Penso che quella che comincia è la stagione dei rendiconti, la fine delle favole e l’inizio di un confronto anche molto duro con la realtà. La realtà è che una parte dei mass-media e una parte della politica cerca quotidianamente di edulcorare, di esorcizzare, di occultare. Ma la realtà del dolore sociale prima o poi bussa alla porta della politica.
Quelli che non intendono aprire quella porta sono destinati a perdere. Penso che in Puglia, nel Sud, in Italia sia necessario aprire la stagione della verità.
La stagione della capacità di affrontare i nodi sociali ed economici di una crisi che attraversa in maniera talvolta molto dolorosa apparati produttivi, piccolissime aziende, e che travolge la vita di milioni di italiani. I dati in crescita della povertà ci dicono che questa sofferenza sociale non può essere considerata come un dato ornamentale di vacui discorsi sociologici. La povertà è un dato strutturale dell’Italia, dell’Europa e penso che le politiche che vanno messe in campo debbano avere come priorità la lotta per la tutela delle persone, dei bambini, dei vecchi, delle famiglie. E che la povertà chieda non azioni di carità pelosa ma politiche sociali, riqualificazione del welfare, diritti e reddito per i ceti medio-bassi.
Dentro questa condizione di disagio sociale, penso che sia particolarmente desolante il quadro della crescente forbice tra Nord e Sud del paese
E’ fondamentale che alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, la politica affronti la questione Mezzogiorno.
Nel Sud le difficoltà e l’affanno nell’affrontare l’ondata lunga della crisi economica è particolarmente preoccupante. Il quadro è quello di un Mezzogiorno d’Italia che è stato costantemente estromesso dalla scena pubblica, chiuso nella spirale dei pregiudizi, oggetto di un’opera sistematica di spoliazione di risorse sia di quelle ordinarie sia di quelle straordinarie.
Oggi è il momento nel quale per affrontare i problemi di fondo del Mezzogiorno d’Italia, una nuova classe dirigente deve essere in grado di recuperare parola e visione di una moderna questione meridionale. Non si tratta semplicemente di reclamare ammortizzatori sociali e assistenza, si tratta di chiedere le risorse indispensabili per attivare politiche del lavoro e politiche dello sviluppo.


