari si avvicinerebbero con difficoltà all’università, ma l’essenza dell’università è lo scambio di idee e di esperienze, altrimenti il rischio è la sterilità intellettuale. Mi rendo conto di andare controcorrente, ma bisogna lavorare su due fronti: creare università e creare mobilità, se si vuole allargare le possibilità di successo delle prossime generazioni di pugliesi.
    Questa è la mia “modesta” proposta.
    Tanti cari auguri di buon lavoro in attesa di fruttuose “invasioni di campo”


13 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: Emergenza mafia

In un'intervista pubblicata oggi sull'edizione di Bari di Repubblica, Nichi parla dei silenzi della politica e della società civile dopo gli arresti dei capi ultrà del Bari e lancia un allarme: 'E' arrivato il nostro momento. Non si può soltanto parlare di lotta alla mafia mandando avanti il codice penale'. [...]Continua >

11 Maggio 2012 / autore: Nichi

Post: Verità…

È bene che si sappia che il miliardo di cui parla il governo, proviene dai fondi strutturali ed è il risultato del deficit di spesa dei Ministeri. Riprogrammarle per non perderle era l’unica strada da percorrere. [...]Continua >

10 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: Il modello Hollande

'Per me seppellire il berlusconismo significa tornare a parlare ad esempio di lavoro in una logica di radicale discontinuità rispetto a quello che hanno fatto ministri come Sacconi. Invece vedo che il governo Monti si presenta in conclamata continuità con quel passato'.
Cosi Nichi Vendola dalle pagine de Il Messaggero di oggi. [...]Continua >

9 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: In bici

Vi proponiamo un'insolita intervista a Nichi ai microfoni di Radiobici che lo ha ospitato in tandem a poche ore dai risultati delle elezioni amministrative. Trenta minuti di pedalata di cui potete vedere due spezzoni:
Guarda i video

9 Maggio 2012 / autore: redazione

Articolo: Il club del rigore

'Tutti gioiamo per Hollande, io sono pronto a firmare subito un programma come quello, ma qui in Italia la politica "alla Hollande" non c'è, non si vede quella forza nel capovolgere gli idoli pagani del liberismo'. Così Nichi nell'intervista pubblicata su l'Unità di oggi. [...]Continua >