Condivido fortemente l’allarme lanciato oggi da cento economisti italiani che hanno scritto una lettera aperta ai governanti italiani ed europei e ai rappresentanti italiani presso le istituzioni dell’Unione Europea. Mi sembra molto interessante e stimolante l’analisi secondo la quale le politiche economiche di austerità messe in campo dai governi, compreso quello italiano che sta facendo tagli da bassa macelleria sociale, potrebbero “forzatamente sospingere alcuni paesi fuori dall’Unione monetaria” per poter difendere i propri mercati, i propri redditi e la propria occupazione. Siamo insomma al paradosso, fuori dall’Europa per poter continuare a vivere, o meglio a sopravvivere. Ma il rischio c’è e l’attacco al cuore dell’Europa mi sembra feroce e irresponsabile. Mi fa piacere che questo stato di cose sia stato evidenziato non da forze dell’opposizione “eversive”, bensì da una folta e autorevole rappresentanza di quel mondo economico ed accademico che non possiede, per storia e per cultura, rigidità ideologiche. Soffermiamoci insieme sulle motivazioni e sulle responsabilità degli errori che sono stati commessi in politica economica e fermiamoci prima che sia troppo tardi. Ma impariamo a dirci la verità. Io seguirò questa mobilitazione con grande attenzione e partecipazione.


