Approvare un decreto sulla privatizzazione dell’acqua attraverso il voto di fiducia, come è avvenuto per il decreto Ronchi approvato ieri dalla Camera, è una vergogna istituzionale e un crimine contro l’umanità. Spacciare per concorrenza di mercato quello che è un vero e proprio furto del diritto alla vita è un’ignominia assolutamente inaccettabile.
Dagli Stati Uniti alla Francia, è ormai acclarato che la gestione privatistica dell’acqua si è rivelata un danno, anche sotto il profilo economico. Il Governo Berlusconi al contrario apre le porte agli speculatori e prepara il terreno per un rialzo delle tariffe che inevitabilmente si scaricherà sui cittadini. La Regione Puglia ricorrerà alla Consulta contro questa legge e metterà a punto un disegno di legge che tuteli il carattere pubblico della proprietà e della gestione delle risorse idriche. L’acqua è e deve restare un bene comune, non un prodotto per fare business. I responsabili di questo crimine dovranno risponderne all’opinione pubblica e a Dio.


