Questa mattina ho rappresentato all’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) la posizione della Regione Puglia in merito all’attribuzione dei canali assegnati alle emittenti locali. Non è consueto che un Presidente di Regione richieda un’audizione all’Agcom ma la Regione Puglia, in conformità al disposto del DLegsvo 44/2010, ritiene indispensabile e irrinunciabile che alle emittenti locali siano assegnati i numeri sul telecomando corrispondenti “alle abitudini ed alle preferenze degli utenti (art. 3, comma 1)”. Pertanto, dovendosi prevedere “nel primo arco di numeri, adeguati spazi che valorizzino la programmazione delle emittenti locali di qualità e quella legata al territorio (art. 3, comma 2)”, ha chiesto che siano riservati (art. 5 schema di provvedimento delibera 122/10/CONS del 16 aprile 2010) alle emittenti locali i posti dal 7 al 9 e dal 10 al 19 del telecomando, oltre che il maggior numero di posizioni tra i primi 100 numeri, perché il numero sul telecomando influisce enormemente sugli ascolti e quindi sulla raccolta pubblicitaria.
Ho manifestato la preoccupazione della Regione Puglia per la mancanza di regolamentazione sull’attribuzione della numerazione delle emittenze locali, considerando le criticità della transizione nelle sei aree già interamente digitalizzate, che hanno generato grande difficoltà per l’utenza nell’individuazione dei canali, penalizzando, in particolare, il pluralismo e le Tv locali, in notevoli difficoltà e a rischio sopravvivenza.


