nichivendola - 2013

Economia e Sviluppo

Gli investimenti in eolico e fotovoltaico sono partiti solo nel 2006 in Puglia. Oggi siamo i primi in Italia con quasi 60 Mega Watt impiantati e circa 200 autorizzati. Le energie rinnovabili sono sdoganate. Ma non è ancora una green economy.
Nell’immediato futuro faremo entrare le rinnovabili nelle città pugliesi finanziando i comuni per sostenere l’efficienza energetica attraverso l’abbattimento dei consumi di energia pubblica e privata. Si creeranno così migliaia di posti di lavoro tra progettisti, manutentori, impiantisti e costruzioni.

5 Contributi (Positivo Positivo - Negativo Negativo - Proposta Proposta)

  1. PositivoAutore: Antonio. Data: 14 Marzo 2010 - 23:46   

    Caro Presidente, ritengo sia indispensabile puntare sulle energie alternative, ma seguendo però un filo logico regionale che abbia come obbiettivo lo spegnimento di ciminiere (come Cerano) che hanno contribuito per anni a far aumentare a dismisura i casi di neoplasie in puglia (specie nel salento).Penso che la Regione Puglia si debba dotare di un piano Energetico Regionale grazie al quale si studino i siti più adatti ad ospitare impianti Fotovoltaici o eolici in modo da non danneggiare zone di interesse turistico o archeologico (la Puglia l’anno scorso dopo decenni è riuscita a farsi apprezzare come ottima località turistica) e da non creare problemi di salute per i cittadini.Ritengo che non si possa demandare ai comuni questa responsabilità e che sia necessario un controllo e una programmazione che solo la Regione può fare.

  2. PositivoAutore: Silvio Salvemini. Data: 17 Marzo 2010 - 16:55   

    Ho preso parte all’apertura della Fabbrica di Nichi tenutasi a novembre alla Fiera del Levante , quando si è dato vita ad un esperimento di programma partecipato. Per quanto mi riguarda ho seguito i lavori al tavolo “ambiente-energia” e dato che mi ritrovo degli appunti, li condivido con voi:

    incentivare la microproduzione invece che le produzioni in larga scala (teoria di Rifkin);
    considerare le problematiche legate al trasporto dell’energia (dispersione; impatto sull’ambiente e sulla salute);
    Adeguamento regolamenti edilizi improntati al basso consumo energetico e all’indipendenza energetica: integrare nell’architettura impianti per la produzione energetica; utilizzo del metano per produrre energia e non solo riscaldamento (attraverso impianti di co-generazione);
    Incentivazioni conto energia;
    Produzione diretta in Puglia di impianti fotovoltaici (anzicché importare impianti e tecnologie dall’estero) con ricerca annessa;
    Considerare il ciclo di vita degli impianti: dalla nascita allo smaltimento/riutilizzo (prevedere un obbligo di smaltimento per le aziende che utilizzano tali impianti);
    Centrali a biomasse: imporre l’uso di carburanti derivanti da filiera corta, col coinvolgimento più efficace delle popolazioni interessate circa la salvaguardia delle specificità territoriali; rivedere le procedure di VIA spesso inefficaci nel tutelare il territorio contro gli appetiti imprenditoriali;
    Concessioni per impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili su aree industriali dismesse (con l’obbligo di bonifica delle aree prima e dopo l’utilizzo delle concessioni);
    Investimenti pubblici diretti nella produzione di energia da fonti rinnovabili (pubblico-privato: municipalizzate);
    utilizzo delle superfici degli edifici pubblici;
    Politiche per il risparmio energetico: campagne di sensibilizzazione;
    investire nell’illuminazione pubblica a basso consumo;
    Piani energetici territoriali: creazioni di “reti energetiche” che possano coinvolgere più comuni limitrofi;
    verificare che tutti i comuni siano dotati di un piano energetico secondo le direttive regionali;
    Sportelli informativi per l’energia destinati ai cittadini, su vari livelli: comunale, provinciale, regionale;
    Nuove tecniche di produzione: mini-eolico (ideale per terreni agricoli), parchi eolici off-shore (distanti dalla costa quando basta per renderli invisibili), fonti di recupero dalle produzioni industriali (tri-generazione).

    In definitiva vi è la necessità di calcolare il fabbisogno energetico dei terrotori(regionale/provinciale/comunale), di verificare le fattibilità economiche, di tener conto della sostenibilità ambientale, puntare all’efficenza energetica (contro le dispersioni e gli sprechi), creare sensibilità nei cittadini coinvolgendoli maggiormente in percorsi partecipati.

  3. PositivoAutore: Fabrizio. Data: 27 Marzo 2010 - 19:06   

    Sarebbe interessante sapere come e in che tempi il nostro futuro Presidente intende rispondere al blocco di fatto di tutti i cantieri aperti di impianti fotovoltaici da 1 MW a seguito della pronuncia di incostituzionalita’ della Legge 31/08 che ha bocciato la DIA.

    Imprese pugliesi che nell’ultimo anno sono cresciute in termini di occupazione e fatturato rischiano di mandare tutti a casa nel giro di pochi giorni.

    Siamo molto preoccupati e un segnale di indirizzo da parte di Nichi sarebbe per tutti un’importante conferma.
    Si rischiano centinaia di procedimenti da parte dei Comuni nell’esperire azioni in Autotutela con irreparabili danni per l’intera collettivita’.
    Nichi, per cortesia, dai a tutti noi un segnale di immediata speranza !
    Grazie

  4. PositivoAutore: Antonio Aghilar. Data: 31 Marzo 2010 - 15:26   

    LA DIFFUSIONE DELL’INNOVAZIONE e della conoscienza
    Credo che una idea molto positiva ed attuabile con pochi mezzi finanziari possa essere la creazione di “tecnostrutture territoriali” (nell’ambito di bacini tipo di ogni 10.000 abitanti) in grado di dare supporto alle P.A. ed ai privati cittadini che intendano presentare progetti nell’ambito dei bandi POR-FSE.

    Magari tali tecnostrutture, che sarebbero anche sportelli-centri di competenza-e diffusione delle informazioni sui Bandi, potrebbero crearsi pubblicando un apposito Bando del tipo “principi attivi” che richieda a gruppi informali di giovani laureati (tipo in economia, ingegneria etc…) di costituirsi in società di capitali finanziate però dalla Regione solo nella fase di “start up” prevedendo poi che esse possano “camminare con le proprie gambe” . Tali associazioni opererebbero in “convenzione con la Regione” nel senso di obbligarsi a seguire corsi di aggiornamento periodici sui nuovi bandi emanati, in maniera tale da poter svolgere al meglio un attività di consulenza la cui retribuzione sarebbe interamente a carico degli utenti finali secondo le normali regole, entro però dei ben fissati margini di tariffe, ovvero impegandosi a corrispondere una parte della proprio compenso per la formazione e gli aggioramenti ricevuti dai tecnici della Regione per gli anni successivi al primo anno di vita. In sunto il patto è il seguente: Io Regione invoglio i giovani laureati a mettere insieme le proprie competenze e successivamente mi impegno a formali. E in cambio loro, a fronte dell’obbligo di seguire i corsi e di tariffe pre-fissate, forniranno il massimo supporto possibile a chiunque, pubblica Amministrazione o privati, intenda presentare progetti nell’ambito dei vari Bandi POR-FSE.
    Che ve ne pare?

  5. PositivoAutore: giovanni. Data: 7 Aprile 2010 - 0:10   

    ciao Presidente,
    sarò meno istituzionale degli altri ma vorrei dare la mia proposta che lega a doppio filo lavoro-ecologia ed economia sostenibile.
    Relativamente alla diffusione del fotovoltaico nella nostra regione (del quale sono un fermo sostenitore) sarebbe più produttivo incentivare con contributi regionali accanto al piano di incentivi nazionale la distribuzione capillare tetto per tetto dei sistemi fotovolataici, per alcuni motivi princiapli:
    1. autonomia energetica delle singole abitazioni
    2. ricchezza/benessere diffuso tra i cittadini residenti e non concentrata in mega impianti spesso di investitori terzi
    3. sfruttamento di tetti e solai al posto di terreni utili per altre coltivazioni
    4. maggior tutela dell’ambiente scongiurando di svendere la nostra terra per pochi euro a investitori che noleggiano terreni per 20 anni e poi vanno via abbandonando tutto

    Oviamente questo incentivo porterebbe benessere,vantaggi, occupazione e Sostenibilità.

    La mia applicazione vale anche per le PMI.

    grazie per l’attenzione

    Dr B.


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