nichivendola - 2013

Economia e Sviluppo

Aiutare le imprese è possibile, a patto che queste si impegnino ad assumere pugliesi, creare posti di lavoro, distribuire benessere e giustizia sociale.
Oggi la Puglia è l’unica regione italiana ad avere un catalogo completo di incentivi alle imprese.
23 contratti di programma sottoscritti non significa aver distribuito incentivi a pioggia, ma su progetti mirati di implementazione di impianti e di ricerca (con ricadute da 5 a 50 milioni di euro per azienda).
Tutti i bandi sullo sviluppo economico (tranne la ricerca) della Regione sono a sportello. Questo impedisce di far preparare domande su scadenze, aiutando le imprese a chiedere sostegno quando occorre.
Per questo mentre in altre regioni chiudono gli stabilimenti, in Puglia le grandi multinazionali aprono nuove sedi (p.es. la Graziano trasmissioni o la Bosh).
Il nostro progetto è di trattenerli qui grazie ai Distretti industriali che consentiranno di proiettare sul territorio delle PMI la grande massa di investimenti internazionali. I settori in crisi come il Tac (tessile-abbigliamento-calzaturiero) devono essere sostenuti nel loro sforzo di ripensare il prodotto e le modalità produttive. Questo deve fare una Regione che guarda lontano.

6 Contributi (Positivo Positivo - Negativo Negativo - Proposta Proposta)

  1. Autore: Sergio Perrone. Data: 12 Marzo 2010 - 22:10   

    segnalazione di errata corrige: Bosch, multinazionale tedesca

  2. NegativoAutore: roberto. Data: 24 Marzo 2010 - 20:28   

    SONO un elettore GALLIPOLINO CHE VIVE A FIRENZE, impiegato statale, amante dell’ambiente naturale, che odia l’inquinamento di ogni tipo e contro la caccia; desidero protestare per una politica del territorio troppo penalizzante per i proprietari terrieri a causa di vincoli ambientali troppo restrittivi e penalizzanti (più di quelli esistenti in Toscana, da tempo detta “la piccola unione sovietica”) che impediscono ogni forma di miglioramento o variazione colturale “a prescindere”.. chè bisogno c’è di impedire modifiche o miglioramenti culturali rispettosi dell’ambiente? perchè impedire ai proprietari che non siano contadini di avviare attività che rispettino e non pregiudichino l’ambiente naturale preesistente? tutti sanno che l’agricoltura non può sopravvivere se non combinata e sotenuta da qualche attività del terziario (servizi, risotrazione, turismo, commercio) che faccia dell’agricoltura stessa uno strumento eco-compatibile di sviluppo economico e sociale di un territorio nonchè fonte di occupazione. L’anno capito nelle regioni italiane più sviluppate (vedi Toscana, Emilia-Romagna, nord italia ) ma in Salento viene idealizzata una situazione di “congelamento dell’esistente” che impedisce lo sviluppo economico del territorio! Il sottoscritto ha ereditato un terreno di 6 ettari, in zona sottoposta a vincolo ambientale. Non posso sostituire un albero vecchio e malato con uno più giovane e di migliore qualità, non posso sotituire un mq. di uliveto con vigneto o frutteto nè fare altre piccole operazioni di miglioramento fondiario senza pericolo di vedersi la guardia di finanza a casa! Al contrario, deve pagare le tasse e gli operai per la necessaria pulizia e manutenzione del fondo (senza le quali diventerebbe pericoloso per chi ci và) pagando di tasca propria senza alcuna possibilità di ammortizzare i costi, tutti a carico del mio povero stipendio! inoltre devo tollerare i cacciatori e se voglio recintarlo devo fare solo “muri a secco”, la cui nutenzione e costosissima. come se non bastasse, sul mio terreno c’è una masseria che con grande sacrificio mio e dei miei familiari abbiamo ristrutturato e consolidato per evitare che crollasse, senza modificarne minimamente la struttura preesistente; con la nuova normativa, da fabbricato rurale tale “masseria” è stata accatastata come civile abitazione, anche se priva di utenze di acquedotto (solo dal pozzo), spazzatura, corrente ad uso civile e telefono o televisione! E’ giusto pagare un ICI per tale fabbricato al pari di una abitazione cittadina? Visto i costi di mantenimento, stò cercando da tempo di “svendere” tale terreno, ma di venditori non se ne trovano. La mia situazione e quella di tanti altri proprietari terrieri e agricoltori del salento. E’ giusto tutto ciò? E’ giusto che un proprietario terriero debba farsi carico suo malgradio di tali costi ambientali senza ottenerne alcun beneficio? Non è più giusto che siano gli enti locali a occuparsi della salvaguardia dell’ambiente con la creazione di parchi e aree verdi (come fanno ad es. in toscana) anzichè affidarli a privati per fare cassa?

  3. PropostaAutore: Michele. Data: 2 Aprile 2010 - 10:07   

    I settori TAC a cui si fa riferimento nell’articolo non hanno futuro in Puglia e sarebbe uno spreco di risorse sostenerli con soldi pubblici. Sono infatti per la maggior parte produzioni a basso valore aggiunto esposti inevitabilmete alla concorrenza di Paesi emergenti. Se proprio si vogliono destinare fondi a questi settori bisognerebbe darli a patto che le produzioni siano riconvertite in prodotti di gamma alta/altissima in cui si valorizzi l’artigianalità delle lavorazioni..ma non è facile perchè molto ha a che fare anche con la mentalità degli imprenditori..
    L’idea di Vendola di creare dei distretti in Puglia in cui far sviluppare industrie nel campo delle energie rinnovabili è molto più “moderna” e sarebbe auspicabile destinare incentivi alle imprese in questo campo.
    Saluti ML

  4. PositivoAutore: GIANNA. Data: 8 Aprile 2010 - 9:53   

    Invito la regione puglia a sostenere e fare qualcosa per le Pmi, artigiani, soffocati da equitalia.

  5. PositivoAutore: Donato. Data: 12 Aprile 2010 - 11:44   

    Concordo a pieno con il sig.Roberto.
    Ho ereditato 4 ettari di terreno, diviso tra uliveto e bosco sito a Massafra Ta, per il rispetto del parco delle gravine ( non ci sono gravine nel raggio di 7 km ) non si può creare o modificare nulla.
    Questo terreno per me è un costo che non trova modo di essere ammortizzato, viene periodicamente bonificato a mie spese, per il piacere dei cacciatori che trascorrono il loro tempo libero.
    Signor presidente dia la possibilità di creare, modificare, migliorare sempre nel rispetto dell’ambiente e la protezione della fauna. installare pannelli fotovoltaici, campi da gioco per soft air, parchi protetti a spese comunali, etc.
    Dai, modifichiamo dei vincolo depressivi per la nostra crescita regionale.

  6. PropostaAutore: mariella. Data: 19 Maggio 2010 - 20:22   

    Carissimo Nichi
    Sono una imprenditrice di Bari e mi ispiro al libro di Lester Brown Plan B 3.0 – Mobilizing to save civilization http://www.earth-policy.org/index.php?/books/pb3/PB3ch13_ss2. Brown indica la necessità di riallocare le tasse, abbassando quelle sul reddito e innalzando invece quelle sulle attività dannose all’ambiente come una delle azioni per cambiare il nostro attuale sistema economico e salvare gli ecosistemi e la nostra civiltà.
    In Italia abbiamo una imposta, l’IRAP, che di fatto appesantisce il costo del lavoro senza tenere in alcuna considerazione gli impatti sull’ambiente e i costi derivanti dall’inquinamento determinato dalla produzione delle aziende.
    Perché non pensare di introdurre aliquote IRAP differenziate in modo da agevolare le aziende più virtuose dal punto di vista ambientale e far pagare di più le aziende che hanno maggiori impatti sull’ambiente? Mi risulta che ci siano dei precedenti, per esempio la Regione Toscana ha introdotto agevolazioni per le aziende certificate ISO14001 o EMAS, ma si potrebbero anche prevedere delle aliquote differenziate per settori.
    Mi piacerebbe che si aprisse una discussione su questa proposta.


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