Dobbiamo cambiare l’Italia e mettere in campo idee, speranze e tutta la nostra forza di volontà per farlo. Vogliamo condividere l’appuntamento di domani con l’Italia migliore, quella che ha patito e sta patendo di vivere in un Paese con una classe dirigente che ha sdoganato le subculture più retrive, più reazionarie, più maschiliste, più xenofobe, più omofobe.
Vogliamo condividere la manifestazione con un’Italia civile, quella che coltiva il culto della memoria, che si commuove pensando al sangue versato per guadagnare la libertà, penso all’Italia dei giovani e delle ragazze che si arrampica e si appende sui tetti per reclamare il diritto all’istruzione e alla cultura, o che si arrampica sulle gru per rivendicare il diritto al lavoro. L’Italia che ama la Costituzione e che fra poche settimane, il 12 marzo si ritroverà di nuovo in Piazza del Popolo. L’Italia del popolo italiano.
Vorrei sentirmi parte di un processo in cui la politica diventa una proprietà pubblica. La politica è condivisione, è guardarsi in faccia, prendersi per mano, è etica del volto, è capacità di scrutare i segni del cambiamento, è confronto con i dilemmi veri della nostra società: il Mediterraneo in fiamme con le sue contraddizioni e le sue grandi potenzialità per il suo futuro democratico, i dilemmi ambientali, i diritti dei più deboli, il lavoro, il rapporto uomo-donna, i diritti del creato.
La politica dovrebbe innalzare il proprio sguardo a questa altezza e tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui è precipitata in Italia. Ecco, con la mia gente, con donne e uomini di tutte le età del mio partito, Sinistra Ecologia Libertà, discuteremo di questo domani al Tendastrisce di Roma: di come darci coraggio per dare coraggio all’Italia.
Ecco la scheda della giornata


