Vorrei continuare a tenere in piedi in Puglia un percorso corale, comunitario, collettivo per il cambiamento. Nel confronto sui programmi ho sempre parlato di temi reali: dalle bonifiche ambientali ai processi di compatibilità tra ecologia ed economia nella nostra regione, dalla stabilizzazione dei precari al processo di pubblicizzazione dell’Acquedotto. Mi sembra di aver posto problemi che hanno un’importanza politica generale e spero che a partire da questo si possa fare della Puglia ciò che è stata in questi anni: un laboratorio di cambiamento e riforme, un altro Sud.
Il Pd è impegnato in una discussione difficile perché sente come necessaria l’esigenza dell’allargamento della coalizione. Io condivido questa loro sensibilità e penso che bisogna politicamente lavorare tutti insieme per allargare la coalizione; dico al Pd che il giorno in cui accettassimo il criterio dei veti per allargare la coalizione entreremmo in un corto circuito perché non si possono accettare i veti se non quelli che riguardano la moralità dei comportamenti o le scelte collettive a favore dei pugliesi. Sono molto fiducioso perché stiamo parlando di un gruppo dirigente, da D’Alema sino a quello pugliese, fatto di persone molto responsabili e credo che talvolta nel dissenso e nell’articolazione delle posizioni, se c’è il rispetto reciproco, alla fine possa valere la scelta migliore. L’essenziale è capire che la scelta migliore la si fa in sintonia con il popolo.


