Oggi pomeriggio sarò in Piazza San Giovanni a Roma, a fianco di Emergency, per chiedere la liberazione dei tre operatori sanitari italiani arrestati da militari afghani e dalla Coalizione internazionale nel centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah in Afghanistan. Sarò lì con uno straccio bianco per chiedere verità e giustizia per un’associazione indipendente e neutrale che dal 1999 a oggi ha curato più di 2 milioni e mezzo di cittadini afgani e ha costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso. Emergency rappresenta un testimone scomodo e forse è per questo che vogliono chiudere i suoi ospedali. Testimoniare l’oscenità della guerra, in questi tempi, è diventata un’attività sovversiva ed Emergency ci ricorda qualcosa che abbiamo dimenticato: l’insopportabilità della guerra, dei suoi apparati militari e industriali, della sua retorica, delle menzogne che ne sono i fondamenti. Sarò in piazza, insieme a tante donne e a tanti uomini, per esprimere la mia completa e inquieta vicinanza a chi meglio interpreta la cultura della cooperazione, della solidarietà e della pace.


