Ieri la Puglia è stata tragico teatro dell’ennesima morte bianca. Un operaio agricolo ha perso la vita a Cerignola, durante i lavori di manutenzione di un silos contenente grano. Provo dolore e rabbia. Dolore per i familiari, i colleghi e gli amici, rabbia per questa tragedia evitabile.
Perché l’insicurezza sul lavoro è un crimine prodotto da una forma specifica del mercato del lavoro e da un processo di svalorizzazione del lavoro che è tornato ad essere merce. La vita e la morte, la fatica e i diritti dei lavoratori sono variabili subordinate della competitività e del profitto. Non è ancora dominante la cultura del lavoro come linfa di vita e non come causa di morte. Dovere delle istituzioni è mettersi in discussione, investire ostinatamente in sicurezza, dotarsi di strumenti normativi e ispettivi, governare con la consapevolezza che mettere al centro del proprio operato la sicurezza del lavoro e sul lavoro è un elemento imprescindibile per la costruzione di una società virtuosa e giusta che dica basta per sempre a questa tragedia occultata.


