Anche se a distanza, sento di dare il mio pieno supporto alle mobilitazioni dei lavoratori dell’Ansaldo Breda e Ansaldo Sts, che questa mattina hanno portato le loro legittime ragioni in piazza, chiedendo alla politica tutta e al governo un’assunzione di responsabilità nelle scelte di politica industriale. Questa vertenza, insieme ai mille casi di realtà produttive in crisi, con migliaia e migliaia di lavoratori e lo loro famiglie letteralmente spazzati via, ci dicono che il lavoro, la sua tutela, i suoi diritti devono ritornare al centro della scena politica nazionale.
Le miopie di un management inadeguato, che considera il profitto sinonimo di crescita, i mancati investimenti in innovazione e ricerca non possono più ricadere sulle spalle dei lavoratori. Piuttosto si faccia pulizia ai vertici delle imprese del gruppo Finmeccanica, ma non si dissolva un patrimonio prezioso per il nostro Paese come quello del trasporto collettivo. Non si può continuare a permettere che il dramma della disoccupazione, gli effetti della crisi economica, le scene ricorrenti di intimidazione e di rappresaglia sui luoghi di lavoro siano e rimangano brevi di cronaca: la politica, le istituzioni devono riprendere in mano con forza questo tema.


