‘La Puglia si è voluta bene’ ho detto la sera della vittoria. Ho continuato a pensarlo nei giorni a seguire, riannodando i fili di un racconto virtuoso, che è stata la Puglia migliore degli ultimi cinque anni.
Ho continuato a pensarlo ricordando la straordinaria partecipazione della campagna elettorale, la liberazione di passioni civili di donne e di uomini che hanno deciso, anche mettendo in discussione le forma classiche dell’organizzazione politica, di mettersi a disposizione. Di dedicare parte del proprio tempo, della propria vita privata, per contribuire a modificare, ancora una volta e in positivo, il volto della propria Regione.
Da questo intendo ripartire, dal patrimonio che in questi anni abbiamo costruito, dall’impegno con cui abbiamo contrastato la precarietà, con cui ci siamo presi cura del lavoro, dell’ambiente e del territorio, considerando il loro legame indissolubile per uno sviluppo lungimirante e di qualità. Voglio ripartire dalla Puglia che ha investito in innovazione e ricerca, dalla Puglia che ha creduto nei giovani come vero motore di un progetto di trasformazione e di rinnovamento radicale, nella Puglia che vuole essere ancora più ricca, solidale e attrattiva.
Sento anche la responsabilità di dover condurre una battaglia forse in solitudine per difendere gli interessi del sud, per scongiurare il rischio della secessione. Ma ho incontrato tanti camminatori, tutti alla ricerca di orizzonti di senso: con loro, con voi, ho intenzione di continuare a scrivere quel pezzo di storia che dice di una Puglia e di un Paese migliore.


