La liberazione di Sang Suu Kyi - con il suo corpo esile ma con le sue forti idee di libertà, rispetto, nonviolenza - ci riempie di gioia e di orgoglio. L’ostinazione dolce con cui Sang Suu Kyi non si è piegata in tutti questi lunghi anni al regime dei generali, pagando un prezzo personale altissimo, dal sacrificio della propria libertà personale al sacrificio degli affetti familiari più cari negati anche nei momenti più tristi e terribili, ha avuto oggi finalmente un risultato importante.
Ora dopo di lei, tocca al popolo birmano avere il diritto un futuro diverso. Non sarà facile ma i muri innalzati dai potenti possono essere abbattuti.


