Io spero che Berlusconi porti a Bari un assegno. Ci sono 3 miliardi e 100 milioni di euro che egli, subendo le pressioni del noto ministro pugliese, ha chiuso in cassaforte da ormai un tempo infinito. Sono tre miliardi e 100 milioni di euro che potrebbero essere messi in pista, trasformati in cantieri, che potrebbero aiutare il mondo del lavoro che vive in gravissimo affanno. Io spero che venga qui per dare risposte concrete, che non siano quelle balle spaziali come l’idea farfallina della Banca del Sud. Io spero che venga qui a parlare di sviluppo, che venga qui, ad esempio, a parlare della crisi nel mondo delle campagne, della crisi dell’agricoltura e ci venga a spiegare perché il ministro Zaia oltre che occuparsi degli allevatori padani non è in grado di occuparsi dei nostri produttori agricoli e di una sofferenza drammatica. Io spero che venga a parlarci dei lavoratori di Eutelia e a spiegarci per quale motivo non ci sono più commesse per una azienda che viveva di commesse pubbliche, che ci venga a parlare dei lavoratori del tessile, del calzaturiero, dell’abbigliamento, del salotto imbottito, dei lavoratori di Adelchi e di quali risposte il governo intende dare. Se Berlusconi viene qui a parlarci di magistrati e di giornalisti e di come le toghe rosse e le penne rosse diffondono pessimismo, se questa è la sua intenzione, forse potrebbe risparmiarsi il viaggio, visto che viene come populista senza popolo a incontrare una ristretta platea di piccoli fans.


