nichivendola - 2013

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Post: Caro Francesco Boccia

Autore: redazione

Le 10 risposte alle 10 domande che Francesco Boccia ha posto a Nichi Vendola dal suo blog

Caro Francesco Boccia, nonostante la pesantezza polemica delle tue domande, ti risponderò. Anche perché io non sono un Berlusconi fuggente e tu non sei un giornalista pungente. Cercherò di stare ai fatti. 
1)      Sulle pagine del “Corriere della Sera” io ho posto alla sinistra italiana il tema di un nuovo compromesso con forze moderate e centriste, incluso l’Udc di Casini: senza tabù, senza veti, con una seria discussione programmatica. E dunque? Io mi dichiaro pronto a riprendere un dialogo e una ricerca tra culture diverse per tessere una nuova alleanza riformatrice.

 2)      Si, io ho nei fatti dimostrato un’apertura all’Udc, chiamando Dario Stefano a svolgere il compito di Assessore regionale all’Agricoltura. Come vedi non solo non pongo veti, ma compio gesti unilaterali. Non ti pare che meriti una piccola lode?

3)      Per quanto riguarda le mammografie, è notorio che, nel 2008, è stato avviato lo screening precoce, per cui le donne sane vengono invitate a recarsi presso uno dei 45 servizi di radiologia di riferimento per l’esecuzione dell’esame. Questo non è un dato autoreferenziale o contestabile, ma è testimoniato da tutte le donne sane nella fascia d’età tra i 50 ed i 69 anni che ricevono la lettera di chiamata attiva.
Questa metodologia viene attuata nel rispetto delle Linee guida Ministeriali, per cui le donne pugliesi accedono alle prestazioni preventive con la stessa cadenza temporale rispettata in tutta Italia.
Inoltre la Regione Puglia, anticipando i più recenti orientamenti internazionali, garantisce la prevenzione del carcinoma mammario anche alle donne della fascia d’età tra 40 e 49 anni, che in molte regione sono escluse dai programmi di diagnosi precoce. Per le donne di qualsiasi età che siano sintomatiche, cioè che presentano noduli sospetti, viene garantita la priorità di accesso ed i tempi d’attesa sono brevissimi (mediamente una settimana), così come stabilito in tutti i Piani aziendali per il contenimento dei tempi d’attesa.
Per quanto riguarda le visite cardiologiche, il Piano regionale per il contenimento dei tempi d’attesa (DGR n.1200 dell’agosto 2006 e DGR n. 68 del febbraio 2007) garantisce, ai pazienti per i quali i medici curanti segnalino condizioni cliniche particolari, il rispetto dei tempi massimi individuati dalla regione.
Questi pazienti sono inserirti nelle liste d’attesa entro 10 o 30 giorni massimo in relazione alla priorità indicata. Le prestazioni prioritarie sono erogate presso strutture appositamente individuate dalle Aziende sanitarie, per le quali è attivo un programma di monitoraggio ministeriale.
Solo per i pazienti che devono effettuare controlli programmati, e quindi non con carattere prioritario, i tempi d’attesa sono più lunghi. A questo proposito, il modello del Progetto Leonardo ha dimostrato che è possibile governare le liste d’attesa per i controlli programmati da eseguire periodicamente ai pazienti cronici, facendosi carico anche delle loro difficoltà ad accedere ai servizi, in particolare per le fasce più deboli della popolazione.
E’ da segnalare, inoltre, che per le prestazioni urgenti o che vengono considerate tali dallo stesso paziente, sia il sistema del 118 che i Punti di primo soccorso sono attrezzati con il sistema della telecardiologia, che consente la risposta in tempo reale ai pazienti con patologie acute e/o emergenti. Solo attraverso tale sistema vengono erogate circa 50-60.000 prestazioni ogni anno.
I passi avanti compiuti dalla regione Puglia nell’assistenza cardiologica sono di tale importanza che questo settore viene considerato all’avanguardia nel nostro Paese. Non solo le riviste specializzate, ma anche importanti settimanali di divulgazione sottolineano questa realtà.
Non ultimo, le segnalazioni ed i reclami sui tempi d’attesa in Puglia si sono progressivamente ridotti.

4)      Ritengo che la Puglia abbia compiuto un balzo epocale sul ciclo dei rifiuti. Tu eri forse troppo impegnato per sapere che nel 2005 avevamo solo discariche in via di esaurimento e tutti i bandi di gara del Piano regionale dei rifiuti appesi al contenzioso presso il Consiglio di Stato. In attesa delle sentenze ho cancellato dal Piano quella vera e propria porcheria che erano gli inceneritori di vecchia tecnologia (e mi sono liberato anche della presenza ingombrante di un imprenditore, recentemente arrestato in Lombardia, come Pino Grossi). Dopo le sentenze (a metà del 2006) ho firmato i contratti e ho cominciato la mia lotta contro il tempo (e anche contro chi costruiva una costante strumentalizzazione politica sulla pelle dei cittadini) per cantierizzare i nuovi impianti. Abbiamo oggi inaugurato quasi tutti gli impianti (separazione dell’umido e del secco, biostabilizzazione, impianti di produzione CdR, impianti di compostaggio) che dotano la Puglia di un parco impiantistico tra i più moderni d’Italia. In più abbiamo imposto agli Ato di diventare soggetti con personalità giuridica, abbiamo concertato con gli Ato e con i singoli Comuni ogni scelta, abbiamo avviato una campagna poderosa sulla raccolta differenziata. Ti invierò in dono i diari scolastici che abbiamo prodotto per educare i più piccoli alla cultura del recupero e del riciclo. E in tutto questo a metà del mio mandato ho rispettato un impegno assunto in campagna elettorale: ho chiuso il Commissariato straordinario, ho portato la Puglia fuori dai sentieri dell’emergenzialismo e degli strumenti che consentono di operare in deroga alla legge.

5)      Questa domanda, caro Francesco, è proprio un incidente. Tu sai che io non ho grande confidenza con quei grandi gruppi industriali, italiani o esteri, che pensano di investire nel nostro Sud secondo un modello di industrializzazione che è ormai incompatibile con la democrazia e con l’ambiente. Per questo io, con delibera di giunta (la numero 1860 del 13 ottobre 2009), ho bocciato il   raddoppio degli impianti Eni di Taranto. Per la cronaca vorrei che tu non dimenticassi il nostro impegno contro le centrali nucleari, nonché per la riduzione del carbone nella centrale di Cerano, o contro il rigassificatore nella pancia di Brindisi, o contro la piattaforma petrolifera al largo di Monopoli, eccetera. Tanti No ma anche tanti Si, come quelli che abbiamo detto a gran voce all’energia del sole e del vento.

6)      Caro Francesco sei male informato: ed è un vero peccato. La Regione Puglia negli ultimi anni ha progressivamente e fortemente ridotto la spesa per consulenze e collaborazioni raggiungendo un picco nel 2008 (confermato dai dati tendenziali del 2009) quando la riduzione è stata di oltre il 50% rispetto all’anno precedente, portandola a livelli assoluti (peraltro, molto lontani da quelli indicati) incomparabilmente inferiori alla spesa di molte altre regioni italiane, addirittura vicini a quelli di alcuni comuni capoluogo.
E’ non è certo un caso che la Regione Puglia fa registrare una spesa per il personale (incluse consulenze e collaborazioni) che la colloca, unica regione meridionale, tra le regioni italiane virtuose.

7)      Io non ho licenziato Riccardo Petrella, che considero un maestro della cultura dei beni comuni. Ho avuto con lui un dissenso trasparente e forte sulle priorità operative e strategiche di una azienda impoverita e arrugginita come era AqP nel 2005. La mia priorità è sempre stata quella di risanare l’azienda, di far partire gli appalti per la ricerca perdite e per il tele-controllo, di ridurre drasticamente perdite fisiche e amministrative, di prendere in carico i depuratori e di internalizzare il ciclo della depurazione. In questo quadro erano fondamentali quegli strumenti, che noi abbiamo varato, come il Piano di assetto idrogeologico o il Piano di tutela delle acque, che rendono la battaglia civile, culturale e politica contro la privatizzazione dell’acqua non una poesia da recitare nei giorni di festa, ma una moderna e complessa architettura di azioni amministrative e di scelte economiche e ambientali e che ci mette oggi nella condizione di praticare concretamente la ripubblicizzazione di AqP.

 8)      La domanda su “Le notti bianche” è veramente incredibile per una persona colta come te. Noi abbiamo investito risorse della promozione turistica (che come sai non sono spendibili per integrare ammortizzatori sociali) in forma inedita e con grande successo economico e non solo economico: in passato quei soldi si spendevano per la più stupida delle promozioni, come i cartelloni pubblicitari nelle stazioni ferroviarie o negli aeroporti della nostra Regione. Noi abbiamo costruito un’operazione culturale e spettacolare di cui ha parlato tutta l’Europa, costata molto meno di quelle che si fanno in città come Torino o Milano, con un ritorno davvero straordinario in termini di promozione ma anche in termini di ricaduta economica e turistica. Dati più che positivi certificati dal monitoraggio operato dagli Atenei pugliesi. (Basta consultare il portale turistico della nostra Regione per conoscere in dettaglio tutti i numeri). Anche con questo tipo di invenzioni la Puglia è riuscita a diventare l’unica regione italiana in clamorosa controtendenza rispetto alla crisi nazionale del turismo.

9)      Io non ho mai definito un “inciucio affaristico” il dialogo tra D’Alema e Casini. Ho solo chiesto che quel dialogo e quella prospettiva alleanzistica potessero diventare un processo politico condiviso, fondato sulla preminenza dei programmi e su un forte profilo riformatore.

10) Caro Francesco, l’ultima domanda non meriterebbe alcuna risposta.
Le assunzioni non sono certo attività improvvisate e dell’ultima ora ma sono il frutto di un lungo percorso amministrativo e testimonianza di un fatto storico per la nostra regione, mai avvenuto prima: quello di avere bandito e portato a compimento, per l’assunzione di dirigenti e personale, diversi concorsi e selezioni pubblici. Concorsi e selezioni gestiti rendendo con immediatezza disponibili on line verbali e graduatorie, grazie alla nostra legge all’avanguardia sulla trasparenza e al nostro sito (http://concorsi.regione.puglia.it) che ha fatto segnare migliaia di contatti.
E fatto storico è, ancora, quello di avere internalizzato grande parte delle attività di assistenza tecnica per l’attuazione dei fondi comunitari in precedenza esternalizzate con appalti di servizi che hanno contribuito a produrre quel lavoro precario e incontrollato che ha costituito uno degli obiettivi dell’azione di contrasto della nostra amministrazione. Un’azione di contrasto che, con la internalizzazione di tali attività, la Regione Puglia ha condotto a cominciare da sé stessa, visto che negli anni 2000 - come ci testimoniano tante indagini di Funzione pubblica - proprio le pubbliche amministrazioni italiane sono state il più grande “produttore” di lavoro precario.
Invece di sottolineare il fatto rivoluzionario dello svolgimento, per la prima volta nella storia dell’Ente Regione Puglia, di concorsi pubblici che aprono finalmente una stagione nuova per la burocrazia e per la politica, tu ti inabissi in una polemica infondata e malevola.  
Penso di averti risposto esaustivamente, non mancando di sottolineare che la tua vis polemica rischia di essere un gratuito atto d’accusa contro il tuo stesso partito. Ti esorto, se posso permettermi un tono di amicizia, a non cercare la strada della rissa, perché quella è un vicolo cieco. Sono giorni che colleziono, prendendole dai giornali, espressioni tue nei miei confronti che non brillano per garbo e gentilezza. Non risponderò a questo livello. Siamo uomini pubblici e abbiamo dei doveri pubblici: anche quello di difendere un certo decoro e una certa eleganza nell’esprimere le nostre passioni.

 

Cordialmente
Nichi Vendola

 


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