Anch’io sarò in piazza sabato a Roma con tutto il popolo in viola. Ci sarò perché la giornata di domani sarà la prova che in questo Paese c’è ed è forte una domanda di democrazia dal basso, in questo caso partorita da migliaia di giovani bloggers, verso i quali la politica e le istituzioni non possono e non devono restare indifferenti.
Viviamo in un Paese ferito nei suoi principi di libertà e democrazia. Non è un caso che sia stato proprio il popolo del web, tanto virtuale nelle modalità organizzative quanto concreto nella capacità di mobilitazione sui temi della giustizia sociale, della legalità e dei diritti di cittadinanza, a farsi portavoce di un dissenso condiviso. La manifestazione è la rappresentazione di un forte e generale disagio del Paese, stritolato dalle spire di una pesante crisi economica, occultata da strategie di manipolazione mediatica che non hanno precedenti nelle democrazie occidentali. Queste le ragioni per le quali non potevo non partecipare al No - Berlusconi Day. Motivazioni forti, ineludibili, che non possono essere travalicate da dubbi e perplessità assolutamente fuori luogo. Io ci sarò, perché non ho intenzione di demordere e subire. E per non privarmi, insieme a tutti gli altri, dell’idea che in Italia esistono ancora giustizia e libertà.


