Intervista a Nichi, pubblicata su L’Unità di oggi, sulla manovra del Governo, il ruolo delle classi dirigenti e la necessità di ritornare alle urne.
Presidente Vendola, la manovra varata in fretta e con cosi’ tanti sacrifici per i ceti medio bassi non sembra efficace neppure per stabilizzare i mercati. Se l’aspettava?
C’e’ una speciale vulnerabilita’ del nostro Paese legata al giudizio che l’intero mappamondo politico da’ della nostra classe di governo di centrodestra: una compagine impresentabile, che ha posto sulle spalle di Tremonti una manovra di perfetta macelleria sociale, a fronte della fuga del premier. Entrambi sono ormai prigionieri di una dimensione scandalosa che riporta alla mente, a 30 anni esatti, la visione della questione morale proposta da Enrico Berlinguer”.
Sono gli scandali a indebolire l’Italia sui mercati?
La girandola di inchieste svela la verminosita’ dei poteri reali. La manovra, dal canto suo, scarica su regioni e Comuni il cerino di tagli e tasse che segnano il congedo dall’eta’ del welfare. Lo Stato si ritrae dai suoi compiti fondamentali di indirizzo politico, economico e sociale, di luogo della perequazione e lascia campo libero al mercato. Lo Stato, nella visione di questa destra, si occupa solo di impedire un decente biotestamento e diventa il guardiano dei costumi privati nell’ottica di “sorvegliare e punire”".
I vincoli di bilancio europei incideranno pesantemente anche su un futuro governo di centrosinistra. Come fare fronte? Accettando quei vincoli anche a costo di sacrificare un proprio progetto di cambiamento?
“La prima cosa da fare e’ accorgersi che sta morendo l’Europa, che e’ stata ambizione e speranza e ora e’ ridotta a protesi notarile della volontà extrademocratica e insindacabile delle grandi istituzioni bancarie e finanziarie. Un’Europa sempre piu’ dominata dal protagonismo delle destre antieuropeiste e dal rancore delle giovani generazioni sempre piu’ incompatibili con il patto di stabilita’. Giovani generazioni considerate dai teorici dell’austerita’ come un tema irrilevante rispetto ai debiti pubblici. Se e’ vero che il debito e’ una malattia, bisogna sapere anche che i farmaci liberisti rischiano di uccidere il malato. Se massacri i ceti medio-bassi, stroncando la crescita, i conti non torneranno mai. Lo devono capire i vari Tremonti d’Europa”.
Dunque cosa propone per far tornare i conti e sostenere la crescita?
“L’Italia popolare e proletaria e’ allo stremo, non si era mai vista una stagione di cosi’ pesante regresso sociale. In Italia ci sono 150 miliardi di evasione fiscale, se c’e’ bisogno di pesanti manovre devono essere messe per intero sulle spalle della ricchezza, della rendita, dell’evasione. Purtroppo la rabbia sociale si riversa solo sui privilegi della “casta”, invece che su questa sperequazione di tipo ottocentesco. Per questo e’ stato un grave errore del Pd quel voto contro l’abolizione delle province”.


