A Manduria si è scelto di localizzare una gigantesca tendopoli. Si parla di 1500 posti letto, con una prospettiva di 3500, fino ad arrivare a 5000 posti letto. Ma la prima cosa che mi chiedo è quale sia la sua natura giuridica.
È un centro di identificazione ed espulsione di clandestini? È un centro per richiedenti asilo? Questo luogo rischia di essere un luogo ibrido per ragioni obiettive e lo sarà fin quando la propaganda leghista imporrà una distinzione tra clandestini e richiedenti asilo anche nel pieno di una emergenza umanitaria. Il rischio è che ci troveremo a gestire
un luogo senza qualità. Ancora oggi la propaganda leghista ha trovato accenti e iperboli inaccettabili nelle parole dure di Umberto Bossi. L’unica soluzione per Bossi e per i leghisti è che i migranti “vadano via”, o vengano respinti in mare. Ho usato volontariamente un’espressione edulcorata, ma l’augurio pronunciato oggi da Bossi, in salsa lombarda, esprime con molta più chiarezza l’idea alla base della politica leghista sull’immigrazione.
Noi continuiamo a chiedere a Maroni perché non si attiva quel permesso di soggiorno di protezione temporanea (previsto dall’art. 20 del testo unico sull’immigrazione ndr), strumento utile per affrontare situazioni di crisi e già utilizzato per altre emergenze umanitarie. La Puglia vuole fare la propria parte, come ha sempre fatto, per l’accoglienza di persone in fuga, ma l’accoglienza significa distribuire sull’intero territorio nazionale un carico di persone, in modo
tale da non creare discariche umane, come invece si sta facendo a Manduria.
Lampedusa è diventata la più grande discarica umana e certamente non è un modello per me e io non vorrei che Manduria fosse la Lampedusa numero 2. Possibile che non si sia in grado nel 2011 di attrezzare, dal Trentino alla Sicilia, un modello di accoglienza che non sia lesivo dei diritti umani?. Perché Maroni non ci ha chiamato e non ci ha
fatto sedere per la seconda volta al tavolo per condividere con noi la programmazione degli interventi da fare? Avrei voluto discutere con lui e dire quale era la disponibilità della regione. Noi vogliamo essere responsabili e solidali però
abbiamo bisogno di essere coinvolti e abbiamo bisogno di condividere un punto fondamentale: nessuna situazione caotica può giustificare l’eventuale lesione di diritti umani, anche di un solo cittadino. Sono molto indispettito perchè il mio atteggiamento è stato quello della disponibilità massima. Ma non siamo disponibili a prendere schiaffi in faccia e a
caricare su una sola città, quale Manduria, un peso che rischia di diventare molto pesante.
I migranti sono una generazione in fuga dalla povertà, dalla paura, dalla fame e dalla guerra e chiedo ai cittadini di
Manduria e a tutti gli italiani, di provare ad immaginare cosa significhi la fuga dalla paura per queste persone.


