L’articolo 9 della nostra Costituzione recita “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”. La cultura e la ricerca scientifica sono considerati diritti fondamentali, ma come si possono garantire questi beni primari senza opportuni investimenti? L’Italia è l’unico paese europeo che ha diminuito i finanziamenti pubblici. Le finanziarie del governo Berlusconi hanno tagliato risorse economiche nei settori della scuola, dell’università e della ricerca, fino al punto di negare nei fatti questi diritti.
Anche il recente Ddl sull’università, dietro la pretesa razionalizzazione, sancisce ulteriori tagli di bilancio per gli atenei, ormai a rischio sopravvivenza.
Occorre invece ribadire l’assoluta priorità del finanziamento pubblico, che recuperi immediatamente i tagli prodotti dalle politiche del vero ministro dell’Istruzione Tremonti e del ministro di rappresentanza Gelmini.
Proprio in un periodo di crisi economica c’è bisogno di stabilire delle priorità e decidere per esempio se sia più utile per l’Italia comprare i caccia F35 per 17 miliardi di euro o investire sull’università e la ricerca, costruire il ponte sullo Stretto o finanziare una scuola pubblica di qualità.
Bisogna puntare sulla qualità dell’insegnamento e della ricerca e valorizzare la professionalità di docenti e ricercatori. Occorre finanziare subito la stabilizzazione dei precari, aprire al reclutamento di giovani ricercatori guardando all’Europa, alla Carta Europea dei ricercatori e a procedure trasparenti nei concorsi.
Per questo Sinistra Ecologia Libertà aderisce alla settimana di mobilitazione promossa da Flc Cgil, dalle associazioni dei ricercatori, degli studenti e della docenza. Siamo al fianco dei lavoratori della conoscenza che si battono per un’università pubblica, di qualità, aperta a tutti. È una battaglia di democrazia per garantire un diritto sancito dalla nostra Costituzione.


