Domani invieremo due lettere dalla Presidenza della Regione Puglia: una di risposta ai tre Ministri - che ieri mi avevano scritto dopo il decreto legge che prorogava i termini per la firma del piano di rientro in sanità - e un’altra ai direttori generali delle Asl per sospendere, purtroppo, gli effetti delle internalizzazioni nei casi in cui queste non siano state già avviate.
Le cifre assolute parlano chiaro: passiamo da 2,85 milioni di debito nel 2002 a 1,782 nel 2010, con una compressione assoluta e sistematica del debito. Si tratta di un parametro che parla quindi di una regione virtuosa. E’ una regione che raggiunge obiettivi di virtuosità e che non merita quindi di essere diffamata, sapendo che il tecnico che ispira queste diffamazioni non è Quintino Sella, ma uno che firmava contratti con Merrill Lynch senza sapere cosa firmasse. Queste sono giornate curiose, tanto surreali da poter scriverci un romanzo, con lo spostamento continuo verso l’alto dell’asticella richiesta dal Governo. Abbiamo un messaggio da dare: la Puglia ha i conti in ordine e ha coperto tutte le situazioni con il proprio bilancio senza mettere altre tasse. E non abbiamo fatto debiti con banche di affari. Noi abbiamo fatto il rientro solo per la violazione del patto di stabilità dovuto a norme retroattive, come se un divieto di sosta preveda prima una multa e poi una pena detentiva per i trasgressori. Eppure i nostri tecnici si sono seduti con abnegazione a un tavolo con i ministeri, cercando di fare un piano coerente. Ed è stato curioso trovarmi di fronte alla richiesta di introdurre la leva fiscale: abbiamo detto no, siamo in grado di coprire con il nostro bilancio.
Oggi siamo all’indomani di un decreto che viene presentato come un atto di magnanimità, ma che è un atto dovuto.
Nella lettera dei ministri ci sono richieste politiche: di Fitto e del suo scudiero, di chi parla e di chi fa il suo ventriloquo, di chi per ingordigia polemica mostra la bulimia della vendetta. La Puglia vuole essere presentata da Fitto come prigioniera politica del governo centrale, con obblighi vari come il blocco del turn over, il taglio dei posti letto e ancora l’aumento delle tasse e poi il blocco dei diritti dei lavoratori. Una regione da presentare come uno scalpo, osservata speciale.
Siccome le elezioni politiche sono alle porte, avrei potuto dire con un linguaggio a loro caro “me ne frego” e non fare il piano di rientro, ma io non sono in grado di ragionare così, la mia cultura di governo non è fatta così e non gioco con la pelle della Puglia. Però non consento che la dignità dei pugliesi venga calpestata dall’atteggiamento spregevole di Fitto e di Palese. Non consentirò a Palese di essere come il dottor Jeckyll e Mister Hyde, sarebbe cedere a un copione ipocrita. Non auguro a nessuno di avere questi antagonisti: non ho nulla da imparare da chi si è comportato come un bancarottiere incompetente o da chi fa come un collaborazionista in caso di invasione nemica: si tratta di traditori della patria. Non accetto di scendere al loro piano: posso sottoscrivere tutto tranne che la perdita di dignità della Puglia.


