La giornata della memoria appena alle spalle e le parole pronunciate da Silvio Berlusconi questa mattina, durante il Consiglio dei Ministri convocato a Reggio Calabria, sono parole irresponsabili, pesanti come pietre. “Meno immigrati, meno criminalità ” ha detto, giustificando un’equazione inaccettabile. Usa un linguaggio violento proprio in quella Calabria che è stata teatro negli scorsi giorni del dramma per eccellenza del nostro tempo, di questa globalizzazione: gli esseri umani che provengono dall’Africa, dal Medio Oriente, dall’Est ridotti in schiavitù per mano mafiosa. Il silenzio dello Stato nei giorni di Rosarno è stata una vergogna, ben oltre era andato Maroni nel giustificare le violenze contro i neri. Oggi abbiamo assistito all’ennesimo atto aberrante, alla parata del potere che istiga al razzismo e alla violenza, usando parole violente e che propone una sicurezza di plastica, fatta di annunci.
La legalità e la sicurezza si costruiscono con il contrasto alla mafia, con l’antimafia sociale dell’integrazione e dell’accoglienza.
Di contro abbiamo lo scudo fiscale e le leggi ad personam che ammazzano i processi. Siamo in buone mani.


