Oggi, a Bari, ho partecipato alla seconda Conferenza programmatica del Piano di gestione dei rifiuti che è un Piano nuovo perché si allontana dall’epoca passata, segnata da una gestione commissariale ed emergenziale. Noi vogliamo passare dall’emergenza all’ordinario e lo vogliamo fare in forme condivise coinvolgendo le amministrazioni comunali, la rete dell’associazionismo. Un Piano di gestione dei rifiuti è anche un’idea di democrazia: bisogna condividere con i cittadini e con le imprese l’idea che il rifiuto può essere un’occasione di sviluppo economico e non una dannazione. C’è bisogno che il singolo cittadino e gli attori fondamentali mutino la propria mentalità e si predispongano a vivere i rifiuti come una grande occasione di sviluppo. Noi su questo cominciamo un percorso e lo continueremo e andremo in Consiglio regionale con il nuovo Piano di gestione dei rifiuti. Rispetto all’emergenza rifiuti in Campania chiedo che concretamente le altre regioni, quelle che hanno espresso solidarietà televisiva, esprimano solidarietà concreta. Siccome noi abbiamo fatto più di tutte le regioni messe insieme oggi ci aspettiamo di fare la nostra parte, ma insieme a tutti gli altri. Rifiutiamo l’idea che una parte del territorio italiano possa essere esentato dal governo nazionale a fronte di un’emergenza nazionale, come quella campana; se il governo scrive un decreto che parla di una emergenza nazionale ma non se ne occupa la nazione ma solo le regioni limitrofe, bene in quel decreto si sta scrivendo che siamo in piena secessione e io come patriota dell’Italia mi rifiuto di adeguarmi a questa logica.


