Questa mattina ho partecipato a Bari alla stakeholders consultation interregionale sull’acqua organizzata dall’Assessorato regionale alle opere pubbliche. Il parere di prospettiva su ‘Il ruolo degli enti regionali e locali nella promozione di una politica idrica sostenibile’ che io sto scrivendo in rapporto agli stakeholders d’Europa e del territorio in cui opero può avere un’influenza molto importante, soprattutto nel momento in cui la comunità europea sta riflettendo sulla strumentazione normativa in tema di gestione del ciclo dell’acqua. L’acqua è un gigantesco problema ambientale che ha anche a che fare con la nostra capacità di preservarla, di catturarla, di addurla, di trasformarla, di bonificarla. Ragionare sull’acqua significa quindi ragionare su molte cose e porsi molte domande da quelle legate ai cicli della siccità a quelle legate ai cicli delle inondazioni e delle alluvioni.
Occorre ragionare su cosa significa l’erosione della costa, il fenomeno di salinizzazione, il depauperamento della falda (in Puglia la falda carsica ha visto negli ultimi 20 anni una diminuzione abbastanza inquietante) ma anche su cosa significa l’inquinamento dei fiumi.
Mettere a punto una politica per l’acqua oggi implica un nuovo modello di sviluppo, significa ad esempio che l’agricoltura non può in nessun modo e in nessun luogo permanere con modelli irrigui antiquati e consumistici. Nella vita quotidiana dobbiamo percepire che l’acqua è una risorsa scarsa che va usata con consapevolezza e sobrietà.
Noi proponiamo di ragionare in Europa sulla base di una unità di misura che è quella dei bacini idrografici (bacini intesi come un complesso ecosistema e come un bene da tutelare), proponiamo di ragionare secondo la logica delle tre R riduzione dei consumi cioè, recupero e riuso della risorsa. Bisogna andare verso modelli di gestione integrata del ciclo dell’acqua che oggi invece è oggetto di una frammentazione burocratica e amministrativa che rischia di essere inadeguata per i tempi che dobbiamo affrontare. Ma soprattutto dovremmo costruire politiche di connessione tra il tema dell’acqua, quello dei rifiuti e quello dell’energia perché sono un unico tema, su come si costruisce la sostenibilità ambientale dello sviluppo dell’economia planetaria.


