ll professor Monti, con grande onestà intellettuale, esce fuori da quel recinto asetticamente neutro di tecnico, scende dalla cattedra del tecnico e sale sulla cattedra politica: la sua politica è di destra.
Immaginare che non ci si possa più consentire i diritti sociali in epoca di crisi economica significa immaginare una cosa di destra e immaginare che, per combattere contro la precarietà, bisogna estendere la precarietà. E’ una politica di destra.
Se c’è una generazione che non ha spazio nel mercato del lavoro, che guarda al futuro con angoscia, per aiutare questa giovane generazione è difficile pensare che bisogna precarizzare la condizione dei genitori di quei ragazzi.
Oggi sono rinfrancato dal fatto che non siamo più di fronte all’equivoco di un governo tecnico, ma siamo di fronte alle credenziali di un onesto pensiero conservatore qual è quello del professor Monti.
Io che sono di sinistra, lo contrasto perché penso che per combattere la crisi economico-finanziaria bisogna tagliare le unghie agli speculatori, bisogna porre regole alle grandi lobby economico-finanziarie, bisogna regolamentare i mercati, bisogna favorire la crescita dei diritti sociali, bisogna avere cura nei confronti del territorio e delle persone: tutto quello che il club dell’Austerity non ci consente di fare.
Se lui ritiene che i problemi economici dell’Italia derivino dal fatto che nel passato le classi dirigenti hanno avuto troppo cuore e hanno avuto un atteggiamento di buonismo sociale, forse sta dicendo che i diritti dei lavoratori, degli ammalati, dei pensionati, dei bambini erano lussi che non ci potevamo consentire. Dal mio punto di vista il lusso che non ci potevamo e dovevamo consentire, era un’evasione fiscale che tocca i 150-200 miliardi di euro ogni anno. Cio’ che non ci potevamo consentire era un trasferimento della ricchezza, di anno in anno, dalle tasche del lavoro dipendente alla rendita finanziaria, che è stato il più grave attentato non solo alla giustizia sociale ma anche alle leggi dell’economia. Visto che quando si spostano ricchezze dal mondo del lavoro al mondo della rendita, quella diventa una forma di congelamento dell’economia.


