La Regione completerà i processi di internalizzazione dei lavoratori della sanità che prima lavoravano, per conto di aziende appaltatrici e cooperative, in condizioni di precarietà e sottosalario.
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La Regione completerà i processi di internalizzazione dei lavoratori della sanità che prima lavoravano, per conto di aziende appaltatrici e cooperative, in condizioni di precarietà e sottosalario.
Positivo -
Negativo -
Proposta)perfetto, mettetelo in pratica veramente
PRESIDENTE scriverei un manuale….. ma non c’è chi me lo pubblica, ovvero chi avrebbe tale coraggio.
LA MEDICINA FA MALE, agli ammalati, MA SANA GLI IMPRENDITORI.
In italia dobbiamo trovare una terza figura, nuova, da integrare alle due esistenti, cioe pubblico, privato convenzionato.
I secondi saprofiti, si ingrossano sulle incompetenze dei primi, ma purtroppo sono più efficenti e quindi hanno maggiori margini di guadagno.
Quindi i primi guadagnano i secondi spendono……
Perchè……..
La risposta io la conosco…………….
Ma Lei PRESIDENTE ha la soluzione………
In merito alle liste d’attese i modi di smaltirle, è facile, superare l’ostacolo, bypassare, oppure disostruire……ossia meno prestazioni richiese….quindi linee guida regionali, per medici di base, specialisti; oppure ampliare il numero dei centri ai privati, ovvero potenziare il pubblico, o semplicemente far lavorare anche il pomeriggio, e la sera i dipendenti pubblici per abbatere le liste d’attesa….
ma quale operatore di diritto e di sanità altro avrei da consigliare, senza ledere alcuno…..
i paragrafi precedenti sono molto importanti e li condivido, come condivido quest’ultimo. ma c’è da aggiungere anche lo sviluppo dell’aspetto “umano” nell’interazione tra malato, medico e famiglia. non so nel resto della puglia come si svolge il contatto, ma negli ospedali del salento esistono situazioni racapriccianti, medici e infermieri adottano un’attitudine di ostruzionismo e superiorità di fronte al ricoverato e alla sua famiglia, li considerano ambedue subalterni alle decisioni e al metodo del trattamento. si forma così una disumanazione delle prestazioni ospedaliere, un’atmosfera carica di tensione che non giova al malato, né alle famiglia che fa dei sacrifici per accudirlo. forse, il fatto che la famiglia lo accudisca, il personale medico, infermieri, svolgono il minimo indispensabile, cioè, solo i trattamenti prescritti e si deresponsabilizzano completamente del lato umano, del morale, del dialogo che dovrebbero sempre esercitare sul paziente. infine trattandosi di una professione dal carattere sociale e di salute pubblica, con quali criteri viene scelto il personale medico in generale, affinché svolga le sue competenze a 360 gradi?
La salute e le scelte politiche in merito sono positive, continuate a percorrere la stessa strada.
Oltre le internalizzazioni, ci vorrebbero altre stabilizzazioni, e i concorsi pubblici (sbloccare le condizioni almeno al livello regionale, che impongono dei limiti , a questo).
In modo tale da aiutare i lavoratori e le famiglie , perchè il reddito e la distribuzione del reddito è importante, per un economia sana. Sia nella famiglia , come nella società.
Con le internalizzazioni e le precedenti stabilizzazioni, si sono fatti passi da gigante, contro il precariato.Ma le sole internalizzazioni ora permetteranno a chi non è vincitore di concorso pubblico di essere assunto a tempo indeterminato, a chi invece è vincitore di concorso o avviso pubblico a 1 un anno (o chi ha il cococo o cocopro), con rinnovo di 3-6- 2 mesi per volta, ci sarà un’assunzione definitiva?
Tenendo conto che l’ingresso nel mondo del lavoro, per entrambe le categorie è diverso. Sia per quello formativo, che per la procedura di selezione per poter lavorare in un ente pubblico.Se si potrebbe dopo le internalizzazioni, avviare un processo di stabilizzazione, con dei criteri consoni al problema, per le professioni che si occupano o per le categorie che svolgono mansioni nella sanità.
Penso che questa sia una proposta su cui la Puglia Migliore (Sanità in crescita) , può fare qualcosa.
Presidente, sottopongo alla Sua attenzione due punti:
1)L’unificazione delle ASL continua a presentare notevoli problemi gestionali che avrebbero potuto essere meno gravi, se in precedenza fosse stata predisposta una seria informatizzazione, mirata non solo agli aspetti economici, ma anche a quelli clinici.E’ stato pubblicato qualche anno fa un report AICA -Bocconi su quanto sarebbe possibile risparmiare nella sanità grazie ad un serio programma di informatizzazione.
2) pur comprendendo che sarebbe necessaria una legge nazionale, Le proporrei di imporre ai medici la scelta fulltime: o nel pubblico o nel privato. Forse le lista d’attesa sarebbero più corte. Grazie
Presidente, intanto le mie congratulazioni , seppure in leggero ritardo, per la sua ennesima dimostrazione di coerenza che ritengo l’elemento essenziale che l’ha portata a vincere di nuovo le elezioni nella Ns.splendida regione. Dico nostra seppure io viva (ahime) in regione diversa causa lavoro. Mi occupo di riabilitazine neurologica e spero sempre che oltre ai processi di stabilizzazione che riguardano i tanti, molti colleghi della sanita Pugliese un giorno possa arrivare una qualche svolta che permetta ai tanti capitali umani ( come me) di ritornare a prestare la propria opera in terra natia( magari proprio sul gargano), sarà utopistico realizzarlo ma almeno sognarlo è un diritto.Soprastutto sognare che i tuoi figli possano vivere la tua stessa cultura. Lo so la carenza di organici all’interno di H pugliesi è cronica, ma i segnali positivi che giungono dalla mia terra mi òlasciano ancora sperare.
Mi piace la politica che lei propone almeno da quelle poche notizie a cui riesco ad arrivare nabvigando sulla rete,. Non sapevo dell’esistenza del suo blog, l’ho appreso seguendo la sua intervista su un emittente nazionale.
Le rinnovo la mia gratitudine per ciò che già sta facendo e per ciò che riuscirà a fare all’interno di quel calderone che è la sanità Pugliese.
Grazie presidente
Questa proposta è volta ad eliminare alla radice lo scandalo della nomina politica dei primari. E’ sufficiente applicare il metodo democratico dell’elezione. Ogni 5 anni alcuni medici del reparto si candidano a diventare primari. I candidati saranno poi votati da tutti i lavoratori di quel determinato reparto ( meccanismo di azione responsabilizzata della base). Se il primario nel suo operato farà il suo dovere sarà ovviamente rieletto (meccanismo automatico della controreazione), diversamente ritornerà a fare il medico con i colleghi.
20 Maggio 2012 / autore: Nichi
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19 Maggio 2012 / autore: Nichi
Dal libro "C'è un'Italia migliore"
Scritto da Nichi con le fabbriche