Raffaele Fitto non perde occasione per dimostrare di non essere culturalmente e caratterialmente adatto a svolgere la funzione di Ministro della Repubblica. Principi democratici fondamentali come la separazione dei pubblici poteri, il rispetto delle garanzie e delle libertà individuali, la serietà nei rapporti istituzionali lo lasciano del tutto indifferente. Le sue note fiabesche raccontano quanto sia per lui inconcepibile e sconvolgente l’idea che si possa svolgere la funzione di Presidente della Regione senza commettere reati. Non bastano tuttavia a nascondere l’evidenza dei processi che lo riguardano, insieme ai suoi più stretti sodali politici, e la distanza che lo separa da chi ha sempre vissuto il proprio mandato politico e istituzionale con spirito etico e di servizio. Capisco che il modello a cui si ispira l’ineffabile Ministro, dinanzi a inchieste che riguardano corruzione e appalti e prostitute e droga, è quello delle tre scimmiette: quella che non vede, non sente, non parla. Peccato che quel modello sia incompatibile con la decenza e con le regole di uno Stato di diritto


