nichivendola - 2013

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Post: Difendiamo l’istruzione pubblica e di qualità

Autore: Nichi

Stamattina sono scesi in piazza 300 mila studenti medi e universitari in tutte le piazze italiane, accompagnati dallo sciopero dei lavoratori della conoscenza. Studenti e lavoratori insieme nella mobilitazione, da mesi, per rivendicare il diritto a una istruzione pubblica e di qualità; per rivendicare la possibilità di un futuro senza precarietà, con al centro la ricerca e la formazione.

La manifestazione di oggi è la risposta popolare a quello che accadrà giovedì prossimo. Il 14 ottobre infatti, approda in votazione alla Camera il DdL Gelmini sull’Università: avrebbe potuto essere una data importante per il sistema della ricerca e dell’istruzione pubbliche in Italia. Sarà sicuramente un disastro.

Quella che era stata presentata con grande enfasi come una riforma epocale si è risolta in una contrattazione al vertice che si spaccia per processo riformatore antibaronale. L’imponente mobilitazione dei ricercatori e delle ricercatrici sta squarciando in queste ore il velo di retorica di cui si è ammantata la propaganda di regime. E sta svelando limpidamente i limiti strutturali di questo provvedimento legislativo. L’intero percorso del DdL non ha mai contemplato, pur sbandierandolo, un confronto reale e autenticamente democratico, con tutte le componenti del sistema universitario (studenti, ricercatori, precari della ricerca,tecnico-amministrativi), perché lo smantellamento di quel sistema doveva essere deciso solo da coloro che potevano trarne vantaggio.

La maggioranza sembra recepire ora, in extremis, e solo spinta dall’urgenza delle proteste, qualche input che viene dalla base in mobilitazione, e baratta con qualche concessione corporativa la spinta più autenticamente innovatrice che viene da quel movimento.

Quello che i ricercatori e le ricercatrici suggeriscono, insieme ad altri soggetti che si rivoltano contro l’annichilimento dell’Università pubblica, è un ripensamento complessivo della struttura rigidamente gerarchizzata e verticistica che da sempre caratterizza l’Università; quello che immaginano per il loro e per il nostro futuro è un’idea di Università come comunità di studiosi e di studiose con pari dignità e diritti, che abbia al centro gli studenti, e che sia il perno di processi di innovazione democratici e laici ugualmente eccellenti su tutto il territorio del paese, mentre la riforma in discussione ne fa un’ulteriore leva per la divisione dell’Italia tra nord e sud.

Ai deputati dell’opposizione resta l’opportunità di non lasciar cadere nel nulla l’impegno generoso di questa mobilitazione, e mi auguro che di questo settore così importante non si faccia in Parlamento merce di scambio per tornaconti elettorali. E’ in gioco il futuro del nostro paese.


20 Maggio 2012 / autore: Nichi

Post: Con l’Emilia Romagna

Un terremoto di importante intensità ha fatto strage in Emilia Romagna, nel ferrarese. [...]Continua >

20 Maggio 2012 / autore: Nichi

Post: A Mesagne

Siamo ancora prigionieri della sequenza di emozioni forti, i fotogrammi dello scempio ronzano nella nostra testa, ora siamo fiduciosi che nel giro di poco la magistratura possa individuare la matrice di questo crimine. [...]Continua >


19 Maggio 2012 / autore: Nichi

Post: Agli studenti e alle studentesse di Puglia

Non avrei mai voluto vedere ciò che ho visto, la morte messa inscena dinanzi ad una scuola, la morte oscena e molesta che azzanna la vita adolescente, la vita allegra dei figli che varcano la soglia di un luogo sacro [...]Continua >


19 Maggio 2012 / autore: Nichi

Post: Staniamo i colpevoli, subito

Ho ricevuto una lunga telefonata dal presidente del consiglio Mario Monti che mi ha chiamato dagli Stati Uniti e mi ha pregato di comunicare alla comunità pugliese e alla città di Brindisi la vicinanza del governo. [...]Continua >


19 Maggio 2012 / autore: Nichi

Post: Brindisi. Una strage.

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