È stato approvato oggi il parere sul ruolo degli enti locali e regionali nella promozione di una politica idrica sostenibile da me sottoposto all’attenzione della commissione Enve (ambiente, cambiamenti climatici ed energia) del Comitato delle regioni a Bruxelles.
L’approvazione di oggi rappresenta un ulteriore e importante passo in avanti nell’ottica di una gestione sostenibile, moderna, efficace e condivisa della risorsa idrica. Da un lato la siccità, dall’altra le inondazioni. Oggi i problemi dell’acqua interrogano tutta l’Europa e l’Europa vuole tornare a regolamentare questo settore fondamentale a partire da alcuni principi normativi generali. Primo. L’acqua è un bene pubblico, l’acqua non può rispondere alle leggi del mercato e alle regole della concorrenza ma è un diritto che integra il diritto alla vita. Senza entrare nel merito delle modalità di gestione, pubblica o privata, dell’acqua, che compete alle scelte dei singoli Stati, è necessario ribadire che tutti i beni afferenti al servizio idrico sono di carattere pubblico e che ogni gestione deve essere improntata a caratteri di tutela ed efficienza. Secondo. L’acqua deve essere utilizzata con sobrietà e con principio di responsabilità. Chi inquina, paga. Questo prevede oggi la norma comunitaria ed io credo sia necessario andare oltre questo principio introducendo il tema “chi spreca, paga”. Le tariffe a livello europeo vanno orientate secondo questo principio di deterrenza nei confronti del consumismo e dello spreco della risorsa idrica. Terzo. Bisogna recuperare, riciclare e ridurre il consumo. Le tre R insomma devono orientare anche le politiche che interessano il ciclo dell’acqua.


