La telecardiologia della Regione Puglia è una delle più avanzate esperienze a livello europeo: abbiamo realizzato oltre 300mila interventi in sei anni, salvando la vita ad oltre 50 mila persone, un record per quanto riguarda le prestazioni in emergenza. La nuova frontiera è proprio la telemedicina, una traccia di lavoro straordinario perché il nostro compito, di decisori politici, è quello di agganciare, in questo caso alla salute, l’innovazione tecnologica quale strumento che porta più tempestivamente e più efficacemente una risposta alla domanda che viene dai cittadini. In tal modo liberiamo l’ospedale anche dall’idea di essere una specie di discarica dove si trasferisce qualsiasi domanda di salute a volte anche inappropriata.
È una buona pratica che, dopo sei anni di attività ininterrotta, ha salvato in Puglia la vita a circa 50mila persone colpite da infarto. Con 169 ambulanze attrezzate, 36 punti di primo soccorso, con terapie anti infarto più tempestive, ma soprattutto con una centrale unica di Telecardiologia, aperta 24 ore su 24, presidiata da medici cardiologi in grado di intervenire in tempo reale, per 365 giorni all’anno, refertando l’elettrocardiogramma - effettuato dalle ambulanze del 118 Puglia - e con una struttura che mette in rete tutti i centro cardiologici pugliesi.
Il mondo della sanità non è soltanto un cumulo di criticità e opacità, ma ci sono anche buone pratiche che vanno esportate e che devono costituire un esempio, proprio perché possano rappresentare una Puglia non retorica.


