Sono ancora troppo vicini i tre giorni di Eyjafjallajökull, gli Stati generali delle fabbriche di nichi, perché io possa raffigurare distintamente nella mia mente i tanti momenti di un così ricco evento di parole, di saperi, di volti. Come spesso accade nella vita, ci si accorge un attimo dopo della grandezza e dell’unicità di un avvenimento. È accaduto qualcosa di significativo a Bari dal 16 al 18 luglio. È successo che tantissime donne e uomini, giovani soprattutto, sono giunti in Puglia per costruire collettivamente risposte a domande di buona politica che oggi è anche domanda di futuro. Si sono confrontati numerosi in seminari, nel fabbricamp, in assemblee autoconvocate, persino nei momenti di relax. Sono arrivati da tante regioni d’Italia, oltre che dalla nostra, senza risposte predefinite a domande complesse, con quel bisogno di cambiamento che si raggiunge con un interrogarsi quotidiano: ‘camminare domandando’ diceva il Subcomandante Marcos. Questo ho visto in questi giorni nella Baia San Giorgio: tanti occhi desiderosi di conoscere, di costruire esperienza politica, di dotarsi di attrezzi per comprendere la nostra società multiversa. Io li ringrazio per essere venuti fin qua, per aver deciso di dedicare un pezzo della propria vita alla scrittura di un progetto di Paese e di Europa. Per aver deciso di ricostruire il patrimonio di quel principio-speranza che fa della politica una leva di impegno civile e di passione collettiva.


