Nell’affollatissimo Caffè Fandango di Roma oggi ho incontrato attori, autori e produttori cinematografici italiani. Hanno partecipato Ettore Scola, Giuliano Montaldo, Daniele Vicari, Adriano Giannini, il produttore di Cattleya Riccardo Tozzi, il produttore di Fandango Domenico Procacci e alcuni rappresentanti di Rai Cinema.
E’ necessario costruire un immaginario nuovo in cui l’industria culturale italiana possa assumere, nella totale libertà espressiva, un ruolo di guida per il rinnovamento morale del Paese. E’ necessario rimettere al centro dell’agenda politica il cinema, le arti visive e la cultura più in generale, seguendo il modello Puglia.
Il lavoro fatto con l’Apulia Film Commssion va nella direzione opposta, si tratta di una inseminazione sociale, oltre che culturale, di fronte alla barbarie del disinvestimento in cultura e del trionfo televisivo. È stato un lavoro che ha garantito a tanti giovani e piccoli produttori più di una possibilità di esprimersi e di raccontare le molte facce della realtà. Più autori verranno messi nelle condizioni di affacciarsi al mondo delle produzioni, più le Regioni e il Paese ne potranno trarre giovamento.
Vi è l’assoluta necessità di costruire uno scenario nuovo, e la chiave di interpretazione di una possibile ribellione nei confronti della dominazione dell’immaginario televisivo si può leggere in due episodi: nella contestazione dell’orchestra di Sanremo alla vacuità di parole finto patriottiche di Emanuele Filiberto di Savoia e nelle grida disperate dei cittadini senza casa de L’Aquila.


