Il Governo Berlusconi pensa che per affrontare la crisi economica si debba tagliare il welfare e la cultura e che l’investimento in cultura sia un investimento non redditizio, un po’ superfluo e parassitario. Invece l’investimento in cultura è fondamentale per due ragioni: non solo perché la cultura sviluppa l’intelligenza, e la nostra economia ha bisogno di più intelligenza e di più innovazione, ma anche perché una società povera di cultura, una società regredita, una società segnata da un analfabetismo di ritorno imboccherà non la via del futuro ma un vicolo cieco, una regressione tribale. Siamo il paese di Verdi e Puccini: tagliare sulla lirica, sul teatro e sulla musica significa recidere una delle radici che ha fatto dell’Italia un paese straordinario. Noi in Puglia stiamo sperimentando, con successo, altro. Abbiamo massicciamente investito in innovazione, ricerca e cultura. Prendo come esempio il cinema. Due cineporti: uno a Bari, l’altro a Lecce che inaugureremo giovedì prossimo. 130 produzioni cinematografiche negli ultimi due anni e un’accademia del cinema digitale in cantiere. Talvolta un filone culturale di destra sollecita il sospetto nei confronti della cultura stessa, nutrendo l’idea che la cultura sia il vettore del debosciamento delle virtù virili e militari. Io penso che la cultura sia l’unica possibilità per salvare l’umanità.


